Diaspora ebraica: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Ecco il riassunto sulla diaspora ebraica. La parola greca diaspora significa “dispersione” e indica la vita degli Ebrei fuori dalla terra di Israele. Cominciò con le deportazioni degli Assiri nel 722 a.C. e dei Babilonesi nel 587-586 a.C., continuò con la diffusione delle comunità ebraiche in tutto il Mediterraneo e divenne definitiva dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme da parte dei Romani, nel 70 d.C.

Date chiave

722 a.C.: gli Assiri conquistano il regno di Israele e deportano parte della popolazione.

587-586 a.C.: Nabucodonosor II distrugge Gerusalemme e il Tempio di Salomone; la classe dirigente di Giuda viene deportata a Babilonia.

539 a.C.: Ciro di Persia permette agli esuli di tornare; molti però restano a Babilonia.

Circa 515 a.C.: consacrazione del Secondo Tempio.

70 d.C.: Tito conquista Gerusalemme e distrugge il Secondo Tempio.

132-135 d.C.: rivolta di Bar Kokhba; Adriano vieta agli Ebrei di entrare a Gerusalemme.

L’esilio a Babilonia

A Babilonia gli esuli vivevano in comunità proprie e potevano lavorare. Senza il Tempio, dovettero ripensare la religione: si riunivano per leggere le tradizioni, osservavano il sabato, praticavano la circoncisione per conservare la propria identità. In questi anni, secondo molti studiosi, gran parte dei testi della Bibbia ebraica fu raccolta e scritta. Il salmo 137, “Sui fiumi di Babilonia”, ispirerà il coro “Va’, pensiero” di Verdi.

Le comunità nel Mediterraneo

Dopo Alessandro Magno, gli Ebrei si diffondono in tutto il mondo greco e romano. Ad Alessandria d’Egitto c’è una grande comunità che parla greco: qui la Bibbia viene tradotta in greco, nella versione detta dei Settanta. Comunità ebraiche esistono ad Antiochia, in Grecia, in Asia Minore e a Roma, già nel II secolo a.C. Il loro centro è la sinagoga, luogo di preghiera e di studio.

La distruzione del Tempio nel 70 d.C.

Nel 66 d.C. la Giudea si ribella a Roma. Nel 70 d.C. Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, assedia e conquista Gerusalemme e incendia il Tempio. Ne resta solo il muro di sostegno occidentale, il Muro del Pianto. A Roma l’Arco di Tito mostra ancora i soldati che portano in trionfo la menorah, il candelabro a sette bracci del Tempio.

Le conseguenze

Da quel momento la maggior parte degli Ebrei vive fuori dalla propria terra. A differenza di molti popoli antichi che, perduto lo Stato, si fusero con altri, gli Ebrei mantennero la propria identità grazie alla religione, allo studio dei testi sacri, alla comunità raccolta intorno alla sinagoga e alla memoria delle feste. Le comunità della diaspora avranno nei secoli successivi periodi di convivenza e di persecuzione.

Per la spiegazione completa leggi la pagina sulla diaspora. Il periodo precedente è nel riassunto sul regno di Israele; per il ritorno dall’esilio vedi l’impero persiano. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

Rientra nell’archivio principale o consulta strumenti, cronologie e mappe per ampliare la ricerca.

Esplora le epocheConsulta le risorse