Aquisgrana, oggi Aachen, in Germania, vicino ai confini con il Belgio e i Paesi Bassi, fu la residenza preferita di Carlo Magno e il centro del potere dell’impero carolingio. Qui il sovrano fece costruire un grande palazzo con la Cappella Palatina, dove fu sepolto nell’814. Per secoli la città rimase il luogo delle incoronazioni dei re tedeschi.
Aquisgrana: riassunto
L’area di Aquisgrana era nota già in epoca romana per le sorgenti di acqua calda, da cui deriva il nome latino legato alle acque. Carlo Magno vi soggiornò sempre più spesso a partire dagli anni Novanta dell’VIII secolo e ne fece una sede stabile della corte, in un regno che fino ad allora era governato soprattutto da un palazzo all’altro. Aquisgrana divenne così il simbolo del potere dei Carolingi e del progetto di rinnovare l’eredità dell’impero romano in Occidente.
Il palazzo e la Cappella Palatina
Il complesso del palazzo comprendeva una grande sala per le riunioni e le udienze, edifici residenziali e la cappella, collegati da un corridoio. Della sala oggi resta poco, perché sul luogo sorge il municipio costruito nel Trecento. La Cappella Palatina, invece, è ancora conservata ed è il nucleo dell’attuale duomo.
La cappella ha una pianta ottagonale, coperta da una cupola, e si ispira all’architettura tardoantica e bizantina; viene spesso confrontata con la chiesa di San Vitale a Ravenna (vedi Ravenna medievale). Per decorarla furono usati anche marmi e colonne portati dall’Italia. Al piano superiore si trova il trono di pietra attribuito all’epoca carolingia, da cui il sovrano poteva assistere alle funzioni.
Il centro della rinascita carolingia
Alla corte di Aquisgrana Carlo Magno riunì intellettuali provenienti da diverse parti d’Europa. Il più noto fu Alcuino di York, che ebbe un ruolo importante nell’organizzazione della scuola di palazzo e nella revisione dei testi religiosi. Da questo ambiente partirono iniziative per migliorare l’istruzione del clero, correggere i libri liturgici e copiare i testi antichi, spesso nella nuova scrittura chiamata minuscola carolina.
Ad Aquisgrana si tenevano anche assemblee e si emanavano i capitolari, le leggi del sovrano divise in capitoli. Dopo l’incoronazione di Carlo Magno a Roma nell’anno 800, la città acquistò un valore ancora più forte come capitale di un impero cristiano d’Occidente.
Dopo Carlo Magno
Carlo Magno morì ad Aquisgrana nell’814 e fu sepolto nella cappella. Il figlio Ludovico il Pio continuò a usare la città come sede della corte; qui si tennero importanti concili per la riforma della Chiesa e dei monasteri. Con le divisioni dell’impero, fissate dal Trattato di Verdun dell’843, Aquisgrana perse il ruolo politico di capitale, ma conservò un prestigio simbolico enorme.
Dal 936, con Ottone I, fino al 1531 la città fu il luogo dove venivano incoronati i re di Germania, che si presentavano come eredi di Carlo Magno. Nel 1165 Federico I Barbarossa fece proclamare santo Carlo Magno, con il sostegno di un antipapa, rafforzando il legame tra il culto del grande imperatore e il potere imperiale.
Una città di pellegrini e di trattati
Nel Medioevo Aquisgrana fu anche una meta di pellegrinaggio. Nel duomo si conservavano importanti reliquie, esposte ai fedeli a intervalli regolari, e la tomba di Carlo Magno attirava visitatori da molte regioni. Intorno alla cappella carolingia furono aggiunte nel tempo altre costruzioni, come il grande coro gotico, completato nel Quattrocento, con ampie vetrate.
La città ebbe lo status di città imperiale e mantenne a lungo una certa autonomia. In età moderna il suo nome restò legato alla diplomazia: due trattati firmati ad Aquisgrana, nel 1668 e nel 1748, chiusero conflitti tra le potenze europee. Il secondo pose fine alla guerra di successione austriaca e riconobbe Maria Teresa d’Asburgo come erede dei domini della sua famiglia.
Le sorgenti termali, già usate dai Romani, continuarono a fare di Aquisgrana una località di cura. Nel corso della Seconda guerra mondiale la città fu gravemente colpita e, nell’ottobre 1944, fu la prima grande città tedesca conquistata dagli Alleati. Il duomo, però, sopravvisse in gran parte alla guerra.
Date principali
- Fine dell’VIII secolo: Carlo Magno sceglie Aquisgrana come residenza principale.
- Inizio del IX secolo: completamento della Cappella Palatina.
- 814: morte e sepoltura di Carlo Magno.
- 936: incoronazione di Ottone I, la prima di una lunga serie.
- 1165: canonizzazione di Carlo Magno voluta da Barbarossa.
- 1668 e 1748: due paci di Aquisgrana chiudono guerre europee, l’ultima quella di successione austriaca.
- 1978: il duomo entra nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
Protagonisti
- Carlo Magno, re dei Franchi e imperatore.
- Alcuino di York, maestro e consigliere della corte.
- Ludovico il Pio, figlio e successore di Carlo Magno.
- Ottone I e i re tedeschi incoronati nella cappella.
Perché è importante
Aquisgrana è importante perché mostra in modo concreto come il potere medievale si esprimesse attraverso i luoghi: un palazzo, una chiesa, una tomba e un trono diventarono per secoli i simboli della continuità dell’impero. Ancora oggi la città richiama l’idea di un’Europa unita: dal 1950 vi si assegna il Premio Carlo Magno a personalità che hanno contribuito all’unificazione europea.
