Firenze medievale passò, tra il XII e il XIV secolo, da centro di medie dimensioni a una delle città più ricche e popolose d’Europa. Il suo sviluppo si fondò sul commercio, sulla manifattura della lana e sulla banca, e fu accompagnato da una vita politica intensa e spesso violenta, dentro le istituzioni del Comune. In questo ambiente nacquero anche alcune delle opere più importanti della letteratura e dell’arte italiana.
Firenze medievale: riassunto
Fondata in età romana come colonia sulle rive dell’Arno, Firenze restò per gran parte dell’alto Medioevo una città secondaria della Toscana. Nell’XI secolo faceva parte dei domini della famiglia dei Canossa; dopo la morte della contessa Matilde, nel 1115, la città cominciò ad agire in modo sempre più autonomo, e nei decenni successivi i documenti attestano la presenza di consoli. Era la fase della nascita dei Comuni, comune a molte città dell’Italia centro-settentrionale.
Nel Duecento Firenze crebbe rapidamente. I suoi mercanti e banchieri operavano in tutta Europa, e il fiorino d’oro, coniato dal 1252, divenne una delle monete più apprezzate del continente. Allo stesso tempo, la città fu divisa da lotte tra fazioni che ne segnarono la storia politica.
Le Arti e il governo del Comune
Le Arti erano le associazioni di mestiere che riunivano mercanti, artigiani e professionisti. Le più importanti, dette Arti maggiori, comprendevano tra le altre l’Arte della lana, l’Arte di Calimala, che lavorava e commerciava panni, l’Arte del cambio dei banchieri e quella dei giudici e notai. Tra la fine del Duecento e il Trecento le Arti ebbero un ruolo centrale nel governo: il potere passò alla Signoria, formata dai priori eletti al loro interno.
Nel 1293 gli Ordinamenti di giustizia, legati al nome di Giano della Bella, esclusero dalle cariche di governo i “magnati”, cioè le famiglie della grande aristocrazia cittadina considerate violente e prepotenti. Era il segno della forza del “popolo”, formato soprattutto dai ceti mercantili e artigiani organizzati nelle Arti. Le istituzioni dei Comuni italiani trovavano a Firenze una delle loro forme più elaborate.
Guelfi e ghibellini, Bianchi e Neri
Come in molte altre città, anche a Firenze le famiglie si divisero tra guelfi, legati al papato, e ghibellini, sostenitori dell’impero, in una contrapposizione che si inasprì al tempo di Federico II. Nel 1260 i ghibellini, alleati di Siena, sconfissero i guelfi fiorentini a Montaperti; pochi anni dopo, però, i guelfi tornarono al potere e da allora Firenze rimase una città guelfa.
Alla fine del Duecento i guelfi stessi si divisero in Bianchi e Neri. Con la vittoria dei Neri, sostenuti da papa Bonifacio VIII, molti Bianchi furono condannati all’esilio: tra loro c’era Dante Alighieri, che nel 1302 lasciò Firenze e non vi fece più ritorno. Nella Commedia la città è descritta spesso con amarezza, come luogo di divisioni e di avidità.
Economia, banche e crisi del Trecento
La ricchezza fiorentina si basava sulla lavorazione dei panni di lana, che impiegava migliaia di lavoratori, e sulle grandi compagnie commerciali e bancarie, che prestavano denaro anche a sovrani stranieri. Negli anni Quaranta del Trecento il fallimento di alcune delle compagnie più importanti, come quelle dei Bardi e dei Peruzzi, colpì duramente l’economia cittadina.
Nel 1348 arrivò la peste nera, che uccise una parte enorme della popolazione. L’epidemia fa da cornice al Decameron di Giovanni Boccaccio, in cui un gruppo di giovani si ritira fuori città per sfuggire al contagio. Nel 1378 i lavoratori salariati dell’Arte della lana, privi di diritti politici, si ribellarono nel tumulto dei Ciompi e ottennero per breve tempo la creazione di nuove Arti; il loro governo, però, ebbe vita breve.
La città dei cantieri
Nel Medioevo Firenze cambiò volto con grandi opere pubbliche. Alla fine del Duecento furono avviati il Palazzo dei Priori, oggi Palazzo Vecchio, sede del governo, e la nuova cattedrale di Santa Maria del Fiore, su progetto di Arnolfo di Cambio. Nel Trecento Giotto progettò il campanile del duomo, mentre gli ordini mendicanti costruivano le grandi chiese di Santa Croce, dei francescani, e di Santa Maria Novella, dei domenicani. Furono ampliate anche le mura, per includere i nuovi quartieri nati con la crescita della popolazione. I ponti sull’Arno, come il Ponte Vecchio ricostruito nel Trecento, ospitavano botteghe e collegavano le due parti della città.
Date principali
- 1115: morte di Matilde di Canossa e crescita dell’autonomia cittadina.
- 1252: prima coniazione del fiorino d’oro.
- 1260: sconfitta guelfa a Montaperti.
- 1293: Ordinamenti di giustizia.
- 1302: esilio di Dante.
- Anni Quaranta del Trecento: fallimenti delle compagnie bancarie.
- 1348: peste nera.
- 1378: tumulto dei Ciompi.
Protagonisti
- Matilde di Canossa, signora della Toscana fino al 1115.
- Giano della Bella, promotore degli Ordinamenti di giustizia.
- Dante Alighieri, poeta e uomo politico esiliato.
- Giovanni Boccaccio, autore del Decameron.
- Arnolfo di Cambio e Giotto, protagonisti dei grandi cantieri cittadini.
Perché è importante
Firenze medievale è un esempio chiaro di come economia, politica e cultura fossero strettamente collegate nelle città italiane. Le istituzioni comunali, le Arti e la ricchezza dei mercanti prepararono il terreno alla stagione successiva, quella della Firenze del Rinascimento e dei Medici. Studiarla aiuta a capire uno dei momenti più originali del Medioevo europeo.