Città fenicie: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo è il riassunto sulle città fenicie. I Fenici abitavano una stretta striscia di costa del Mediterraneo orientale, nell’attuale Libano e in parte della Siria. Non formarono mai uno Stato unico, ma tante città indipendenti, ciascuna con il suo re: le principali erano Biblo, Sidone, Tiro e Arado. Il loro periodo di massimo splendore va dal 1200 al 600 a.C. circa, quando dominarono i commerci del Mediterraneo.

Perché diventarono mercanti

La costa fenicia era schiacciata tra il mare e le montagne del Libano: poca terra da coltivare, divisa in piccole pianure. In compenso c’erano ottimi porti naturali e una risorsa preziosissima, il legno di cedro, richiesto da Egizi e Mesopotamici per navi, templi e palazzi. Così i Fenici si rivolsero al mare e al commercio.

Le città principali

Biblo: una delle città più antiche del mondo, partner commerciale dell’Egitto, a cui vendeva cedro e da cui comprava papiro. Dal suo nome greco deriva la parola “Bibbia”.

Sidone: potente e famosa per il vetro.

Tiro: costruita su un’isola vicino alla costa, divenne la più ricca dal X secolo a.C. Il suo re Hiram fornì il cedro per il Tempio di Salomone. Resistette tredici anni all’assedio di Nabucodonosor II e cadde solo nel 332 a.C., conquistata da Alessandro Magno con una diga dalla terraferma.

La porpora e gli altri prodotti

Il prodotto più celebre era la porpora, un colorante rosso-violaceo ottenuto da un mollusco, il murice. Servivano migliaia di conchiglie per pochi grammi di colore, che quindi costava moltissimo e divenne il colore dei re e, a Roma, dei senatori e degli imperatori. I Fenici vendevano anche vetro, tessuti, oggetti d’avorio, gioielli, vino e olio.

Governo e religione

Ogni città era una monarchia, con un re affiancato da un consiglio di anziani e dalle grandi famiglie di mercanti. Ogni città aveva i suoi dèi: Melqart era il protettore di Tiro, Astarte era la dea della fertilità. Le città preferivano pagare tributi ai grandi imperi, Assiri, Babilonesi e Persiani, pur di continuare a commerciare.

Le conseguenze

Per avere scali sicuri e materie prime, soprattutto metalli, i Fenici fondarono colonie in tutto il Mediterraneo, fino alla Spagna; la più importante fu Cartagine. Per tenere i conti dei commerci svilupparono un alfabeto di 22 lettere, da cui derivano l’alfabeto greco e il nostro.

Per la spiegazione completa leggi la pagina sulle città fenicie. Sulle colonie vedi la colonizzazione fenicia, sulla scrittura l’alfabeto fenicio. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

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