L’architettura è l’arte e la tecnica di progettare e costruire edifici, e per uno storico è una delle fonti più ricche che esistano. Un tempio, una cattedrale o una fabbrica raccontano chi aveva il potere, quali materiali e tecniche si conoscevano, in che cosa si credeva e come viveva la gente. In questa pagina ripercorriamo alcune grandi tappe della storia dell’architettura, con un obiettivo preciso: imparare a “leggere” un edificio come si legge un documento.
Le prime grandi costruzioni
Le prime architetture monumentali nascono con le civiltà urbane. In Mesopotamia, dove la pietra scarseggiava, si costruiva con mattoni di argilla: le ziqqurat, grandi torri a gradoni con un tempio in cima, dominavano città come Ur. Ne parla la pagina sull’architettura in Mesopotamia.
In Egitto, invece, la pietra c’era e fu usata per costruire per l’eternità. La grande piramide di Giza, voluta dal faraone Cheope intorno al 2560 a.C., fu per millenni l’edificio più alto del mondo. Per costruirla servirono decine di migliaia di lavoratori organizzati: non schiavi frustati, come nei film, ma in gran parte squadre di operai e contadini, come hanno mostrato gli scavi dei loro villaggi. Approfondimenti nella pagina sull’architettura egizia.
Grecia e Roma
I Greci perfezionarono il tempio, con colonne, architravi e frontoni, e codificarono gli “ordini” architettonici: dorico, ionico e corinzio. Il Partenone di Atene, costruito nel V secolo a.C., è il simbolo di un’architettura fondata su proporzioni armoniose.
I Romani presero molto dai Greci ma aggiunsero innovazioni decisive: l’arco, la volta, la cupola e soprattutto il calcestruzzo, una miscela resistente che permetteva di costruire grandi spazi coperti. Il Pantheon, con la sua cupola di oltre 43 metri di diametro, e il Colosseo ne sono esempi celebri. Roma costruì anche strade, ponti, acquedotti e terme: un’architettura al servizio dell’impero. L’architetto Vitruvio, nel I secolo a.C., scrisse che un edificio deve avere tre qualità: solidità, utilità e bellezza.
Il Medioevo: romanico e gotico
Nel Medioevo le grandi costruzioni erano soprattutto chiese, monasteri e castelli. Lo stile romanico, tra XI e XII secolo, ha muri spessi, archi a tutto sesto e finestre piccole: chiese solide e raccolte, come la basilica di Sant’Ambrogio a Milano.
Il gotico, nato in Francia a metà del XII secolo, usò archi a sesto acuto, volte a crociera e archi rampanti esterni per scaricare il peso. Così i muri potevano aprirsi in grandi vetrate colorate e le cattedrali salire verso il cielo, come Notre-Dame di Parigi o il Duomo di Milano. Le cattedrali erano anche cantieri che duravano generazioni e coinvolgevano intere città, come racconta la pagina sull’architettura nel Medioevo italiano.
Rinascimento e Barocco
Nel Quattrocento, a Firenze, gli architetti tornarono a studiare le rovine romane. Filippo Brunelleschi costruì la cupola di Santa Maria del Fiore senza le tradizionali impalcature di legno dal basso, una sfida tecnica straordinaria, e usò la prospettiva per progettare spazi chiari e misurabili. Il Rinascimento italiano diffuse in tutta Europa colonne, cupole e proporzioni classiche. Michelangelo progettò la cupola di San Pietro a Roma.
Nel Seicento il Barocco, con Bernini e Borromini, cercò il movimento, la meraviglia e la scenografia: piazze, chiese e palazzi pensati per stupire e per esprimere il potere della Chiesa e dei sovrani.
Ferro, vetro e cemento
La Rivoluzione industriale cambiò i materiali. Il ferro e la ghisa permisero di costruire ponti, stazioni e serre giganti; il Crystal Palace di Londra, per l’Esposizione universale del 1851, era fatto di ferro e vetro. Nel 1889 la torre Eiffel mostrò a Parigi le possibilità dell’acciaio. Alla fine dell’Ottocento, a Chicago, l’acciaio e gli ascensori resero possibili i primi grattacieli.
Nel Novecento il cemento armato e le idee del movimento moderno, con architetti come Le Corbusier e Walter Gropius, portarono a edifici funzionali, senza decorazioni, pensati anche per l’edilizia di massa. Oggi le sfide principali sono il risparmio energetico, la sostenibilità e la vita in città sempre più grandi.
Come si legge un edificio
Davanti a un edificio storico, anche nella propria città, si possono fare alcune domande semplici. Chi l’ha voluto e con quali soldi: un re, un vescovo, un comune, una famiglia ricca, un’azienda? Di che materiali è fatto, e venivano da vicino o da lontano? A che cosa serviva, e serve ancora alla stessa cosa? È stato modificato nel tempo, e si vedono le tracce di epoche diverse, come una facciata più recente su un corpo più antico? Rispondere a queste domande significa fare storia con le pietre. Spesso un solo edificio, come una chiesa trasformata più volte nei secoli, contiene in piccolo la storia di un’intera città.
In breve
La storia dell’architettura va dalle ziqqurat e piramidi alle colonne greche, dall’arco e dalla cupola romani alle cattedrali romaniche e gotiche, dal Rinascimento e dal Barocco al ferro, al vetro e al cemento dell’età industriale. Ogni edificio è una fonte: racconta tecniche, poteri e credenze della sua epoca.
Fonti per approfondire
- Treccani, Enciclopedia, voce “Architettura”
- Vitruvio, De architectura, libro I
- Nikolaus Pevsner, Storia dell’architettura europea, Laterza