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Guerre ottomane

Le guerre ottomane non sono un solo conflitto, ma la lunga serie di campagne con cui l’Impero ottomano si espanse, tra il Trecento e il Cinquecento, e poi cercò di difendersi, fino alla sua fine nel 1922. Per secoli furono il principale problema militare dell’Europa cristiana, da Venezia a Vienna. Ma gli Ottomani combatterono altrettanto in Asia, contro la Persia e contro i Mamelucchi d’Egitto. Seguirle significa attraversare sei secoli di storia tra Europa e Medio Oriente.

Dall’Anatolia ai Balcani

Gli Ottomani prendono il nome da Osman, capo di un piccolo principato turco nell’Anatolia nord-occidentale intorno al 1300. Suo figlio Orhan conquistò Bursa nel 1326 e ne fece la capitale. Nel 1354 gli Ottomani presero Gallipoli e misero piede stabilmente in Europa.

Da lì l’avanzata nei Balcani fu rapida. Nel 1389, nella piana del Kosovo, sconfissero i Serbi e i loro alleati; morì in battaglia anche il sultano Murad I. Nel 1396 una grande crociata franco-ungherese fu distrutta nella battaglia di Nicopoli. Sembrava impossibile fermarli. Poi, nel 1402, il conquistatore turco-mongolo Tamerlano sconfisse e catturò il sultano Bayezid I ad Ankara. L’impero sopravvisse a stento a una guerra civile tra i figli del sultano, e ripartì.

La caduta di Costantinopoli (1453)

Nel 1453 il giovane sultano Mehmet II pose l’assedio a Costantinopoli. Aveva cannoni enormi, costruiti da un fonditore ungherese, e fece trasportare via terra una parte della flotta per aggirare la catena che chiudeva il porto del Corno d’Oro. Il 29 maggio la città cadde. La caduta di Costantinopoli segnò la fine dell’Impero bizantino, e la città, Istanbul, diventò la capitale ottomana.

Anche l’Italia ne sentì le conseguenze. Nel 1480 una flotta ottomana sbarcò in Puglia e prese Otranto. Molti abitanti furono uccisi. La città fu ripresa l’anno dopo.

Selim I e Solimano il Magnifico

All’inizio del Cinquecento le guerre si spostarono a est. Il sultano Selim I sconfisse nel 1514 a Cialdiran lo scià dell’Impero safavide, grazie all’artiglieria e ai giannizzeri armati di fucili. Nel 1516-1517 conquistò la Siria e l’Egitto dei Mamelucchi, con le città sante di La Mecca e Medina.

Suo figlio Solimano, che gli europei chiamarono il Magnifico, portò l’impero al massimo dell’estensione. Prese Belgrado nel 1521 e l’isola di Rodi nel 1522. Il 29 agosto 1526, a Mohács, distrusse l’esercito ungherese: il re Luigi II morì nella fuga. Nel 1529 i soldati di Solimano arrivarono sotto le mura di Vienna, ma la stagione era avanzata e dovettero ritirarsi. In mare, l’ammiraglio Khair ad-Din, detto Barbarossa, dominò il Mediterraneo. Solo Malta, nel 1565, resistette a un grande assedio.

Lepanto e la guerra con Venezia

La Repubblica di Venezia combatté contro gli Ottomani per secoli, alternando guerre e accordi commerciali. Nel 1570-1571 gli Ottomani conquistarono Cipro: a Famagosta il comandante veneziano Marcantonio Bragadin, dopo la resa, fu scorticato vivo.

Il 7 ottobre 1571 la flotta della Lega Santa, formata da Spagna, Venezia, papato e altri Stati italiani, sconfisse la flotta ottomana nella battaglia di Lepanto. Fu una vittoria enorme per il morale europeo. Ma l’anno dopo gli Ottomani avevano già ricostruito la flotta, e Cipro non fu mai ripresa. Nel Seicento Venezia perse anche Creta, dopo un assedio di Candia durato più di vent’anni, dal 1648 al 1669.

Vienna 1683 e l’inizio del declino

Nel 1683 il gran visir Kara Mustafa assediò di nuovo Vienna. Il 12 settembre un esercito di soccorso guidato dal re di Polonia Giovanni III Sobieski sconfisse gli assedianti. Fu la svolta. Negli anni seguenti gli Asburgo riconquistarono l’Ungheria, e con la pace di Carlowitz del 1699 gli Ottomani, per la prima volta, cedettero grandi territori in Europa.

Nel Settecento il nemico principale diventò la Russia. Una lunga serie di guerre russo-turche spinse i confini ottomani sempre più a sud. Nel 1774 il sultano dovette rinunciare al controllo della Crimea, che la Russia annesse pochi anni dopo.

L’Ottocento e la fine dell’impero

Nell’Ottocento l’impero fu chiamato “il malato d’Europa”. I popoli balcanici si ribellarono uno dopo l’altro. La Grecia ottenne l’indipendenza nel 1830, dopo una guerra in cui intervennero Francia, Gran Bretagna e Russia. Serbia, Romania e Montenegro furono riconosciuti indipendenti al congresso di Berlino del 1878.

Le potenze europee, però, si contendevano anche i resti dell’impero. Nella guerra di Crimea (1853-1856) Francia e Gran Bretagna, insieme al Regno di Sardegna, combatterono a fianco degli Ottomani contro la Russia. Nel 1911-1912 fu l’Italia ad attaccare, conquistando la Libia e il Dodecaneso. Seguirono le guerre balcaniche.

Nella Prima guerra mondiale l’Impero ottomano si schierò con la Germania. Respinse lo sbarco alleato a Gallipoli nel 1915, ma perse alla fine la guerra. Durante il conflitto il governo dei Giovani Turchi organizzò la deportazione e lo sterminio degli Armeni, che molti Stati e la grande maggioranza degli storici riconoscono come genocidio. Nel 1922 il sultanato fu abolito; l’anno dopo nacque la Repubblica di Turchia di Mustafa Kemal.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Enciclopedia Treccani, voce “ottomano, Impero”
  • Encyclopaedia Britannica, voce “Ottoman Empire”
  • Halil İnalcık, The Ottoman Empire: The Classical Age 1300-1600, Weidenfeld & Nicolson, 1973
  • Caroline Finkel, Osman’s Dream: The Story of the Ottoman Empire 1300-1923, John Murray, 2005

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