La peste nera fu la terribile epidemia di peste che tra il 1347 e il 1352 colpì l’Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa. Si stima che in Europa abbia ucciso tra un terzo e la metà della popolazione, anche se le cifre variano molto da una regione all’altra. È considerata uno dei più grandi disastri demografici della storia e segnò profondamente l’economia, la società e la mentalità del tardo Medioevo.
Peste nera: riassunto
La malattia era causata da un batterio, oggi chiamato Yersinia pestis, identificato solo alla fine dell’Ottocento. L’epidemia partì dall’Asia centrale e, lungo le vie commerciali, raggiunse le coste del Mar Nero. Nell’autunno del 1347 navi genovesi provenienti da quella zona arrivarono a Messina, in Sicilia, portando il contagio. Nel 1348 la peste si diffuse in gran parte dell’Italia, della Francia, della Spagna e dell’Inghilterra; nel 1349-1350 raggiunse la Germania, la Scandinavia e l’Europa orientale.
Le città furono colpite in modo particolarmente grave. In pochi mesi interi quartieri si svuotarono, e in molti luoghi i morti erano così numerosi che si dovettero scavare fosse comuni. Dopo la grande ondata del 1347-1352 la peste tornò periodicamente in Europa per oltre tre secoli.
Le cause e la diffusione
- Il batterio: la peste bubbonica, la forma più comune, si trasmetteva soprattutto attraverso le pulci che vivevano sui roditori, come i ratti; la forma polmonare, più letale, poteva passare direttamente da persona a persona attraverso la respirazione.
- I commerci: l’Europa del Trecento era collegata all’Asia da rotte di terra e di mare; le navi e le carovane trasportavano merci, ma anche animali, parassiti e persone infette. L’unità politica creata dai Mongoli aveva intensificato questi scambi.
- La debolezza della popolazione: all’inizio del secolo l’Europa era molto popolata e aveva attraversato gravi carestie, come quella del 1315-1317; molte persone erano malnutrite.
- Le conoscenze mediche: i medici del tempo non conoscevano i microrganismi e attribuivano la malattia a cause come l’aria corrotta (“miasmi”) o la congiunzione degli astri; le cure erano quindi inefficaci.
I sintomi e la paura
I cronisti descrivono febbre alta, rigonfiamenti dolorosi, detti bubboni, all’inguine, alle ascelle o al collo, e macchie scure sulla pelle. La morte arrivava spesso in pochi giorni. A Firenze, Giovanni Boccaccio aprì il Decameron con una celebre descrizione della città colpita dalla peste del 1348: la fuga di chi poteva permetterselo, l’abbandono dei malati, la crisi dei legami familiari e sociali (vedi Firenze medievale).
Le reazioni
Le reazioni furono molto diverse:
- religiose: molti videro nella peste un castigo divino; si moltiplicarono processioni, preghiere e pellegrinaggi; nacquero i movimenti dei flagellanti, che si percuotevano in pubblico come penitenza, poi condannati dal papa;
- persecuzioni: in molte città, soprattutto in Germania, gli ebrei furono accusati di aver avvelenato i pozzi e vennero massacrati; papa Clemente VI condannò queste accuse, ma le violenze continuarono;
- sanitarie: alcune città introdussero misure di controllo, come il divieto di ingresso per chi proveniva da zone colpite; nel 1377 Ragusa (l’attuale Dubrovnik) impose l’isolamento delle persone e delle merci in arrivo, e nel Quattrocento Venezia creò uno dei primi lazzaretti per i malati (vedi Venezia medievale). Da queste pratiche deriva la parola “quarantena”.
Le conseguenze
- Demografiche: la popolazione europea impiegò più di un secolo per tornare ai livelli precedenti; molti villaggi furono abbandonati.
- Economiche: la mancanza di manodopera fece aumentare i salari di contadini e artigiani; molti signori e governi cercarono di bloccarli con leggi, come lo Statuto dei lavoratori inglese del 1351.
- Sociali: le tensioni tra lavoratori e proprietari contribuirono a grandi rivolte, come la Jacquerie in Francia nel 1358, il tumulto dei Ciompi a Firenze nel 1378 e la rivolta dei contadini in Inghilterra nel 1381.
- Culturali: la presenza della morte divenne un tema costante nell’arte e nella letteratura, con immagini come il “trionfo della morte” e la “danza macabra”.
- Politiche: la peste colpì anche gli eserciti e rallentò per qualche anno la guerra dei Cent’anni.
Come conosciamo la peste nera
Gli storici ricostruiscono l’epidemia grazie a cronache, lettere, testamenti, registri fiscali e parrocchiali, che permettono di stimare il numero dei morti in alcune città e villaggi. Negli ultimi decenni le analisi del DNA antico, condotte su resti umani provenienti da cimiteri dell’epoca, hanno confermato che il responsabile era proprio il batterio della peste. Restano invece discussi molti aspetti, come le cifre esatte delle vittime e il peso dei diversi modi di trasmissione.
Date principali
- 1346-1347: la peste raggiunge le coste del Mar Nero.
- Ottobre 1347: arrivo del contagio a Messina.
- 1348: diffusione in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra.
- 1349-1350: la peste raggiunge l’Europa centrale e settentrionale.
- 1351: Statuto dei lavoratori in Inghilterra.
- 1377: prime misure di isolamento a Ragusa.
Protagonisti
- Giovanni Boccaccio, testimone dell’epidemia a Firenze.
- Papa Clemente VI, che condannò le persecuzioni contro gli ebrei.
- I medici e le autorità cittadine che sperimentarono le prime misure sanitarie.
Perché è importante
La peste nera è un evento chiave del Medioevo e uno dei casi più studiati di epidemia nella storia. Aiuta a capire come una crisi sanitaria possa trasformare economia e società, ed è spesso messa a confronto con le epidemie più recenti, come la pandemia di COVID-19.