Cronologie · Cronologia degli imperi
L’impero giapponese, nato con la restaurazione Meiji del 1868 e crollato con la sconfitta del 1945, trasformò in pochi decenni un paese feudale e isolato nella principale potenza dell’Asia orientale: questa cronologia ne segue le tappe.
Riassunto
Per oltre due secoli il Giappone era stato governato dagli shōgun Tokugawa e aveva limitato quasi del tutto i contatti con l’estero. Quando, a metà Ottocento, le navi statunitensi imposero l’apertura dei porti, una parte della classe dirigente decise di restituire il potere all’imperatore e di modernizzare il paese per non subire la sorte della Cina.
Con la restaurazione Meiji il Giappone adottò in pochi decenni istituzioni, eserciti, industrie e scuole di modello occidentale. Diventato una potenza, avviò una politica di espansione in Asia che lo portò a scontrarsi con la Cina, la Russia e infine con gli Stati Uniti. Per il contesto leggi la scheda sull’imperialismo in Asia.
Date principali
- 1853–1854Le navi del commodoro statunitense Perry costringono il Giappone ad aprire i suoi porti.
- 1868Restaurazione Meiji: il potere torna all’imperatore Mutsuhito; la capitale si sposta a Tokyo.
- 1871–1873Abolizione dei domini feudali, creazione delle prefetture e introduzione della leva obbligatoria.
- 1877La ribellione di Satsuma, ultima rivolta dei samurai, viene repressa.
- 1889La Costituzione Meiji crea un parlamento, ma lascia grandi poteri all’imperatore.
- 1894–1895Guerra contro la Cina: il Giappone ottiene Taiwan.
- 1902Alleanza con la Gran Bretagna.
- 1904–1905Vittoria nella guerra contro la Russia.
- 1910Annessione della Corea.
- 1914–1918Il Giappone partecipa alla Prima guerra mondiale con l’Intesa e ottiene territori tedeschi in Asia e nel Pacifico.
- 1931–1932Occupazione della Manciuria e creazione dello Stato fantoccio del Manciukuò.
- 1937Inizia la guerra contro la Cina; a dicembre le truppe giapponesi compiono il massacro di Nanchino.
- 1940Patto tripartito con Germania e Italia.
- 7 dicembre 1941Attacco a Pearl Harbor: inizia la guerra contro gli Stati Uniti.
- 1942Il Giappone conquista gran parte del Sud-est asiatico, ma è sconfitto alle Midway.
- Agosto 1945Bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki; il 2 settembre il Giappone firma la resa.
- 1947La nuova Costituzione fa dell’imperatore un simbolo dello Stato e rinuncia alla guerra.
Cause
L’impero nacque dalla paura di essere colonizzati dalle potenze occidentali, come stava accadendo alla Cina, e dalla volontà delle élite di rafforzare il paese con la modernizzazione: “paese ricco, esercito forte” era uno degli slogan dell’epoca.
L’espansione fu spinta dalla ricerca di materie prime e mercati, dal nazionalismo e dal peso crescente dei militari nella politica, soprattutto dopo la crisi economica del 1929. Sulla guerra del 1904–1905 leggi la cronologia della guerra russo-giapponese.
Conseguenze
Il Giappone divenne la prima potenza industriale non occidentale e sconfisse una grande potenza europea, la Russia, suscitando l’ammirazione di molti popoli colonizzati. Il suo dominio su Corea, Cina e Sud-est asiatico fu però durissimo, con lavoro forzato, stragi e violenze sui civili. Per la Cina di quegli anni leggi la cronologia della rivoluzione cinese.
La guerra del Pacifico si concluse con la distruzione delle città giapponesi e con i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Occupato dagli Stati Uniti, il Giappone divenne una democrazia pacifista. Leggi anche la cronologia della Seconda guerra mondiale.
Perché è importante
L’impero giapponese è importante perché mostra una modernizzazione rapidissima, guidata dallo Stato, e i suoi esiti drammatici quando si unì al militarismo. La memoria della guerra resta ancora oggi un tema delicato nei rapporti tra Giappone, Cina e Corea.
Le fonti comprendono documenti di governo, giornali, diari, fotografie e testimonianze dei sopravvissuti, raccolte in Giappone e nei paesi occupati.
Collegamenti nell’archivio
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