Home » Eventi » Età moderna » Congresso di Vienna

Congresso di Vienna

Epoca:

Il Congresso di Vienna fu la grande conferenza diplomatica che, tra il settembre 1814 e il giugno 1815, ridisegnò la carta politica dell’Europa dopo la caduta di Napoleone. Le potenze vincitrici, guidate da Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna, cercarono di restaurare l’ordine precedente alla Rivoluzione francese e di creare un equilibrio che impedisse nuove guerre generali. L’Atto finale fu firmato il 9 giugno 1815, pochi giorni prima della battaglia di Waterloo.

Congresso di Vienna: riassunto

Dopo la sconfitta di Napoleone Bonaparte e la sua abdicazione nell’aprile 1814, il primo trattato di Parigi riportò la Francia, governata di nuovo dai Borbone con Luigi XVIII, ai confini del 1792. Restava però da decidere il destino dei molti territori che le guerre napoleoniche avevano sconvolto.

Per questo i sovrani e i diplomatici di quasi tutti gli Stati europei si riunirono a Vienna, ospiti dell’imperatore d’Austria. Le decisioni più importanti furono prese, in realtà, dalle grandi potenze, attraverso incontri ristretti, mentre la città ospitava feste e ricevimenti. I lavori furono interrotti dal ritorno di Napoleone dall’Elba, nei cosiddetti “Cento giorni”, ma l’Atto finale fu concluso prima della sua sconfitta definitiva.

I protagonisti

  • Klemens von Metternich, ministro degli Esteri austriaco e vero regista del Congresso (vedi Klemens von Metternich).
  • Lo zar Alessandro I di Russia, che partecipò personalmente ai negoziati.
  • Lord Castlereagh, ministro degli Esteri britannico.
  • Il principe Karl August von Hardenberg, cancelliere della Prussia.
  • Charles-Maurice de Talleyrand, rappresentante della Francia, che riuscì a far partecipare il suo Paese sconfitto alle decisioni.

I principi del Congresso

Le scelte dei diplomatici si ispiravano ad alcuni principi:

  • legittimità: i sovrani spodestati dalla Rivoluzione e da Napoleone dovevano tornare sui loro troni, perché il loro potere era considerato fondato sulla tradizione e sul diritto dinastico;
  • equilibrio: nessuna potenza doveva diventare tanto forte da dominare il continente, come era accaduto con la Francia napoleonica;
  • contenimento della Francia: intorno ai confini francesi furono rafforzati Stati capaci di fare da barriera;
  • compensi: le potenze che avevano combattuto contro Napoleone dovevano essere ricompensate con nuovi territori.

Questi principi furono applicati in modo pragmatico. Il principio di legittimità, per esempio, non fu rispettato per le antiche repubbliche di Venezia e Genova, che non furono ricostituite.

La nuova carta d’Europa

  • La Russia ottenne gran parte della Polonia, organizzata in un regno legato allo zar.
  • La Prussia si ingrandì con la Renania e parte della Sassonia, diventando una potenza anche nell’Europa occidentale.
  • L’Austria rinunciò ai Paesi Bassi meridionali ma ottenne in Italia il Regno Lombardo-Veneto, con Milano e Venezia.
  • Nacque il Regno dei Paesi Bassi, che univa Olanda e Belgio, come barriera a nord della Francia.
  • La Confederazione germanica, un’unione di 39 Stati tedeschi presieduta dall’Austria, sostituì il vecchio Sacro Romano Impero, abolito nel 1806.
  • La Gran Bretagna consolidò il suo dominio sui mari e conservò importanti basi, come Malta e la colonia del Capo.
  • La Svizzera fu riconosciuta come Stato neutrale.

Il Congresso approvò anche una dichiarazione di condanna della tratta degli schiavi, pur senza misure concrete per abolirla.

L’Italia dopo il Congresso

L’Italia fu divisa di nuovo in diversi Stati, in gran parte sotto l’influenza austriaca. Il Regno di Sardegna, governato dai Savoia, recuperò Piemonte, Savoia e Nizza e ottenne la Liguria. Il Lombardo-Veneto passò all’Austria; i ducati di Parma, Modena e il Granducato di Toscana andarono a sovrani legati agli Asburgo; lo Stato pontificio fu restituito al papa e il Regno delle Due Sicilie ai Borbone. Più tardi, nel 1847, Metternich definì l’Italia una “espressione geografica”, per indicare che non era considerata una nazione politica.

Le alleanze dopo Vienna

Per garantire il nuovo ordine, nel settembre 1815 i sovrani di Russia, Austria e Prussia firmarono la Santa Alleanza, un patto ispirato ai principi cristiani e alla difesa dei troni. Nel novembre dello stesso anno Austria, Russia, Prussia e Gran Bretagna rinnovarono la Quadruplice alleanza e si impegnarono a riunirsi periodicamente in congressi. Su queste basi le potenze intervennero più volte per reprimere i movimenti liberali, come durante i moti del 1820-21.

Date principali

  • Aprile 1814: prima abdicazione di Napoleone.
  • Maggio 1814: primo trattato di Parigi.
  • Settembre 1814: inizio dei lavori a Vienna.
  • Marzo-giugno 1815: i Cento giorni di Napoleone.
  • 9 giugno 1815: firma dell’Atto finale.
  • 18 giugno 1815: battaglia di Waterloo.
  • Settembre 1815: nascita della Santa Alleanza.

Le conseguenze

Il Congresso garantì all’Europa un lungo periodo senza guerre generali tra le grandi potenze. Allo stesso tempo, però, ignorò le aspirazioni nazionali e liberali diffuse dalla Rivoluzione e da Napoleone: polacchi, italiani, tedeschi e belgi si trovarono sotto governi che non avevano scelto. Proprio da queste tensioni nacquero i moti e le rivoluzioni dell’Ottocento e il Risorgimento italiano.

Perché è importante

Il Congresso di Vienna aprì l’età della Restaurazione e inaugurò un modello di diplomazia basato sulla concertazione tra grandi potenze. Comprenderlo è essenziale per studiare la storia politica dell’Ottocento europeo.

Esplora la scheda

Utilizza le sezioni dell’approfondimento per orientarti tra contesto, cronologia, fonti e conseguenze.


Archivio

Continua la ricerca

Ogni scheda è un punto d’ingresso, non un punto d’arrivo.

Rientra negli atlanti cronologici o consulta le raccolte per civiltà, persone, eventi, conflitti e luoghi.

Esplora le epoche Consulta le risorse