La macchina a vapore

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Cronologie · Cronologia della tecnologia

La macchina a vapore fu il motore della prima rivoluzione industriale: questa cronologia ne segue lo sviluppo dalle pompe per le miniere di Newcomen alle locomotive e ai battelli dell’Ottocento.

Riassunto

Per millenni le principali fonti di energia erano state la forza muscolare di persone e animali, l’acqua e il vento. All’inizio del Settecento, in Inghilterra, le miniere di carbone avevano bisogno di sistemi efficaci per pompare via l’acqua che allagava le gallerie. Nacquero così le prime macchine capaci di trasformare il calore del vapore in lavoro meccanico.

La macchina a vapore conobbe miglioramenti continui per oltre un secolo, fino a diventare la fonte di energia di fabbriche, treni e navi. Per un quadro sulla tecnologia consulta la scheda sulla macchina a vapore.

La macchina di Newcomen era robusta ma consumava moltissimo carbone, perché raffreddava e riscaldava lo stesso cilindro a ogni ciclo. Il condensatore separato di Watt risolse proprio questo problema e rese conveniente usare il vapore anche lontano dalle miniere.

Date principali

  1. 1698Thomas Savery brevetta una pompa a vapore per sollevare l’acqua.
  2. 1712Thomas Newcomen installa una delle prime macchine atmosferiche a vapore in una miniera inglese.
  3. 1765James Watt ha l’idea del condensatore separato, che riduce molto il consumo di carbone.
  4. 1769Watt ottiene il brevetto per il suo perfezionamento.
  5. 1775Inizia la collaborazione tra Watt e l’imprenditore Matthew Boulton a Birmingham.
  6. 1781–1782Watt sviluppa sistemi per ottenere un moto rotatorio e la macchina a doppio effetto, adatta a muovere i macchinari delle fabbriche.
  7. 1804Richard Trevithick fa circolare una delle prime locomotive a vapore su rotaia, in Galles.
  8. 1807Il battello a vapore di Robert Fulton naviga sul fiume Hudson, negli Stati Uniti.
  9. 1825Apertura della ferrovia Stockton–Darlington, in Inghilterra.
  10. 1829–1830La locomotiva Rocket di George e Robert Stephenson; nel 1830 apre la ferrovia Liverpool–Manchester.
  11. 1838Le navi a vapore iniziano servizi regolari attraverso l’Atlantico.
  12. 1839Inaugurazione della ferrovia Napoli–Portici, la prima della penisola italiana.
  13. Fine dell’OttocentoLe turbine a vapore iniziano a essere usate per produrre elettricità e per la propulsione navale.

Cause

La diffusione della macchina a vapore in Gran Bretagna fu favorita dalla disponibilità di carbone, che era sia il combustibile sia la risorsa da estrarre, e dalla domanda crescente di energia da parte delle miniere e delle manifatture tessili.

Contarono anche il sistema dei brevetti, che tutelava gli inventori, la presenza di capitali e di imprenditori disposti a investire, come Boulton, e una tradizione di artigiani e meccanici capaci di costruire pezzi sempre più precisi. Per il contesto generale leggi la scheda sulla prima rivoluzione industriale.

Conseguenze

Con la macchina a vapore le fabbriche non dovettero più sorgere vicino ai corsi d’acqua e poterono concentrarsi nelle città, favorendo l’urbanizzazione e la nascita della classe operaia. La produzione di tessuti, ferro e altri beni crebbe in modo enorme.

Le ferrovie e le navi a vapore ridussero i tempi e i costi dei trasporti, collegarono i mercati nazionali e internazionali e sostennero l’espansione coloniale europea nell’Ottocento. L’uso massiccio del carbone, però, aumentò l’inquinamento delle città industriali e segnò l’inizio della crescita delle emissioni legate ai combustibili fossili.

Il nome di Watt è ancora usato come unità di misura della potenza, mentre l’espressione “cavallo vapore” nacque proprio per confrontare le macchine con la forza dei cavalli.

Perché è importante

La macchina a vapore è uno dei simboli del passaggio da un’economia agricola e artigianale a un’economia industriale. Capire la sua storia aiuta a spiegare le grandi trasformazioni sociali dell’Ottocento, dalla vita nelle fabbriche alla questione sociale.

Per proseguire leggi la scheda sulle fabbriche nella rivoluzione industriale e quella sull’Ottocento.

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