Novecento · Prima guerra mondiale
Le alleanze della Prima guerra mondiale non furono blocchi immutabili. Prima e durante il conflitto gli Stati cambiarono posizione, negoziarono obiettivi territoriali e coordinarono strategie diverse. Per orientarsi è necessario distinguere la Triplice Alleanza prebellica, la Triplice Intesa e le coalizioni che combatterono effettivamente dal 1914 al 1918.
Dalla Triplice Alleanza alla Triplice Intesa
La Triplice Alleanza, rinnovata più volte dal 1882, collegava Germania, Austria-Ungheria e Italia. Aveva carattere difensivo e non eliminava divergenze: Roma guardava con ostilità alle terre italiane ancora soggette all’Austria-Ungheria. Dall’altra parte Francia e Russia si accordarono negli anni Novanta dell’Ottocento, mentre l’Intesa cordiale tra Francia e Gran Bretagna e gli accordi anglo-russi completarono un sistema di cooperazione noto come Triplice Intesa.
Questi rapporti non costituivano tutti un’unica alleanza militare automatica. Tuttavia contribuirono a dividere l’Europa in due grandi aree di sicurezza e a far leggere le crisi regionali come prove di forza fra coalizioni.
Potenze centrali e Alleati
Nel 1914 la Germania e l’Austria-Ungheria furono il nucleo delle Potenze centrali. L’Impero ottomano entrò nel conflitto nell’autunno del 1914 e la Bulgaria nel 1915. Sul fronte opposto le potenze principali furono inizialmente Francia, Gran Bretagna e Impero russo; al loro fianco operarono dominions britannici, Giappone e altri Stati. Il carattere imperiale delle potenze trasformò il conflitto in una guerra mondiale: soldati, risorse e lavoro provennero da Africa, Asia, Oceania e Americhe.
La scelta italiana
L’Italia dichiarò inizialmente la neutralità, sostenendo che il carattere offensivo dell’azione austro-ungarica non la obbligava a intervenire. Nel 1915 il governo negoziò con l’Intesa il Patto di Londra, che prometteva compensi territoriali in caso di vittoria. Il 23 maggio 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria-Ungheria, aprendo il fronte alpino e dell’Isonzo. La scelta fu discussa e contestata nel paese, dove neutralisti e interventisti si confrontarono duramente.
Stati Uniti e mutamento dell’equilibrio
Gli Stati Uniti entrarono in guerra contro la Germania nell’aprile 1917. Furono formalmente una “potenza associata”, non vincolata a tutti gli obiettivi politici degli Alleati, ma il loro peso economico, navale e militare fu decisivo. Nello stesso anno la Russia si ritirò progressivamente dal conflitto dopo le rivoluzioni e la pace di Brest-Litovsk del 1918. Le coalizioni cambiarono dunque non soltanto per numero di Stati, ma per capacità di sostenere una guerra lunga.
Una chiave di lettura
Le alleanze non devono essere immaginate come due squadre già pronte a scontrarsi. Furono invece strumenti diplomatici che ciascun governo interpretò secondo i propri interessi. L’Italia passò dalla neutralità all’intervento; gli Stati Uniti entrarono come potenza associata; la Russia uscì dalla guerra. Questo movimento mostra che una coalizione si costruisce continuamente attraverso negoziati, risorse e obiettivi diversi.
La distinzione fra alleanza formale e cooperazione concreta è essenziale anche per leggere la pace. Nel 1919 i vincitori non condividevano una sola idea dell’Europa futura: sicurezza francese, equilibrio britannico, principi wilsoniani e aspettative territoriali italiane produssero compromessi difficili e duraturi conflitti politici.