La battaglia di Hattin si combatté il 4 luglio 1187 presso i Corni di Hattin, due alture vicino al lago di Tiberiade, in Galilea. L’esercito del sultano Saladino (Ṣalāḥ al-Dīn) distrusse le forze del Regno crociato di Gerusalemme e catturò il re Guido di Lusignano. Fu la più grave sconfitta subita dai crociati in Terrasanta: pochi mesi dopo Saladino riconquistò Gerusalemme, e in Europa fu bandita la Terza crociata.
Battaglia di Hattin: riassunto
Dopo la presa di Gerusalemme del 1099 i crociati avevano fondato in Oriente alcuni Stati latini. Alla fine del XII secolo questi regni erano circondati dai territori di Saladino, che aveva unito sotto il suo potere l’Egitto e la Siria. Nell’estate del 1187, dopo la rottura di una tregua, Saladino invase il regno e assediò Tiberiade. L’esercito crociato marciò in soccorso della città attraverso una regione arida; circondato e assetato, fu annientato a Hattin.
Le cause: le divisioni del Regno di Gerusalemme
Il regno latino era diviso tra i baroni favorevoli a una politica prudente di tregue con Saladino e quelli che volevano continuare ad attaccare i territori musulmani. Nel 1186 la morte del giovane re Baldovino V aprì una disputa dinastica: Sibilla, sorella del precedente re Baldovino IV, e suo marito Guido di Lusignano furono incoronati a Gerusalemme, ma il loro potere era contestato da Raimondo III, conte di Tripoli, e da altri nobili. Nello stesso periodo il signore di Transgiordania, Rinaldo di Châtillon, attaccò una ricca carovana musulmana, violando la tregua. Saladino riunì allora un grande esercito con contingenti provenienti da Egitto, Siria e Mesopotamia. Il 1° maggio 1187, presso le sorgenti di Cresson, un gruppo di Templari e Ospitalieri fu già pesantemente sconfitto da un’avanguardia musulmana.
La marcia verso Hattin
Saladino attraversò il Giordano e pose l’assedio a Tiberiade, città della moglie di Raimondo, Eschiva, che chiese aiuto. Il consiglio di guerra crociato, riunito a Sefforis, dove l’esercito aveva acqua in abbondanza, discusse a lungo. Raimondo, pur essendo direttamente colpito, consigliò di non muoversi; il gran maestro dei Templari e Rinaldo spinsero invece il re ad attaccare. Prevalse la scelta offensiva. Il 3 luglio i crociati marciarono sotto il sole estivo, lontano dalle sorgenti, mentre gli arcieri a cavallo musulmani colpivano continuamente colonne e retroguardie. La sera l’esercito si fermò su un altopiano senza acqua; i musulmani incendiarono la vegetazione secca, e il fumo aggravò la sete di uomini e cavalli.
Lo svolgimento della battaglia di Hattin
All’alba del 4 luglio Saladino completò l’accerchiamento. I cavalieri tentarono più volte di aprire un varco, ma la fanteria, sfinita, perse coesione e si rifugiò su una delle alture. Raimondo di Tripoli e alcuni cavalieri riuscirono a sfondare le linee e a fuggire. Gli altri si raccolsero intorno alla tenda del re e alla reliquia della Vera Croce, portata in battaglia come simbolo di protezione, ma la linea crollò. La reliquia fu catturata, e con essa il re Guido, Rinaldo, il gran maestro templare e molti nobili. Le perdite furono gravissime, anche se le fonti medievali forniscono cifre difficili da verificare.
I prigionieri di Hattin
Saladino trattò con onore il re Guido, ma uccise personalmente Rinaldo di Châtillon, che considerava responsabile della rottura della tregua. Fece inoltre giustiziare circa duecento cavalieri Templari e Ospitalieri, membri degli ordini militari che considerava i nemici più pericolosi. Molti soldati semplici furono venduti come schiavi.
Conseguenze e caduta di Gerusalemme
- il crollo del regno: Hattin distrusse quasi tutto l’esercito crociato e lasciò indifese le fortezze; in pochi mesi caddero Tiberiade, Acri, Nablus, Giaffa e Ascalona, mentre Tiro resistette;
- la riconquista di Gerusalemme: il 2 ottobre 1187 Saladino entrò in città dopo una trattativa con Baliano di Ibelin; a differenza del 1099 la popolazione non fu massacrata, ma poté riscattarsi in base alla propria ricchezza;
- la Terza crociata (1189-1192): bandita da papa Gregorio VIII alla fine del 1187 e guidata da Federico Barbarossa, che morì durante il viaggio, da Filippo II di Francia e da Riccardo Cuor di Leone, riconquistò Acri ma non Gerusalemme.
Perché la battaglia di Hattin è importante
Hattin mostra quanto la vittoria dipendesse non solo dal valore dei cavalieri, ma dall’ambiente, dall’acqua e dalle decisioni dei comandanti. Segnò l’inizio della lunga crisi degli Stati crociati, che si concluse un secolo dopo con la caduta di Acri nel 1291, e influenzò il modo in cui l’Europa guardò alle crociate e al mondo islamico. Anche nella memoria del mondo arabo e musulmano Hattin occupa un posto importante: Saladino vi è ricordato come il sovrano che riportò Gerusalemme sotto il dominio islamico.
Nota sulle fonti
La ricostruzione confronta le continuazioni della cronaca di Guglielmo di Tiro, tra cui quella attribuita a Ernoul, con le testimonianze musulmane di Ibn al-Athīr e Bahāʾ al-Dīn ibn Shaddād. Le cifre degli eserciti, i dettagli della sete e le dinamiche della cattura della Vera Croce sono oggetto di discussione tra gli studiosi.