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Magna Carta

Epoca:

La Magna Carta è il documento concesso il 15 giugno 1215 dal re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra ai baroni ribelli, nei prati di Runnymede, vicino al Tamigi. Nata come accordo di pace in una crisi politica, stabiliva che anche il re doveva rispettare la legge e alcuni diritti dei suoi sudditi. Annullata pochi mesi dopo, fu più volte riconfermata nel corso del Duecento e divenne nei secoli un simbolo della libertà e dei limiti al potere.

Magna Carta: riassunto

All’inizio del Duecento il re Giovanni, fratello di Riccardo Cuor di Leone, era in forte difficoltà. Aveva perso la Normandia e gran parte dei domini francesi della sua famiglia a favore del re di Francia Filippo II Augusto, e per finanziare le guerre aveva imposto pesanti tributi ai baroni. Era anche entrato in conflitto con il papa Innocenzo III, che lo aveva scomunicato.

Nel 1214 il fallimento del suo tentativo di riconquistare i territori perduti, con la sconfitta degli alleati del re nella battaglia di Bouvines, indebolì ulteriormente la sua posizione. Nel 1215 una parte dei baroni si ribellò e occupò Londra. Giovanni fu costretto a trattare e il 15 giugno 1215 accettò il testo dei “capitoli” che divenne la Magna Carta.

Le cause

  • Fiscali: il re chiedeva sempre più denaro ai vassalli, attraverso tasse sostitutive del servizio militare, multe e diritti feudali molto alti.
  • Militari: le sconfitte in Francia avevano fatto crescere il malcontento e indebolito in modo grave il prestigio della Corona inglese.
  • Giudiziarie: molti baroni accusavano il re di usare la giustizia in modo arbitrario, con confische e punizioni senza processo.
  • Religiose: il conflitto con Innocenzo III sulla nomina dell’arcivescovo di Canterbury aveva portato all’interdetto sul regno; nel 1213 Giovanni si era sottomesso al papa, diventandone vassallo.

Che cosa stabiliva

Il testo del 1215 era lungo e trattava soprattutto questioni concrete del mondo feudale: eredità, tutela delle vedove, debiti, foreste regie, misure e commercio. Alcune clausole, però, contenevano principi destinati a durare:

  • la Chiesa d’Inghilterra doveva essere libera;
  • alcuni tributi straordinari non potevano essere imposti senza il consenso del “comune consiglio del regno”, formato dai grandi vassalli;
  • nessun uomo libero poteva essere arrestato, imprigionato, privato dei beni o esiliato se non in seguito a un giudizio legale dei suoi pari o secondo la legge del paese;
  • la giustizia non doveva essere venduta, negata o ritardata;
  • la città di Londra conservava le sue antiche libertà;
  • un consiglio di venticinque baroni doveva controllare che il re rispettasse gli impegni.

È importante ricordare che, nel 1215, gli “uomini liberi” erano una minoranza: la maggior parte dei contadini era formata da servi, esclusi da molte di queste garanzie.

Dall’annullamento alle riconferme

L’accordo non pose fine alla crisi. Giovanni chiese al papa di annullare la carta, e Innocenzo III la dichiarò nulla nell’agosto 1215. Scoppiò una guerra civile, durante la quale alcuni baroni offrirono la corona al figlio del re di Francia. Giovanni morì nell’ottobre 1216.

I consiglieri del giovane figlio, Enrico III, ripubblicarono la Magna Carta in forma modificata nel 1216 e nel 1217, per riconquistare la fiducia dei baroni. La versione del 1225 diventò quella di riferimento e fu riconfermata molte volte dai re successivi, spesso in cambio della concessione di nuove tasse. Nel 1297 entrò nella raccolta delle leggi del regno.

Protagonisti

  • Giovanni Senzaterra, re d’Inghilterra.
  • I baroni ribelli, guidati tra gli altri da Robert Fitzwalter.
  • Stephen Langton, arcivescovo di Canterbury, che ebbe un ruolo di mediazione.
  • Papa Innocenzo III, che annullò la carta.
  • Enrico III, che la ripubblicò.

Le conseguenze

  • Affermò il principio che il sovrano è sottoposto alla legge e non può governare in modo arbitrario.
  • Collegò il diritto di imporre tributi al consenso dei sudditi più importanti, un’idea che contribuì alla nascita del Parlamento inglese nel corso del Duecento.
  • Nei secoli successivi giuristi e politici la richiamarono per difendere i diritti contro la Corona, per esempio durante i conflitti del Seicento che portarono alla Rivoluzione inglese.
  • Ispirò documenti successivi, come il Bill of Rights inglese del 1689 e i testi costituzionali degli Stati Uniti.
  • Oggi sono ancora in vigore in Inghilterra solo poche clausole, ma il documento resta un simbolo dello Stato di diritto; alcune copie originali del 1215 sono conservate a Londra, Lincoln e Salisbury.

Date principali

  • 1204: perdita della Normandia.
  • 1209: scomunica di Giovanni.
  • 1214: battaglia di Bouvines.
  • 15 giugno 1215: concessione della Magna Carta a Runnymede.
  • Agosto 1215: annullamento da parte di Innocenzo III.
  • 1216: morte di Giovanni e prima riconferma.
  • 1225: versione definitiva sotto Enrico III.

Perché è importante

La Magna Carta mostra come un accordo pensato per risolvere una crisi tra re e baroni possa diventare, nel lungo periodo, uno dei testi fondamentali della tradizione costituzionale. Per capirne il contesto è utile leggere la pagina sulla conquista normanna dell’Inghilterra, che spiega l’origine dei legami tra i re inglesi e la Francia, e quella sul Medioevo.

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