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Riforma protestante

Epoca:

La Riforma protestante è il movimento religioso che, a partire dal 1517, portò alla divisione della cristianità occidentale tra la Chiesa cattolica e le nuove Chiese protestanti. Iniziata in Germania con la protesta del monaco Martin Lutero contro la vendita delle indulgenze, si diffuse rapidamente in gran parte dell’Europa centrale e settentrionale, con riformatori come Zwingli e Calvino. Ebbe conseguenze profonde non solo sulla religione, ma anche sulla politica, sulla cultura e sulla società.

Riforma protestante: riassunto

All’inizio del Cinquecento molti cristiani criticavano la corruzione di una parte del clero, la ricchezza della Chiesa e l’uso delle indulgenze, cioè la remissione delle pene per i peccati, che veniva concessa anche in cambio di offerte in denaro. Nel 1517 la predicazione di un’indulgenza destinata in parte alla costruzione della nuova basilica di San Pietro spinse Martin Lutero, professore di teologia a Wittenberg, a scrivere le sue 95 tesi.

Il dibattito si allargò presto dalle indulgenze all’autorità del papa e dei concili. Nel 1521 Lutero fu scomunicato e messo al bando dall’impero, ma il sostegno di alcuni principi tedeschi gli permise di continuare la sua opera. Negli anni successivi nacquero nuove Chiese, e il cristianesimo occidentale si divise in modo duraturo.

Le cause

  • Religiose: molti fedeli cercavano una fede più personale e diretta; la teologia di Lutero rispondeva al problema di come l’uomo possa essere salvato.
  • Critiche alla Chiesa: la vendita delle indulgenze, il cumulo di incarichi, l’assenza di molti vescovi dalle loro diocesi e la scarsa preparazione di parte del clero alimentavano il malcontento.
  • Culturali: l’Umanesimo aveva diffuso lo studio dei testi originali della Bibbia, e intellettuali come Erasmo da Rotterdam chiedevano un ritorno al Vangelo.
  • Tecnologiche: l’invenzione della stampa permise di diffondere in poco tempo libri, opuscoli e immagini a un vasto pubblico.
  • Politiche ed economiche: molti principi tedeschi vedevano nella Riforma l’occasione per rafforzare la propria autonomia rispetto all’imperatore e al papa e per acquisire i beni della Chiesa.

Già in passato c’erano stati movimenti di riforma condannati come eretici, come quello di Jan Hus in Boemia, all’inizio del Quattrocento.

Le idee di Lutero

Il centro del pensiero di Lutero è la “giustificazione per sola fede”: l’uomo è salvato non per le sue opere, ma per la fede in Cristo, che è un dono gratuito di Dio. Da qui derivavano altri principi:

  • la Bibbia è l’unica fonte di autorità in materia di fede (“sola Scrittura”);
  • tutti i battezzati sono sacerdoti, e non esiste una differenza sostanziale tra clero e laici (sacerdozio universale);
  • i sacramenti sono ridotti a due, battesimo ed eucaristia;
  • i sacerdoti possono sposarsi, e i voti monastici perdono valore;
  • il culto si celebra nella lingua del popolo, e Lutero tradusse la Bibbia in tedesco.

La diffusione in Germania

Nel 1520 Lutero pubblicò alcuni scritti fondamentali e bruciò la bolla papale che lo minacciava di scomunica. Nel 1521, alla Dieta di Worms, rifiutò di ritrattare davanti all’imperatore Carlo V. Protetto dall’elettore di Sassonia, si rifugiò nel castello della Wartburg, dove tradusse il Nuovo Testamento.

Nel 1524-1525 la guerra dei contadini, che univa richieste sociali e religiose, fu repressa duramente, e Lutero si schierò con i principi. Nel 1529, alla Dieta di Spira, i principi luterani protestarono contro le decisioni della maggioranza cattolica: da questa “protesta” deriva il nome di protestanti. Nel 1530 Filippo Melantone presentò la Confessione di Augusta, il testo fondamentale della fede luterana.

Zwingli, Calvino e le altre Riforme

A Zurigo Ulrico Zwingli guidò una Riforma che si distaccava da Lutero soprattutto sull’interpretazione dell’eucaristia; morì in battaglia nel 1531. A Ginevra Giovanni Calvino elaborò una dottrina centrata sulla sovranità di Dio e sulla predestinazione, e organizzò una Chiesa con forte disciplina morale. Il calvinismo si diffuse in Francia, nei Paesi Bassi, in Scozia e in parte della Germania.

In Inghilterra la rottura con Roma avvenne per ragioni anzitutto politiche e dinastiche: nel 1534 Enrico VIII si proclamò capo della Chiesa d’Inghilterra. Nacquero inoltre gruppi più radicali, come gli anabattisti, che rifiutavano il battesimo dei bambini e furono perseguitati sia dai cattolici sia dai protestanti.

Protagonisti

  • Martin Lutero, iniziatore della Riforma.
  • Filippo Melantone, teologo luterano.
  • Ulrico Zwingli, riformatore di Zurigo.
  • Giovanni Calvino, riformatore di Ginevra.
  • Carlo V, imperatore e difensore dell’unità cattolica.
  • Enrico VIII, re d’Inghilterra.

Le conseguenze

  • La cristianità occidentale si divise in modo permanente tra cattolici e protestanti.
  • La Chiesa cattolica rispose con il Concilio di Trento e con una profonda riforma interna.
  • In Germania il conflitto portò alla pace di Augusta del 1555, che stabilì che ogni principe potesse scegliere la religione dei propri sudditi (“cuius regio, eius religio”).
  • Le divisioni religiose alimentarono per oltre un secolo le guerre di religione.
  • La lettura della Bibbia in lingua volgare favorì l’alfabetizzazione e lo sviluppo delle lingue nazionali.

Date principali

  • 31 ottobre 1517: le 95 tesi di Lutero.
  • 1521: scomunica e Dieta di Worms.
  • 1524-1525: guerra dei contadini.
  • 1529: Dieta di Spira e nascita del termine “protestanti”.
  • 1530: Confessione di Augusta.
  • 1534: Atto di supremazia in Inghilterra.
  • 1541: Calvino si stabilisce definitivamente a Ginevra.
  • 1555: pace di Augusta.

Perché è importante

La Riforma protestante è uno dei passaggi fondamentali dell’età moderna: cambiò la geografia religiosa dell’Europa, il rapporto tra Chiesa e Stato e il modo in cui milioni di persone vivevano la fede.

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