Samarcanda è una delle città più antiche dell’Asia centrale e uno dei luoghi simbolo della Via della Seta. Situata nell’attuale Uzbekistan, in una fertile valle irrigata dal fiume Zeravshan, fu per secoli un crocevia di commerci, religioni e culture tra la Cina, l’India, la Persia e il Mediterraneo. Il suo periodo più celebre è quello di Tamerlano, che alla fine del Trecento ne fece la capitale del suo impero.
Samarcanda: riassunto
Nell’antichità la città, chiamata dai Greci Maracanda, era il centro principale della Sogdiana, una regione abitata da popolazioni di lingua iranica. Nel 329 a.C. fu conquistata da Alessandro Magno durante la sua campagna verso Oriente. Nei secoli successivi i mercanti sogdiani divennero tra i principali intermediari del commercio lungo le vie carovaniere che collegavano la Cina all’Occidente.
All’inizio dell’VIII secolo Samarcanda fu conquistata dagli Arabi e, con il tempo, divenne una città islamica, inserita nel mondo culturale che faceva capo anche a Baghdad. Distrutta da Gengis Khan nel 1220, rinacque con Tamerlano, che la riempì di monumenti grandiosi. Dal Cinquecento il centro politico della regione si spostò altrove, e nell’Ottocento la città entrò a far parte dell’Impero russo.
La città dei mercanti sogdiani
I Sogdiani crearono una rete di comunità commerciali che si estendeva fino alla Cina. Trasportavano seta, tessuti, metalli, spezie, cavalli e oggetti di lusso, e svolgevano anche il ruolo di interpreti e intermediari culturali. Samarcanda era il loro centro principale. Nella città convivevano diverse religioni: lo zoroastrismo era la fede più diffusa, ma erano presenti anche comunità buddiste, manichee e cristiane.
L’arrivo dell’Islam
Con l’espansione islamica l’Asia centrale entrò nell’orbita del califfato. La conquista di Samarcanda, all’inizio dell’VIII secolo, non fu immediata né pacifica, e la regione rimase a lungo una zona di frontiera. Nei secoli IX e X, sotto la dinastia persiana dei Samanidi, la città conobbe una fase di prosperità. Samarcanda divenne famosa anche per la produzione di carta, che si diffuse da qui verso il Medio Oriente; le origini precise di questa tecnica nella città sono però oggetto di discussione tra gli storici.
La distruzione mongola
Nel 1220 Samarcanda, allora parte dell’impero del Khwarezm, fu assediata e conquistata dall’esercito di Gengis Khan. La città fu saccheggiata e gran parte della popolazione fu uccisa o deportata; molti artigiani furono trasferiti al servizio dei conquistatori. L’episodio fa parte delle conquiste mongole, che cambiarono la storia dell’Eurasia. La vecchia città, sull’altura oggi chiamata Afrasiab, non fu più ricostruita, e il nuovo centro si sviluppò più a sud.
Tamerlano e la capitale timuride
Nella seconda metà del Trecento Timur, noto in Occidente come Tamerlano, conquistò il potere in Asia centrale e costruì, con una lunga serie di campagne militari, un vasto impero che andava dalla Persia all’India settentrionale e all’Anatolia. Scelse Samarcanda come capitale e vi fece arrivare architetti, artigiani e artisti, spesso deportati dalle regioni conquistate.
Sotto il suo regno sorsero edifici imponenti, decorati con maioliche azzurre e turchesi: tra questi la grande moschea di Bibi Khanum, voluta alla fine del Trecento, e il mausoleo Gur-e Amir, dove Tamerlano fu sepolto dopo la morte, nel 1405. La città divenne un simbolo della potenza e della ricchezza della dinastia timuride.
Ulugh Beg e la scienza
Il nipote di Tamerlano, Ulugh Beg, governò Samarcanda nella prima metà del Quattrocento ed è ricordato soprattutto come astronomo e protettore degli studiosi. Fece costruire una madrasa, cioè una scuola superiore, sulla piazza del Registan e, negli anni Venti del Quattrocento, un grande osservatorio. Le sue tavole astronomiche, con un catalogo di stelle, furono tra le più precise del tempo. Ulugh Beg fu ucciso nel 1449, in seguito a lotte dinastiche.
Dall’età moderna a oggi
All’inizio del Cinquecento la regione passò sotto il controllo degli Uzbeki, che spostarono progressivamente il centro politico a Bukhara. Nel Seicento la piazza del Registan fu completata con altre due madrase, che le diedero l’aspetto attuale. Nel 1868 Samarcanda fu conquistata dall’Impero russo; nel Novecento fece parte dell’Unione Sovietica e oggi appartiene all’Uzbekistan indipendente. Dal 2001 è patrimonio mondiale UNESCO.
Date principali
- 329 a.C.: conquista di Alessandro Magno.
- Inizio dell’VIII secolo: conquista araba.
- IX-X secolo: prosperità sotto i Samanidi.
- 1220: distruzione da parte di Gengis Khan.
- 1370 circa: Tamerlano sceglie Samarcanda come capitale.
- 1405: morte di Tamerlano.
- Anni Venti del Quattrocento: osservatorio di Ulugh Beg.
- 1868: conquista russa.
Protagonisti
- I mercanti sogdiani, intermediari del commercio tra Cina e Occidente.
- Alessandro Magno, che conquistò Maracanda nel 329 a.C.
- Gengis Khan, responsabile della distruzione del 1220.
- Timur (Tamerlano), che fece di Samarcanda la sua capitale.
- Ulugh Beg, sovrano e astronomo.
Perché è importante
Samarcanda mostra come le città dell’Asia centrale non fossero ai margini della storia, ma al centro di reti di scambio che univano continenti diversi. La sua storia di distruzioni e rinascite aiuta a capire il ruolo dei grandi imperi nomadi e la ricchezza della cultura islamica medievale, dall’architettura all’astronomia.