Charles de Gaulle (1890-1970) fu un generale e uomo politico francese, capo della Francia libera durante la seconda guerra mondiale e fondatore della Quinta Repubblica, di cui fu presidente dal 1959 al 1969. Con l’appello radiofonico del 18 giugno 1940 invitò i francesi a non accettare la sconfitta contro la Germania. Tornato al potere nel 1958, diede alla Francia una nuova Costituzione, chiuse la guerra d’Algeria e condusse una politica estera indipendente dagli Stati Uniti.
Charles de Gaulle: riassunto della vita
De Gaulle nacque a Lilla il 22 novembre 1890, in una famiglia cattolica e patriottica. Si formò alla scuola militare di Saint-Cyr e combatté nella prima guerra mondiale: ferito più volte, nel 1916 fu catturato dai tedeschi durante la battaglia di Verdun e rimase prigioniero fino alla fine del conflitto. Tra le due guerre divenne ufficiale di stato maggiore e scrittore militare. Nel 1940 entrò nel governo come sottosegretario alla Guerra; dopo l’armistizio guidò la Resistenza esterna da Londra. Fu capo del governo provvisorio nel 1944-1946, tornò al potere nel 1958 e fu presidente fino al 1969. Morì a Colombey-les-Deux-Églises il 9 novembre 1970.
Un militare che prevedeva la guerra dei carri armati
Negli anni Trenta de Gaulle sostenne idee poco ascoltate dai vertici dell’esercito francese. Nel libro Verso l’esercito di mestiere (1934) propose la creazione di un corpo di soldati professionisti dotato di divisioni corazzate, capaci di muoversi rapidamente. La strategia francese restava invece difensiva e si affidava alla linea Maginot, una catena di fortificazioni al confine con la Germania. Nel maggio 1940 l’attacco tedesco, condotto proprio con i carri armati e l’aviazione, travolse la Francia in poche settimane e sembrò dare ragione alle sue analisi.
L’appello del 18 giugno 1940 e la Francia libera
Il 17 giugno 1940 il maresciallo Pétain, nuovo capo del governo, chiese l’armistizio alla Germania. De Gaulle, che rifiutava la resa, raggiunse Londra e il 18 giugno parlò ai francesi dai microfoni della BBC: la Francia aveva perso una battaglia, ma la guerra era mondiale e poteva ancora essere vinta con l’aiuto dell’Impero britannico e degli Stati Uniti. Con il sostegno di Winston Churchill organizzò la Francia libera, che raccolse soldati, navi e alcune colonie africane. Il regime di Vichy lo condannò a morte in contumacia.
I rapporti con gli Alleati furono spesso difficili: de Gaulle pretendeva di essere trattato come il rappresentante legittimo della Francia, mentre il presidente americano Roosevelt diffidava di lui. Nel 1943 ad Algeri divenne la guida del Comitato francese di liberazione nazionale, che unificò le forze antitedesche, compresa la Resistenza interna.
La liberazione di Parigi e il governo provvisorio
Dopo lo sbarco in Normandia del giugno 1944, le truppe alleate e francesi avanzarono verso Parigi, liberata il 25 agosto. Il giorno seguente de Gaulle sfilò tra la folla sugli Champs-Élysées, un momento diventato simbolo della rinascita nazionale. Come capo del governo provvisorio fece partecipare la Francia alla vittoria e all’occupazione della Germania, avviò importanti nazionalizzazioni e diede il voto alle donne, che lo esercitarono per la prima volta nel 1945. Nel gennaio 1946, in contrasto con i partiti che preparavano una Costituzione fondata su un Parlamento forte, si dimise. Negli anni seguenti fondò un movimento politico, il Rassemblement du peuple français, poi si ritirò a scrivere le sue Memorie di guerra.
Il ritorno nel 1958 e la nascita della Quinta Repubblica
La Quarta Repubblica era indebolita da governi brevi e dalla guerra d’Algeria, iniziata nel 1954. Nel maggio 1958 una rivolta di militari e coloni ad Algeri fece temere un colpo di Stato, e il Parlamento affidò a de Gaulle la guida del governo con pieni poteri per scrivere una nuova Costituzione. Approvata con un referendum nel settembre 1958, essa diede vita alla Quinta Repubblica, ancora oggi in vigore: rafforzò il potere esecutivo e soprattutto il presidente della Repubblica. De Gaulle fu eletto presidente nel dicembre 1958 e si insediò nel gennaio 1959. Nel 1962 un altro referendum introdusse l’elezione del presidente a suffragio universale diretto.
De Gaulle e la guerra d’Algeria
Molti sostenitori del 1958 si aspettavano che de Gaulle mantenesse l’Algeria francese. Egli invece si convinse che la guerra non poteva essere vinta e, nel quadro della decolonizzazione, aprì la strada all’autodeterminazione. Nel 1961 fallì un putsch di generali ad Algeri, mentre l’organizzazione terroristica OAS cercò più volte di ucciderlo, come nell’attentato del Petit-Clamart nell’agosto 1962. Gli accordi di Évian del marzo 1962, approvati con referendum, portarono all’indipendenza dell’Algeria nel luglio dello stesso anno.
La politica estera: grandeur e indipendenza
De Gaulle voleva restituire alla Francia un ruolo di grande potenza, la cosiddetta grandeur. Nel 1960 la Francia sperimentò la sua prima bomba atomica e dotò il Paese di una propria forza nucleare. Nel 1963 firmò con il cancelliere tedesco Adenauer il trattato dell’Eliseo, base della riconciliazione franco-tedesca, ma pose il veto all’ingresso della Gran Bretagna nella Comunità economica europea nel 1963 e nel 1967. Nel 1966 ritirò la Francia dal comando militare integrato della NATO, pur restando nell’Alleanza atlantica. Durante la guerra fredda cercò un dialogo con l’Europa dell’Est e riconobbe la Cina popolare nel 1964.
Il maggio 1968 e le dimissioni
Nel maggio 1968 le proteste degli studenti e un enorme sciopero generale paralizzarono la Francia. De Gaulle sciolse l’Assemblea nazionale e alle elezioni di giugno i gollisti ottennero una larga vittoria. L’anno seguente, però, propose un referendum sulla riforma del Senato e delle regioni, legando a esso la propria permanenza al potere. Quando il “no” vinse, il 28 aprile 1969 si dimise e si ritirò a Colombey, dove morì l’anno successivo.
Perché de Gaulle è importante
De Gaulle è considerato uno dei protagonisti della storia francese del Novecento. Per molti incarnò l’onore nazionale nel momento della sconfitta del 1940; le istituzioni che creò, con un presidente forte, sono ancora quelle della Francia attuale. I critici sottolineano il suo stile autoritario e il suo rapporto diretto con il popolo, che scavalcava i partiti, ma il “gollismo” resta un punto di riferimento della politica francese.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Charles de Gaulle, Memorie di guerra (Mémoires de guerre, 1954-1959)
- Treccani, Enciclopedia online, voce “Gaulle, Charles-André-Joseph-Marie de”
- Encyclopaedia Britannica, voce “Charles de Gaulle”
- Julian Jackson, A Certain Idea of France: The Life of Charles de Gaulle, Allen Lane, 2018