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Guerre di religione

Le guerre di religione sono i conflitti che insanguinarono l’Europa tra il Cinquecento e la metà del Seicento, dopo che la Riforma protestante aveva spezzato l’unità religiosa del continente. Si combatterono in Germania, in Francia, nei Paesi Bassi, nelle isole britanniche. Cattolici, luterani e calvinisti erano convinti di difendere la vera fede. Ma dietro le bandiere religiose c’erano quasi sempre anche dinastie, nobili in lotta per il potere, città gelose della loro autonomia.

Le cause: la fine dell’unità cristiana

Nel 1517 Martin Lutero rese pubbliche a Wittenberg le sue tesi contro le indulgenze. In pochi anni, anche grazie alla stampa, le sue idee si diffusero in tutta la Germania. Poi arrivarono altri riformatori, come Zwingli a Zurigo e Calvino a Ginevra.

Per gli uomini del Cinquecento la religione non era una scelta privata. Un regno, si pensava, poteva stare in piedi solo se i sudditi condividevano la fede del sovrano. Chi aveva un’altra fede appariva come un ribelle oltre che come un eretico. Da qui la violenza.

Le guerre in Germania e la pace di Augusta (1555)

Il primo grande scontro fu sociale prima che religioso. Nel 1524-1525 i contadini tedeschi insorsero in nome del Vangelo contro i signori. Lutero stesso si schierò con i principi, e la rivolta fu schiacciata con decine di migliaia di morti.

Poi i principi protestanti si allearono contro l’imperatore Carlo V, nella Lega di Smalcalda. Carlo li sconfisse a Mühlberg nel 1547, ma non riuscì a riportarli al cattolicesimo. Nel 1555 la pace di Augusta stabilì un compromesso che più tardi fu riassunto in una formula latina: cuius regio, eius religio. Ogni principe decideva la religione del suo territorio, cattolica o luterana. I sudditi che non erano d’accordo potevano emigrare. I calvinisti restavano esclusi.

Cattolici e ugonotti in Francia (1562-1598)

In Francia i calvinisti, chiamati ugonotti, erano una minoranza forte soprattutto tra la nobiltà del sud e dell’ovest. Nel marzo 1562 gli uomini del duca di Guisa uccisero decine di protestanti riuniti in preghiera a Wassy. Fu l’inizio di otto guerre in poco più di trent’anni. Le grandi famiglie nobili usavano la religione per contendersi il controllo di una monarchia debole.

La notte del 24 agosto 1572, festa di San Bartolomeo, Parigi era piena di nobili protestanti arrivati per il matrimonio tra il loro capo, Enrico di Navarra, e la sorella del re. Il capo militare ugonotto, l’ammiraglio de Coligny, fu ucciso, e nella città cominciò un massacro. Nei giorni seguenti la violenza si estese ad altre città. I morti furono migliaia.

Alla fine il trono passò proprio a Enrico di Navarra, Enrico IV, che nel 1593 si convertì al cattolicesimo. Nel 1598, con l’editto di Nantes, concesse agli ugonotti libertà di culto in molti luoghi e alcune piazzeforti. Non era ancora tolleranza nel senso moderno, ma un modo per far convivere due confessioni in un solo regno. Nel 1685 Luigi XIV revocò l’editto, e forse duecentomila ugonotti fuggirono all’estero.

I Paesi Bassi e l’Inghilterra

Nei Paesi Bassi, governati dal re di Spagna Filippo II, religione e libertà locali si intrecciarono. Nel 1566 ondate di calvinisti distrussero immagini sacre nelle chiese. La repressione del duca d’Alba provocò la rivolta dei Paesi Bassi, una guerra durata, con una tregua, fino al 1648. Le province del nord, calviniste, diventarono indipendenti; quelle del sud restarono cattoliche e spagnole.

In Inghilterra la rottura con Roma fu decisa dal re Enrico VIII. Dopo il regno cattolico di Maria Tudor, durante il quale centinaia di protestanti furono bruciati sul rogo, Elisabetta I stabilì una Chiesa anglicana protestante. Nel 1588 la grande flotta spagnola, l’Invincibile Armata, tentò invano di invadere l’isola.

La guerra dei Trent’anni e la pace di Vestfalia

L’ultima e più devastante delle guerre di religione scoppiò in Boemia nel 1618, quando i nobili protestanti gettarono dalla finestra del castello di Praga due governatori imperiali e il loro segretario. La guerra dei Trent’anni coinvolse quasi tutta l’Europa. Col passare del tempo la religione contò sempre meno: la Francia cattolica del cardinale Richelieu combatté a fianco della Svezia luterana contro gli Asburgo cattolici.

La pace di Vestfalia del 1648 chiuse il ciclo. Riconobbe anche il calvinismo e confermò che la religione di ogni Stato era affare dei suoi governanti. Le regioni tedesche più colpite avevano perso una parte enorme della popolazione per guerra, fame e malattie.

Che cosa lasciarono le guerre di religione

Dopo più di un secolo di massacri, molti europei cominciarono a pensare che la pace fosse più importante dell’unità della fede. In Francia, già durante le guerre, il gruppo dei politiques sosteneva che lo Stato dovesse mettere l’ordine pubblico davanti alla religione. Più tardi pensatori come John Locke e Voltaire avrebbero fatto della tolleranza un principio. Anche l’idea moderna di Stato sovrano, che decide da solo dentro i propri confini, nasce in parte da questa esperienza.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Enciclopedia Treccani, voce “guerre di religione”
  • Mack P. Holt, The French Wars of Religion, 1562-1629, Cambridge University Press, 1995
  • Peter H. Wilson, Europe’s Tragedy: A History of the Thirty Years War, Allen Lane, 2009
  • Denis Crouzet, Les guerriers de Dieu. La violence au temps des troubles de religion, Champ Vallon, 1990

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