L’età contemporanea è il periodo storico che arriva fino ai nostri giorni. Nella storiografia e nella scuola italiana si fa di solito cominciare con la Rivoluzione francese del 1789; alcuni manuali scelgono invece il 1815, anno del Congresso di Vienna e della sconfitta definitiva di Napoleone. La convenzione non è uguale ovunque: nel mondo anglosassone, per esempio, l’espressione “modern history” comprende spesso anche i secoli che in Italia chiamiamo età moderna. In questo sito l’età contemporanea è articolata in tre sezioni: Ottocento, Novecento e XXI secolo.
Le schede tematiche su questo periodo sono raccolte negli argomenti sull’Ottocento e negli argomenti sul Novecento, utili per scegliere da dove iniziare.
Ciò che tiene insieme questi oltre due secoli è un insieme di processi di lunga durata: la nascita della politica moderna fondata sulla sovranità popolare, l’industrializzazione, la formazione degli Stati nazionali, l’espansione e poi la fine degli imperi coloniali, l’ingresso delle masse nella vita pubblica e una crescente interdipendenza tra le diverse parti del mondo.
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Politica: rivoluzioni, costituzioni e Stati nazionali
La Rivoluzione francese abbatté l’antico regime e proclamò principi destinati a durare, come l’uguaglianza davanti alla legge e la sovranità della nazione, espressi nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789. Pochi anni prima la rivoluzione americana aveva dato vita agli Stati Uniti, con una Costituzione scritta entrata in vigore nel 1789. L’età di Napoleone Bonaparte diffuse in Europa codici, amministrazioni centralizzate e idee rivoluzionarie, ma anche reazioni nazionali contro il dominio francese.
Dopo il Congresso di Vienna le monarchie cercarono di restaurare l’ordine precedente, ma moti e rivoluzioni, culminati nel 1848, chiesero costituzioni, libertà e indipendenza nazionale. Nella seconda metà dell’Ottocento nacquero nuovi Stati nazionali: il Regno d’Italia nel 1861 e l’Impero tedesco nel 1871. Il principio di nazionalità divenne uno dei motori della politica europea, e uno dei fattori di tensione che portarono alla Prima guerra mondiale.
Economia: industrializzazione e mercato mondiale
La rivoluzione industriale, iniziata in Gran Bretagna nella seconda metà del Settecento, trasformò il modo di produrre: macchine a vapore, fabbriche, ferrovie e navi a vapore cambiarono il lavoro e i trasporti. Nella seconda metà dell’Ottocento la seconda rivoluzione industriale portò elettricità, chimica, acciaio e motore a scoppio. Si formò un mercato mondiale sempre più integrato, ma anche segnato da crisi periodiche, come la grande depressione seguita al crollo della Borsa di New York nel 1929.
Le conseguenze furono enormi anche sull’ambiente e sulla popolazione. L’uso massiccio del carbone e poi del petrolio rese possibile una crescita produttiva senza precedenti, ma avviò anche l’aumento delle emissioni che oggi è al centro del dibattito sul clima. Grazie ai progressi dell’agricoltura, dell’igiene e della medicina, la popolazione mondiale crebbe come mai prima.
Società: borghesia, classe operaia e società di massa
L’industrializzazione cambiò la composizione della società. Crebbe una borghesia di imprenditori, professionisti e funzionari, mentre nelle città si concentrò una numerosa classe operaia. Nacquero il movimento operaio, i sindacati e i partiti socialisti; le teorie di Karl Marx ebbero un’enorme influenza politica. Tra fine Ottocento e Novecento il diritto di voto fu progressivamente esteso fino al suffragio universale, comprese le donne. Scuola obbligatoria, giornali, servizio militare di leva e poi radio e televisione crearono una società di massa.
Anche la vita quotidiana cambiò in modo radicale. Tra Ottocento e Novecento milioni di europei emigrarono verso le Americhe: l’Italia fu uno dei paesi con il maggior numero di emigranti. Le città crebbero rapidamente, con nuovi quartieri operai, illuminazione pubblica, tram e poi automobili. L’alfabetizzazione si diffuse grazie all’istruzione elementare obbligatoria, e la lettura dei giornali divenne un’abitudine di massa, che rese l’opinione pubblica un attore politico sempre più importante.
Imperialismo, guerre mondiali e decolonizzazione
Alla fine dell’Ottocento le potenze europee si spartirono gran parte dell’Africa e dell’Asia. La Conferenza di Berlino del 1884–1885 fissò regole per l’occupazione coloniale dell’Africa. Il Novecento fu segnato da due guerre mondiali, dai regimi totalitari e dalla Shoah. Dopo il 1945 il mondo fu diviso dalla Guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, mentre i popoli colonizzati conquistavano l’indipendenza. La caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la fine dell’URSS nel 1991 aprirono una nuova fase.
Il colonialismo ebbe conseguenze profonde e durature. Le potenze europee tracciarono confini spesso artificiali, sfruttarono risorse e lavoro delle popolazioni colonizzate e diffusero l’idea di una presunta superiorità europea. I movimenti anticoloniali, come quello indiano guidato da Gandhi, ripresero però anche le idee di nazione, libertà e autodeterminazione nate in Europa e le usarono contro il dominio coloniale. La decolonizzazione, compiuta in gran parte tra gli anni Quaranta e Settanta del Novecento, ha ridisegnato la carta politica del mondo.
Cultura e scienza: il mondo che cambia
L’età contemporanea è anche l’età del progresso scientifico accelerato. La teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, pubblicata nel 1859, cambiò il modo di pensare la natura; la medicina, con i vaccini e gli antibiotici, ridusse la mortalità; la fisica del Novecento aprì la strada all’energia nucleare e all’elettronica. Romanticismo, positivismo, avanguardie artistiche e cultura di massa si succedettero, riflettendo una società in continua trasformazione.
Date chiave
- 1789 – Inizio della Rivoluzione francese
- 1799–1815 – Età napoleonica
- 1814–1815 – Congresso di Vienna
- 1848 – Rivoluzioni in gran parte d’Europa
- 1861 – Proclamazione del Regno d’Italia
- 1871 – Nascita dell’Impero tedesco
- 1884–1885 – Conferenza di Berlino sull’Africa
- 1914–1918 – Prima guerra mondiale
- 1917 – Rivoluzione russa
- 1939–1945 – Seconda guerra mondiale
- 1989 – Caduta del Muro di Berlino
- 1991 – Fine dell’Unione Sovietica
Perché è importante
L’età contemporanea è la storia che spiega direttamente il presente. Le istituzioni democratiche, i diritti civili e sociali, l’economia industriale e globale, i confini degli Stati e molte delle tensioni internazionali di oggi hanno origine in questi due secoli. Studiarla aiuta a riconoscere i processi di lunga durata dietro le notizie e a usare in modo critico le parole della politica, come nazione, democrazia, rivoluzione. Per orientarti tra date e fasi usa le cronologie e gli strumenti della sezione Per la scuola.