Medioevo · Basso Medioevo
Gli ordini mendicanti sono gli ordini religiosi nati all’inizio del Duecento che scelsero la povertà assoluta, non solo per i singoli frati ma per l’intera comunità, e vivevano del proprio lavoro e delle elemosine. I due più importanti furono i francescani, fondati da Francesco d’Assisi, e i domenicani, fondati da Domenico di Guzmán. A differenza dei monaci, chiusi nelle abbazie di campagna, i frati andavano a vivere nelle città e predicavano tra la gente.
Perché nacquero gli ordini mendicanti
Tra XI e XII secolo l’Europa era cambiata. Le città crescevano, circolava denaro, nascevano mercanti e banchieri. La Chiesa era ricca e potente, e molti fedeli la sentivano lontana dal Vangelo. Da qui nacquero movimenti di laici che chiedevano una Chiesa povera e predicavano per strada: alcuni, come i valdesi, finirono condannati come eretici; nel Sud della Francia si era diffusa l’eresia dei catari.
Gli ordini mendicanti furono una risposta a questa inquietudine dall’interno della Chiesa. Prendevano sul serio la povertà evangelica, ma accettavano l’autorità del papa. Il papato, a partire da Innocenzo III, capì che quei frati potevano riportare verso Roma proprio le persone che rischiava di perdere.
Chi era san Francesco d’Assisi
Francesco nacque ad Assisi nel 1181 o 1182. Il padre, Pietro di Bernardone, era un ricco mercante di stoffe che commerciava con la Francia; il ragazzo fu cresciuto per diventare un mercante a sua volta e da giovane sognava la gloria cavalleresca. Prese parte a una guerra tra Assisi e Perugia e passò circa un anno prigioniero.
Dopo la prigionia e una malattia cominciò a cambiare. Si dedicò ai lebbrosi, restaurò chiesette in rovina intorno ad Assisi e alla fine ruppe con il padre davanti al vescovo, restituendogli perfino i vestiti. Nel 1209, ascoltando a messa il passo del Vangelo in cui Gesù manda gli apostoli senza denaro né bastone, trovò il suo programma: vivere come loro.
Attorno a lui si raccolsero i primi compagni. Nel 1210 Francesco presentò a Innocenzo III una regola brevissima, fatta quasi solo di frasi del Vangelo, e ottenne un’approvazione a voce. Nel 1212 accolse Chiara d’Assisi, da cui nacque il ramo femminile, le clarisse.
La regola francescana del 1223
Il gruppo crebbe in fretta, troppo per una regola così semplice. Servivano norme scritte, conventi, un’organizzazione. Francesco ci lavorò con fatica, perché temeva che la sua idea si annacquasse. La regola definitiva fu approvata da papa Onorio III il 29 novembre 1223: è questa la data di nascita ufficiale dell’Ordine dei frati minori.
Gli ultimi anni di Francesco furono segnati dalla malattia. Nel 1223 allestì a Greccio il primo presepe vivente; nel 1224, sul monte della Verna, ricevette secondo la tradizione le stimmate; nel 1225 compose il Cantico delle creature, uno dei primi testi poetici in volgare italiano. Morì alla Porziuncola il 3 ottobre 1226 e fu proclamato santo appena due anni dopo, nel 1228.
San Domenico e i domenicani
Domenico di Guzmán era un canonico spagnolo che aveva visto da vicino la diffusione dei catari nel Sud della Francia. Si convinse che per convincere gli eretici servissero predicatori poveri come loro ma molto preparati. Nel 1216 papa Onorio III approvò il suo Ordine dei frati predicatori, i domenicani.
La differenza con i francescani si capisce subito dal nome. Francesco voleva frati “minori”, umili; Domenico voleva predicatori, e quindi puntò sugli studi. I domenicani si insediarono nelle città universitarie come Bologna e Parigi e produssero grandi teologi, come Tommaso d’Aquino. Dagli anni Trenta del Duecento il papato affidò spesso proprio a loro i tribunali dell’Inquisizione.
Anche i francescani, dopo qualche decennio, entrarono nelle università. Il ministro generale Bonaventura da Bagnoregio, teologo a Parigi, scrisse la biografia ufficiale di Francesco, la Legenda maior, che ispirò gli affreschi di Assisi. Così l’ordine nato da un uomo che diffidava dei libri finì per produrre alcuni dei maggiori intellettuali del Medioevo, da Bonaventura a Guglielmo di Ockham.
Che cosa cambiò con i frati
- La Chiesa entra nella città: i conventi sorgevano spesso ai margini dei centri urbani, dove abitavano i nuovi poveri, gli immigrati dalle campagne, gli artigiani.
- La predicazione in volgare: i frati parlavano nelle piazze con esempi della vita quotidiana, comprensibili a tutti.
- Le grandi chiese: Santa Croce e Santa Maria Novella a Firenze, i Frari a Venezia, la basilica di San Francesco ad Assisi con gli affreschi attribuiti a Giotto.
- Il rapporto con l’economia: proprio i francescani, che rifiutavano il denaro, rifletterono molto sul commercio, sul prestito e sul giusto prezzo, e nel Quattrocento promossero i Monti di pietà.
Accanto a francescani e domenicani si affermarono altri ordini mendicanti: carmelitani, agostiniani, serviti. Nel 1274 il secondo concilio di Lione mise ordine: confermò francescani e domenicani, lasciò sopravvivere carmelitani e agostiniani e sciolse molti piccoli gruppi nati senza approvazione.
La questione della povertà
Dopo la morte di Francesco i francescani si divisero. I “conventuali” accettavano che l’ordine possedesse case e chiese, sia pure intestate ad altri; gli “spirituali” volevano la povertà assoluta del fondatore. Lo scontro diventò durissimo all’inizio del Trecento, quando papa Giovanni XXII, durante il periodo della cattività avignonese, condannò come eretica l’idea che Cristo e gli apostoli non avessero posseduto nulla. Se hai letto Il nome della rosa di Umberto Eco, la discussione tra i frati nell’abbazia è proprio questa.
Ordini mendicanti nel programma di terza
Si studiano nel capitolo sul Duecento, insieme al conflitto tra papato e impero e alla crescita dei comuni italiani. Il quadro generale della Chiesa del periodo è nella scheda sul papato nel basso Medioevo; la posizione dell’argomento nel programma la trovi nell’indice di storia per la terza superiore.