Personaggi · Storia del presente
Papa Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio, è stato il 266° papa della Chiesa cattolica, dal 13 marzo 2013 alla morte, il 21 aprile 2025. È stato il primo papa nato nelle Americhe, il primo gesuita e il primo a scegliere il nome di Francesco, in onore del santo di Assisi. Il suo pontificato di dodici anni ha attraversato la crisi dei migranti nel Mediterraneo, gli scandali degli abusi, la pandemia di Covid-19 e le guerre in Ucraina e in Medio Oriente. Ha suscitato grande consenso e anche forti critiche, dentro e fuori la Chiesa.
Da Buenos Aires ai gesuiti
Bergoglio nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. I genitori sono figli di emigranti piemontesi: il padre Mario era partito con la famiglia dall’Astigiano nel 1929. Jorge si diploma perito chimico e lavora per un periodo in laboratorio. Nel 1958 entra nella Compagnia di Gesù e nel 1969 viene ordinato sacerdote.
Dal 1973 al 1979 è superiore provinciale dei gesuiti argentini, negli anni in cui il paese finisce sotto la dittatura militare (1976-1983). Nel 1976 due gesuiti della sua provincia, Orlando Yorio e Franz Jalics, vengono sequestrati e torturati per mesi. Alcuni giornalisti argentini lo accusarono in seguito di non averli protetti; lui ha sempre sostenuto di essersi adoperato per la loro liberazione, e nel 2013 lo stesso Jalics dichiarò che Bergoglio non li aveva denunciati. La questione resta discussa tra gli storici.
Nel 1998 diventa arcivescovo di Buenos Aires e nel 2001 Giovanni Paolo II lo nomina cardinale. In città è noto per lo stile sobrio: vive in un piccolo appartamento invece che nel palazzo vescovile e si sposta in metropolitana.
L’elezione del 2013
L’11 febbraio 2013 Benedetto XVI annuncia le sue dimissioni, un gesto che un papa non compiva volontariamente da secoli. Il conclave elegge Bergoglio il 13 marzo, al quinto scrutinio. Affacciato alla loggia di San Pietro, il nuovo papa saluta la folla con un “Buonasera” e chiede ai fedeli di pregare per lui prima di dare la benedizione. Sceglie di non abitare nel Palazzo apostolico ma a Casa Santa Marta, la residenza dei sacerdoti in Vaticano.
Migranti, poveri, ambiente
Il primo viaggio fuori Roma, l’8 luglio 2013, è a Lampedusa, dove getta in mare una corona di fiori per i migranti morti nella traversata e parla di “globalizzazione dell’indifferenza”. Il tema delle migrazioni accompagnerà tutto il pontificato.
Nel 2015 pubblica l’enciclica Laudato si’, dedicata alla “cura della casa comune”: è il primo grande documento papale sulla crisi ambientale e collega la difesa della natura a quella dei poveri. Esce pochi mesi prima della conferenza di Parigi, e il tema si intreccia con quello dell’accordo di Parigi sul clima e dei movimenti ambientalisti. Nel 2020 l’enciclica Fratelli tutti riprende i temi della fraternità e della pace.
Dialogo con le altre religioni
Il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi firma con il grande imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, un documento sulla fratellanza umana, contro la violenza in nome della religione. Nel marzo 2021, in piena pandemia, è il primo papa a visitare l’Iraq, dove incontra a Najaf il grande ayatollah sciita Ali al-Sistani. La sera del 27 marzo 2020, durante il primo lockdown, prega da solo in una piazza San Pietro deserta e bagnata dalla pioggia: è una delle immagini più ricordate di quegli anni.
Abusi, riforme e critiche
Il pontificato è segnato anche dallo scandalo degli abusi sessuali commessi da membri del clero. Dopo il viaggio in Cile del 2018, Francesco ammette di aver sbagliato nel giudicare alcune accuse e convoca in Vaticano, nel febbraio 2019, i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. Nello stesso anno introduce l’obbligo di segnalare gli abusi all’interno della Chiesa. Le associazioni delle vittime hanno spesso giudicato queste misure insufficienti.
Nel 2022 riforma la Curia romana con la costituzione Praedicate Evangelium. Alcune sue aperture, come la possibilità, a certe condizioni, di dare la comunione ai divorziati risposati o di benedire coppie dello stesso sesso (documento Fiducia supplicans, 2023), sono accolte con favore da una parte dei cattolici e contestate da altri, compresi alcuni cardinali e intere conferenze episcopali africane.
Gli ultimi mesi
Il 24 dicembre 2024 apre la Porta santa per il Giubileo del 2025. Il 14 febbraio 2025 viene ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale e resta in ospedale oltre cinque settimane. Il 20 aprile, giorno di Pasqua, si affaccia dalla loggia di San Pietro per la benedizione. Muore la mattina dopo, il 21 aprile 2025, nella sua residenza di Santa Marta; il certificato di morte diffuso dalla Sala stampa vaticana indica un ictus cerebrale. Come aveva chiesto, è sepolto nella basilica di Santa Maria Maggiore. L’8 maggio 2025 il conclave elegge il suo successore, lo statunitense Robert Francis Prevost, che sceglie il nome di Leone XIV.
Domande frequenti
Quando è stato eletto papa Francesco? Il 13 marzo 2013, dopo le dimissioni di Benedetto XVI.
Quando è morto papa Francesco? Il 21 aprile 2025, il giorno dopo Pasqua; gli è succeduto Leone XIV.
Per una prospettiva storica sul ruolo dei pontefici c’è la pagina sul papato nel Medioevo italiano.
Fonti per approfondire
La denuncia di morte di Sua Santità Francesco pubblicata dalla Sala stampa della Santa Sede il 21 aprile 2025.