Riassunto · Prima
Nel riassunto sull’esercito romano vediamo lo strumento che permise a Roma di conquistare il Mediterraneo. La sua forza non stava nel numero o nel coraggio, ma nell’organizzazione, nella disciplina e nella capacità di imparare dai nemici. Nel tempo cambiò molto: da milizia di cittadini proprietari, chiamati alle armi solo in caso di guerra, diventò un esercito di soldati di professione.
Date chiave
VI secolo a.C.: Servio Tullio organizza l’esercito in base al censo.
IV secolo a.C.: durante le guerre sannitiche si afferma la legione manipolare.
260 a.C.: prima vittoria navale romana, a Milazzo, contro Cartagine.
107 a.C.: riforma di Mario, anche i nullatenenti possono arruolarsi.
Età di Augusto: esercito permanente con circa 28 legioni.
L’esercito dei cittadini
Nella prima repubblica servivano solo i cittadini con beni, perché ognuno si pagava l’armatura: i più ricchi combattevano a cavallo o con l’armatura pesante, i più poveri con armi leggere. Fare il soldato era un dovere e un onore, legato alla cittadinanza.
La legione
L’unità base era la legione, di circa 4.000-5.000 uomini. Al posto della falange, rigida e compatta, i Romani adottarono i manipoli, piccoli reparti che potevano muoversi in modo indipendente anche su terreni irregolari. I soldati si schieravano su tre linee: davanti gli hastati, i più giovani, poi i principes, infine i triarii, i veterani. Ogni soldato aveva il gladio, una spada corta, il pilum, un giavellotto, e lo scudo. Dopo Mario l’unità principale divenne la coorte. Accanto alle legioni combattevano le truppe degli alleati italici e, più tardi, gli ausiliari delle province.
La disciplina e l’accampamento
Ogni sera, anche durante le marce, i soldati costruivano un accampamento fortificato, il castrum, sempre con la stessa pianta. Molte città, come Torino o Aosta, hanno ancora oggi la struttura a strade perpendicolari dei castra. Le punizioni erano severissime: per un reparto che fuggiva c’era la decimazione, l’uccisione di un soldato su dieci estratto a sorte.
Le conseguenze
La riforma di Mario creò soldati professionisti che ricevevano paga e, al congedo, terre. Così i legionari diventarono fedeli al loro generale più che allo Stato, e questo rese possibili le guerre civili. Allo stesso tempo l’esercito costruì strade, ponti e città, diffondendo la lingua latina in tutto l’impero.
La spiegazione completa è nella pagina sull’esercito romano. Che cosa conquistò lo trovi nella pagina sull’espansione romana; la riforma di Mario nella pagina su Mario e Silla. Tutti gli argomenti sono nell’indice per la prima.