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Rivoluzioni del 1830

Le rivoluzioni del 1830 furono una serie di insurrezioni che, a partire dalla rivoluzione di luglio a Parigi, misero in crisi l’ordine europeo stabilito dal Congresso di Vienna. In Francia portarono alla caduta della dinastia dei Borbone e alla nascita della monarchia liberale di Luigi Filippo d’Orléans; in Belgio all’indipendenza dai Paesi Bassi. Fallirono invece in Polonia e negli Stati italiani, dove furono represse rispettivamente dalla Russia e dall’Austria.

Rivoluzioni del 1830: riassunto

Dopo la Restaurazione, in Francia il re Carlo X governò in senso sempre più conservatore. Il 25 luglio 1830 firmò quattro ordinanze che scioglievano la Camera appena eletta, limitavano la libertà di stampa e riducevano il numero degli elettori. Il 27, 28 e 29 luglio, le “tre gloriose giornate”, Parigi insorse con le barricate. Carlo X fu costretto ad abdicare e fuggì in Inghilterra. I liberali moderati offrirono la corona a Luigi Filippo d’Orléans, che divenne “re dei francesi”, adottò il tricolore e governò rispettando la Carta costituzionale. Il nuovo regime fu chiamato “monarchia di luglio” e durò fino al 1848. Il quadro di Eugène Delacroix La Libertà che guida il popolo è diventato il simbolo di queste giornate.

L’esempio francese si diffuse rapidamente: in agosto insorse Bruxelles, in novembre Varsavia, all’inizio del 1831 i ducati di Modena e Parma e le Legazioni dello Stato pontificio.

Le cause

  • l’opposizione liberale all’assolutismo e ai privilegi restaurati di aristocrazia e clero;
  • le aspirazioni nazionali di popoli sottoposti a sovrani stranieri, come belgi, polacchi e italiani;
  • il ruolo della borghesia, che chiedeva libertà di stampa, governi costituzionali e maggiore peso politico;
  • la crisi economica della fine degli anni Venti, che aveva aggravato il malcontento popolare nelle città.

L’indipendenza del Belgio

Il Congresso di Vienna aveva unito il Belgio ai Paesi Bassi in un unico regno. I belgi, in maggioranza cattolici e in parte di lingua francese, si sentivano discriminati dal governo olandese. Il 25 agosto 1830 a Bruxelles, dopo la rappresentazione di un’opera lirica di argomento patriottico, scoppiò una rivolta. Il 4 ottobre fu proclamata l’indipendenza. Le grandi potenze, riunite a Londra, la riconobbero; nel 1831 il principe Leopoldo di Sassonia-Coburgo divenne re dei belgi e il Belgio fu dichiarato Stato neutrale, neutralità confermata dal trattato di Londra del 1839.

La rivolta polacca

Il 29 novembre 1830 a Varsavia un gruppo di giovani ufficiali diede inizio alla “insurrezione di novembre” contro il dominio dello zar, che era anche re di Polonia. Dopo quasi un anno di guerra, l’esercito russo riconquistò Varsavia nel settembre 1831. La Polonia perse la sua autonomia e migliaia di patrioti presero la via dell’esilio, soprattutto in Francia: fu la “grande emigrazione”, di cui fecero parte il poeta Adam Mickiewicz e il musicista Fryderyk Chopin.

I moti del 1831 in Italia

In Italia i patrioti speravano nell’aiuto della Francia, che aveva proclamato il principio del “non intervento”. Nel febbraio 1831 insorsero Modena, Parma e Bologna; nelle Legazioni fu creato un governo provvisorio delle “Province unite italiane”. Il duca di Modena Francesco IV, che inizialmente aveva avuto contatti con i congiurati guidati da Ciro Menotti, li fece arrestare. In marzo l’Austria intervenne militarmente e la Francia non si oppose: le rivolte furono represse e Menotti fu giustiziato. Il fallimento convinse Giuseppe Mazzini a fondare nel 1831 la Giovine Italia, aprendo una nuova fase del Risorgimento.

Il 1830 nel resto d’Europa

L’onda del 1830 toccò anche altri Paesi. In diversi Stati tedeschi, come la Sassonia, l’Hannover, il Brunswick e l’Assia-Kassel, proteste e disordini spinsero i sovrani a concedere costituzioni tra il 1831 e il 1833; nel maggio 1832 la festa di Hambach riunì decine di migliaia di persone a favore di una Germania unita e libera, ma la Confederazione germanica rispose con nuove misure repressive. In Svizzera, nella cosiddetta “Rigenerazione”, molti cantoni adottarono costituzioni liberali. Nello stesso 1830, con il protocollo di Londra, le grandi potenze riconobbero l’indipendenza della Grecia dall’Impero ottomano, dopo quasi dieci anni di guerra: un altro colpo al principio di legittimità difeso a Vienna.

Le conseguenze delle rivoluzioni del 1830

  • la fine del sistema di Vienna come blocco compatto: in Europa occidentale si affermarono monarchie costituzionali liberali (Francia, Belgio), mentre Austria, Russia e Prussia restarono assolutiste;
  • il rafforzamento della borghesia: in Francia governarono i ceti più ricchi, con un diritto di voto ancora molto limitato; nel Regno Unito la riforma elettorale del 1832 allargò il corpo elettorale;
  • la crisi dei metodi cospirativi: dopo il fallimento dei moti del 1820-21 e del 1831, i patrioti italiani cercarono nuove strategie;
  • la preparazione del 1848: le delusioni della monarchia di Luigi Filippo e le speranze nazionali non realizzate sarebbero esplose nelle rivoluzioni del 1848.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Treccani, voci storiche e biografiche di riferimento.
  • Encyclopaedia Britannica, sintesi e cronologie di confronto.
  • Oxford Reference e Cambridge Histories, studi di inquadramento.
  • Fonti coeve, archivi e ricerche specialistiche pertinenti al tema.

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