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Presa di Gerusalemme del 1099

Epoca:

La presa di Gerusalemme del 1099 è la conquista della città santa da parte degli eserciti della Prima crociata, avvenuta il 15 luglio 1099 dopo circa cinque settimane di assedio. Fu il momento culminante della spedizione lanciata da papa Urbano II nel 1095 e portò alla nascita del Regno di Gerusalemme. La conquista fu accompagnata da un massacro della popolazione musulmana ed ebraica, ricordato con orrore sia nelle fonti arabe sia in molte fonti latine.

Presa di Gerusalemme del 1099: riassunto

Dopo tre anni di marcia, battaglie e assedi, tra cui quello lunghissimo di Antiochia, i crociati arrivarono davanti a Gerusalemme il 7 giugno 1099. Il loro esercito era molto ridotto rispetto alla partenza. La città, che pochi mesi prima era passata dal controllo dei Turchi selgiuchidi a quello dei Fatimidi d’Egitto, era difesa da mura solide e da una guarnigione guidata dal governatore Iftikhar al-Dawla.

Un primo assalto, a metà giugno, fallì per mancanza di macchine d’assedio. I crociati costruirono allora torri mobili e altri strumenti, anche grazie al legname e ai materiali portati da navi genovesi arrivate a Giaffa. In un clima di forte tensione religiosa, l’8 luglio i crociati compirono una processione a piedi nudi intorno alle mura della città, guidati dal clero, per invocare l’aiuto divino prima dell’attacco finale. Nei giorni successivi le torri d’assedio furono avvicinate alle mura, mentre i difensori cercavano di incendiarle con materiali infiammabili e di colpirle con proiettili lanciati dalle mura.

Il 15 luglio, dopo due giorni di attacchi, gli uomini di Goffredo di Buglione riuscirono a salire sulle mura nel settore settentrionale e ad aprire la strada al resto dell’esercito. Il governatore si arrese a Raimondo di Tolosa nella cittadella e ottenne di lasciare la città con i suoi uomini.

Le cause

  • L’obiettivo della crociata: la liberazione del Santo Sepolcro era lo scopo dichiarato dell’appello di Clermont (vedi Prima crociata).
  • La divisione del mondo musulmano: Selgiuchidi e Fatimidi erano rivali, e non si unirono contro gli invasori.
  • La necessità di vincere in fretta: l’esercito crociato era stanco, senza acqua sufficiente nei dintorni della città e temeva l’arrivo di un esercito di soccorso dall’Egitto.

Il massacro

Dopo l’ingresso in città, i crociati uccisero una parte molto ampia degli abitanti, soprattutto musulmani, compresi quelli che si erano rifugiati nell’area della moschea di al-Aqsa. Anche la comunità ebraica fu colpita, con la morte di molti suoi membri. Il numero delle vittime è incerto: le cifre riportate dai cronisti medievali sono spesso esagerate o simboliche, e gli storici ritengono più prudente non indicare un numero preciso. È però certo che la violenza fu eccezionale anche per gli standard del tempo e che segnò a lungo la memoria del mondo islamico.

Le conseguenze

  • Il 22 luglio 1099 Goffredo di Buglione fu scelto come capo del nuovo Stato, con il titolo di “difensore del Santo Sepolcro”; alla sua morte, nel 1100, il fratello Baldovino fu incoronato re di Gerusalemme.
  • Il 12 agosto 1099 i crociati sconfissero ad Ascalona l’esercito fatimide venuto in soccorso, consolidando la conquista.
  • Molti crociati tornarono in Europa, e il regno dovette a lungo difendersi con poche forze, anche grazie agli ordini militari (vedi Gerusalemme medievale).
  • La città rimase cristiana fino al 1187, quando fu riconquistata da Saladino dopo la battaglia di Hattin.

Protagonisti

  • Goffredo di Buglione, duca della Bassa Lorena.
  • Raimondo di Tolosa, uno dei capi più potenti della crociata.
  • Tancredi d’Altavilla, nipote di Boemondo di Taranto.
  • Iftikhar al-Dawla, governatore fatimide della città.

Date principali

  • 7 giugno 1099: arrivo dei crociati davanti a Gerusalemme.
  • 13 giugno 1099: primo assalto fallito.
  • 15 luglio 1099: conquista della città.
  • 22 luglio 1099: Goffredo di Buglione scelto come capo.
  • 12 agosto 1099: battaglia di Ascalona.

Perché è importante

La presa di Gerusalemme è l’evento simbolo delle Crociate: per i cristiani del tempo fu una vittoria religiosa, per i musulmani un trauma che alimentò, nel tempo, la reazione militare e l’idea di jihad contro i crociati. Studiarla aiuta a confrontare fonti diverse e a riflettere sul rapporto tra religione e violenza nel Medioevo.

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