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Battaglia di Poitiers

Epoca:

La battaglia di Poitiers è lo scontro in cui, nell’ottobre del 732, i Franchi guidati da Carlo Martello sconfissero un esercito arabo-berbero proveniente dalla Spagna musulmana, comandato dal governatore di al-Andalus ʿAbd al-Raḥmān al-Ghāfiqī. Lo scontro avvenne tra le città di Poitiers e Tours, nella Francia centro-occidentale, e per questo è chiamato anche battaglia di Tours. Per secoli è stato considerato il momento in cui l’Europa cristiana fermò l’espansione islamica; oggi gli storici lo valutano in modo più sfumato.

Battaglia di Poitiers: riassunto

All’inizio dell’VIII secolo gli eserciti musulmani avevano conquistato gran parte della penisola iberica e compivano spedizioni oltre i Pirenei. Nel 732 ʿAbd al-Raḥmān invase l’Aquitania, sconfisse il duca Oddone (Eudes) e marciò verso nord, forse diretto alla ricca abbazia di San Martino di Tours. Oddone chiese aiuto a Carlo Martello, che riunì un esercito franco e affrontò gli invasori. Dopo giorni di attesa e una battaglia combattuta, il comandante arabo fu ucciso e i suoi uomini si ritirarono durante la notte.

Le cause: l’espansione islamica in Occidente

Dopo la morte di Maometto nel 632, le conquiste islamiche si estesero in pochi decenni dal Medio Oriente al Nord Africa. Nel 711 un esercito guidato da Ṭāriq ibn Ziyād attraversò lo stretto che oggi porta il suo nome (Gibilterra) e sconfisse il re dei Visigoti; in pochi anni quasi tutta la Spagna divenne parte del califfato omayyade con il nome di al-Andalus. Dal 719 i musulmani occuparono anche Narbona, nel sud della Gallia, e da lì organizzarono incursioni verso la valle del Rodano e l’Aquitania, in cerca di bottino.

Chi era Carlo Martello

Carlo era il maestro di palazzo, cioè il più alto funzionario, del regno dei Franchi. I re della dinastia merovingia avevano ormai poco potere, e il vero governo era nelle mani dei maestri di palazzo. Carlo aveva rafforzato la sua autorità con molte campagne militari e aveva legato a sé i guerrieri distribuendo terre, anche sottratte alla Chiesa. Il soprannome “Martello” gli fu attribuito più tardi, per la forza con cui colpiva i nemici.

Lo svolgimento della battaglia

Le fonti sulla battaglia sono poche e brevi. La più vicina agli eventi è una cronaca scritta in Spagna nel 754, che racconta come i Franchi restarono immobili, stretti l’uno all’altro “come un muro di ghiaccio”, e respinsero gli assalti della cavalleria nemica. Secondo le fonti arabe, durante gli scontri ʿAbd al-Raḥmān fu ucciso. Nella notte l’esercito musulmano abbandonò l’accampamento e si ritirò verso sud. I Franchi, temendo una trappola, non lo inseguirono. Il numero dei combattenti e delle vittime non è noto: le cifre enormi riportate da alcune cronache medievali non sono attendibili.

Quando e dove si combatté

Anche la data e il luogo esatti sono incerti. La tradizione indica l’ottobre del 732, ma alcuni studiosi, confrontando le cronache, hanno proposto il 733. Il campo di battaglia non è mai stato individuato con sicurezza: la zona più spesso indicata si trova a nord-est di Poitiers, lungo l’antica strada romana verso Tours, ma finora non sono stati trovati resti archeologici sicuri dello scontro.

Le conseguenze della battaglia di Poitiers

  • il prestigio di Carlo Martello: la vittoria lo rese il capo indiscusso dei Franchi e difensore della cristianità;
  • l’ascesa dei Carolingi: suo figlio Pipino il Breve divenne re nel 751 e il nipote Carlo Magno fu incoronato imperatore nell’800;
  • la fine delle grandi incursioni a nord dei Pirenei: nei decenni successivi i Franchi riconquistarono il sud della Gallia, e nel 759 Pipino riprese Narbona;
  • un confine stabile: al-Andalus restò per secoli uno Stato musulmano nella penisola iberica, mentre la Gallia rimase sotto i Franchi.

Poitiers: una battaglia decisiva?

Nel Settecento lo storico inglese Edward Gibbon scrisse che, senza la vittoria franca, forse a Oxford si sarebbe insegnato il Corano. Molti storici di oggi ritengono questa visione esagerata. La spedizione del 732 sembra essere stata una grande razzia più che un tentativo di conquista; inoltre l’espansione musulmana in Occidente fu frenata anche da problemi interni, come la grande rivolta dei berberi scoppiata nel 740. Resta però vero che Poitiers contribuì a fondare il potere della famiglia carolingia.

Poitiers nella memoria storica

Nel corso dei secoli la battaglia è diventata un simbolo, spesso usato in modo politico: nell’Ottocento e nel Novecento fu presentata come la difesa dell’Europa contro un nemico esterno. Per studiarla correttamente è importante distinguere quello che dicono le poche fonti dell’epoca dalle interpretazioni successive.

Le altre battaglie di Poitiers

Non bisogna confondere lo scontro del 732 con la battaglia di Poitiers del 1356, combattuta durante la guerra dei Cent’anni. In quell’occasione l’esercito inglese guidato da Edoardo, il “Principe Nero”, sconfisse i francesi e catturò il re di Francia Giovanni II. Vicino a Poitiers, a Vouillé, si combatté inoltre nel 507 la battaglia in cui il re franco Clodoveo sconfisse i Visigoti.

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