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Baghdad medievale

Epoca:

Baghdad medievale fu una delle città più grandi e importanti del mondo tra l’VIII e il XIII secolo. Fondata nel 762 dal califfo abbaside al-Mansur sulle rive del Tigri, divenne la capitale di un vasto impero islamico e un centro di commerci, studi e traduzioni che collegava il Mediterraneo, la Persia, l’India e l’Asia centrale.

Baghdad medievale: riassunto

La città nacque per volontà della dinastia abbaside, che nel 750 aveva sostituito gli Omayyadi alla guida del califfato. Gli Abbasidi spostarono il centro del potere da Damasco verso la Mesopotamia, più vicina alle regioni persiane che avevano sostenuto la loro ascesa. Baghdad divenne così il cuore politico e culturale degli Arabi nel Medioevo.

Nei secoli successivi il potere effettivo dei califfi si indebolì, ma la città restò un punto di riferimento religioso e culturale. La sua lunga stagione si chiuse nel 1258, quando i Mongoli guidati da Hülegü la conquistarono e la saccheggiarono, uccidendo l’ultimo califfo abbaside di Baghdad.

La fondazione e la “città rotonda”

Al-Mansur scelse un luogo favorevole: vicino al punto in cui il Tigri e l’Eufrate scorrono più vicini, lungo vie di comunicazione fluviali e carovaniere. Il nucleo originario fu una città circolare, protetta da mura e con al centro il palazzo del califfo e la grande moschea. Il nome ufficiale era Madinat al-Salam, “Città della pace”.

Ben presto la città si estese oltre il cerchio delle mura, con quartieri commerciali, mercati e residenze sulle due rive del fiume. Le fonti medievali la descrivono come enorme per gli standard del tempo; le stime moderne sulla popolazione sono però incerte e variano molto.

Commercio e vita urbana

La posizione di Baghdad la rese un grande nodo commerciale. Attraverso il Golfo Persico arrivavano merci dall’India e dall’Oceano Indiano, mentre le vie di terra la collegavano alla Siria, all’Egitto e all’Asia centrale. Nei mercati circolavano tessuti, spezie, carta, metalli e prodotti agricoli.

Un elemento importante fu la diffusione della carta, la cui produzione si sviluppò nel mondo islamico dopo il contatto con tecniche di origine cinese. La carta, meno costosa della pergamena, favorì la copia dei libri, l’amministrazione e il lavoro degli studiosi.

La Casa della Sapienza e le traduzioni

Baghdad è famosa per il grande movimento di traduzione che, soprattutto tra l’VIII e il X secolo, rese in arabo molte opere scientifiche e filosofiche greche, oltre a testi persiani e indiani. In questo contesto viene ricordata la Bayt al-Hikma, la “Casa della Sapienza”, legata alla corte dei califfi e in particolare al califfo al-Ma’mun. La sua organizzazione precisa è discussa dagli storici, ma è certo che la corte sostenne traduttori e studiosi.

Tra le opere tradotte c’erano testi di Aristotele, di medicina e di astronomia. A Baghdad lavorò il matematico al-Khwarizmi, il cui trattato sull’algebra diede origine allo stesso termine “algebra”, mentre dal suo nome deriva la parola “algoritmo”. Questo patrimonio di conoscenze arrivò più tardi anche nell’Europa latina, soprattutto attraverso la Spagna e la Sicilia.

Una città di culture diverse

La popolazione di Baghdad era molto varia. Accanto ad arabi e persiani vivevano comunità cristiane ed ebraiche, che potevano praticare la propria religione pagando una tassa specifica, secondo lo statuto riservato ai non musulmani. Medici e traduttori cristiani ebbero un ruolo importante nel movimento di traduzione, perché conoscevano il greco e il siriaco. La città fu anche un centro di studi religiosi islamici: vi si svilupparono scuole di diritto, di teologia e di interpretazione del Corano.

Anche l’amministrazione era complessa. Gli Abbasidi si servirono di funzionari e segretari, spesso di origine persiana, e di un sistema di uffici che gestiva le imposte, la posta e l’esercito. Baghdad era quindi, insieme, una capitale politica, religiosa ed economica.

Protagonisti

  • Al-Mansur: secondo califfo abbaside, fondatore della città nel 762.
  • Harun al-Rashid: califfo tra il 786 e l’809, ricordato come simbolo dello splendore di Baghdad, anche grazie alle Mille e una notte.
  • Al-Ma’mun: califfo tra l’813 e l’833, protettore di studiosi e traduttori.
  • Al-Khwarizmi: matematico e astronomo attivo alla corte abbaside.
  • Hülegü: condottiero mongolo, nipote di Gengis Khan, che conquistò la città nel 1258.

Dalla crisi del califfato alla conquista mongola

Dal IX secolo il califfato abbaside cominciò a frammentarsi: governatori e dinastie locali divennero di fatto indipendenti, e a Baghdad il potere militare passò progressivamente a comandanti e dinastie esterne, come i Buyidi e poi i Selgiuchidi. Il califfo conservava soprattutto un ruolo religioso e simbolico.

Nel 1258 l’esercito mongolo assediò e conquistò la città. Il saccheggio fu devastante e il califfo al-Musta’sim venne ucciso. Questo evento, inserito nelle più ampie conquiste mongole, è considerato una cesura nella storia del mondo islamico.

Date principali

  • 750: gli Abbasidi prendono il potere.
  • 762: fondazione di Baghdad.
  • 786-809: califfato di Harun al-Rashid.
  • 813-833: califfato di al-Ma’mun e grande stagione delle traduzioni.
  • 945: i Buyidi controllano Baghdad.
  • 1055: ingresso dei Selgiuchidi.
  • 1258: conquista e saccheggio mongolo.

Perché è importante

Baghdad medievale mostra come una capitale possa diventare un centro di scambio non solo di merci, ma anche di idee. Il lavoro dei suoi studiosi conservò e sviluppò conoscenze antiche che poi influenzarono la scienza europea. Per inquadrare questo periodo è utile collegarla all’espansione islamica e alla storia generale del Medioevo.

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