Cronologie · Cronologia della tecnologia
Le tecniche agricole del Neolitico nacquero nel Vicino Oriente circa 11.000 anni fa e si diffusero lentamente: questa cronologia segue le tappe della coltivazione, dell’allevamento e degli strumenti dei primi agricoltori.
Riassunto
Per centinaia di migliaia di anni gli esseri umani vissero di caccia, pesca e raccolta. Alla fine dell’ultima glaciazione, con un clima più caldo e stabile, alcuni gruppi del Vicino Oriente cominciarono a seminare e selezionare piante selvatiche e ad allevare animali. Questo processo, lungo e graduale, è chiamato rivoluzione neolitica.
L’agricoltura non nacque in un solo luogo: si sviluppò in modo indipendente in più regioni, come la Mezzaluna fertile, la Cina, la Nuova Guinea e il continente americano, con piante diverse. Le date indicate qui sono approssimative e variano da regione a regione. Per un quadro generale leggi la scheda sulla rivoluzione neolitica.
Date principali
- X millennio a.C.Nella Mezzaluna fertile si iniziano a coltivare e selezionare cereali selvatici come frumento e orzo, insieme a legumi come lenticchie e piselli.
- IX–VIII millennio a.C.Domesticazione di capre, pecore e poi bovini e maiali; nascono villaggi più stabili con case in pietra e mattoni crudi.
- VIII–VII millennio a.C.Si diffondono falcetti con lame di selce, macine in pietra, silos e magazzini per conservare i raccolti.
- VII millennio a.C.In Cina si coltivano riso e miglio; la ceramica permette di cuocere e conservare meglio i cibi.
- VII–VI millennio a.C.L’agricoltura raggiunge la Grecia, i Balcani e l’Italia, portata da gruppi di agricoltori e dal contatto con le comunità locali.
- VI millennio a.C.In Mesopotamia compaiono i primi canali di irrigazione; nell’Europa centrale si diffondono villaggi di grandi case lunghe.
- V–IV millennio a.C.Uso dell’aratro trainato da animali, sfruttamento di latte e lana e crescita dei primi centri proto-urbani.
Cause
Le cause dell’agricoltura sono ancora discusse dagli studiosi. Tra i fattori più citati ci sono il cambiamento del clima dopo l’ultima glaciazione, la crescita della popolazione e l’abbondanza di cereali selvatici in alcune regioni, che spinse i gruppi umani a fermarsi più a lungo negli stessi luoghi.
La selezione dei semi più grandi e delle piante che non disperdevano i chicchi trasformò lentamente le specie selvatiche in piante domestiche. Lo stesso avvenne con gli animali più docili. Per approfondire leggi la scheda sull’agricoltura nella preistoria.
Conseguenze
La produzione di cibo favorì soprattutto la sedentarietà, la crescita della popolazione e la nascita dei villaggi. Gli agricoltori potevano ora accumulare scorte, ma diventavano anche più dipendenti dai raccolti, esposti a carestie e a nuove malattie legate alla convivenza con gli animali.
L’accumulo di risorse portò a differenze sociali, divisione del lavoro e scambi tra comunità. Su questi temi leggi il percorso sulla sedentarietà e le disuguaglianze e quello sulla domesticazione di cereali e animali.
Perché è importante
Le tecniche agricole del Neolitico sono alla base di quasi tutte le società successive: senza eccedenze alimentari non sarebbero nate le città, la scrittura e gli Stati. Studiarle aiuta a capire che il cambiamento fu graduale e che per molto tempo agricoltura, caccia e raccolta convissero.
Le conoscenze su questo periodo derivano dall’archeologia: resti di semi e ossa animali, strumenti, tracce di abitazioni e, oggi, analisi del DNA antico. Poiché mancano fonti scritte, molte datazioni si basano sul radiocarbonio e vengono continuamente aggiornate dalle nuove ricerche sul campo.
Per proseguire leggi la scheda sul Neolitico e la pagina dedicata alla preistoria, che inquadra il Neolitico nelle grandi fasi della storia umana.
Collegamenti nell’archivio
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