La fondazione della NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) avvenne il 4 aprile 1949, quando dodici Paesi dell’Europa occidentale e del Nord America firmarono a Washington il Trattato del Nord Atlantico, chiamato anche Patto Atlantico. Era un’alleanza difensiva: i firmatari si impegnavano a considerare un attacco armato contro uno di loro come un attacco contro tutti. Nata all’inizio della Guerra fredda, la NATO legò in modo permanente la sicurezza dell’Europa occidentale a quella degli Stati Uniti.
Fondazione della NATO: riassunto
Dopo la Seconda guerra mondiale l’alleanza tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica si ruppe rapidamente. Tra il 1945 e il 1948 nei Paesi dell’Europa orientale si affermarono governi comunisti legati a Mosca, e l’Europa si divise in due blocchi. I Paesi dell’Europa occidentale, indeboliti dalla guerra, temevano di non poter resistere da soli a una possibile pressione militare sovietica.
Nel marzo 1948 Regno Unito, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo firmarono il Trattato di Bruxelles, un patto di difesa reciproca. Era però chiaro che senza gli Stati Uniti una difesa credibile non era possibile. Nel giugno 1948 il Senato americano approvò la risoluzione Vandenberg, che autorizzava il governo a partecipare ad accordi di sicurezza collettiva in tempo di pace: una svolta rispetto alla tradizione americana di non stringere alleanze permanenti. I negoziati portarono alla firma del Trattato il 4 aprile 1949.
Le cause della nascita della NATO
Le cause principali furono:
- la divisione dell’Europa in due sfere d’influenza dopo il 1945;
- il colpo di Stato di Praga del febbraio 1948, con cui i comunisti presero il potere in Cecoslovacchia;
- il blocco di Berlino (giugno 1948-maggio 1949), con cui l’Unione Sovietica chiuse gli accessi terrestri ai settori occidentali della città, riforniti poi dagli Alleati con un ponte aereo;
- la debolezza militare ed economica dell’Europa occidentale, che stava avviando la ricostruzione grazie al Piano Marshall;
- la nuova politica estera americana di contenimento dell’espansione sovietica, espressa dalla dottrina del presidente Harry S. Truman del 1947.
I Paesi fondatori
I dodici Paesi firmatari del 1949 furono: Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Stati Uniti. Il Portogallo, allora una dittatura, fu ammesso per la sua importanza strategica nell’Atlantico, in particolare per le isole Azzorre.
L’articolo 5 e il funzionamento dell’alleanza
Il cuore del Trattato è l’articolo 5: un attacco armato contro uno o più membri in Europa o nel Nord America è considerato un attacco contro tutti, e ciascun alleato si impegna ad assistere chi è stato aggredito con le azioni che ritiene necessarie, compreso l’uso della forza. L’articolo 5 è stato invocato una sola volta, dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti.
All’inizio il Trattato era soprattutto un impegno politico. Dopo lo scoppio della guerra di Corea nel 1950 gli alleati crearono una vera struttura militare integrata: nel 1951 nacque il comando supremo delle forze alleate in Europa (SHAPE), affidato al generale Dwight D. Eisenhower, e nel 1952 fu nominato il primo segretario generale, il britannico Lord Ismay. Le decisioni del Consiglio Nord Atlantico, l’organo politico principale, si prendono per consenso.
L’Italia nel Patto Atlantico
L’adesione dell’Italia non era scontata, perché il Paese non si affaccia sull’Atlantico ed era stato sconfitto in guerra. Il governo di Alcide De Gasperi, con il ministro degli Esteri Carlo Sforza, la considerò il completamento della scelta occidentale fatta con le elezioni del 18 aprile 1948. Nel marzo 1949 il Parlamento approvò l’adesione dopo un dibattito molto acceso: comunisti e socialisti si opposero, sostenendo che il Patto avrebbe trascinato l’Italia nei conflitti tra i blocchi. L’Italia divenne così uno dei membri fondatori.
Le conseguenze
La nascita della NATO ebbe conseguenze profonde:
- la divisione dell’Europa si consolidò: nel 1952 entrarono Grecia e Turchia, nel 1955 la Germania Ovest; nello stesso anno l’Unione Sovietica e i suoi alleati risposero con il Patto di Varsavia;
- gli Stati Uniti assunsero un impegno permanente in Europa, con truppe e basi militari stabili, e la loro deterrenza nucleare protesse gli alleati per tutta la Guerra fredda;
- la Germania Ovest fu riarmata dentro un quadro alleato, rassicurando i Paesi che ne temevano la rinascita militare;
- la cooperazione tra Paesi occidentali si rafforzò, accompagnando i primi passi dell’integrazione europea, da cui sarebbe nata l’Unione europea.
Non mancarono tensioni interne: nel 1966 la Francia di Charles de Gaulle uscì dal comando militare integrato, pur restando nell’alleanza, e la sede della NATO fu trasferita da Parigi a Bruxelles; la Francia vi rientrò pienamente solo nel 2009.
La NATO dopo la Guerra fredda
Con la caduta del Muro di Berlino e la fine dell’Unione Sovietica la NATO non si sciolse, ma cambiò ruolo. Intervenne nei conflitti nella ex Jugoslavia (in Bosnia nel 1995 e in Kosovo nel 1999) e guidò dal 2003 al 2014 la missione ISAF in Afghanistan. Si allargò inoltre verso est: nel 1999 entrarono Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, nel 2004 altri sette Paesi, tra cui le tre repubbliche baltiche. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 2022 hanno aderito anche Finlandia (2023) e Svezia (2024), portando i membri a 32.
Perché la fondazione della NATO è importante
La fondazione della NATO segnò la fine dell’isolazionismo americano e la nascita di un legame stabile tra Europa occidentale e Stati Uniti, ancora oggi centrale nella politica internazionale. Per capire la Guerra fredda, la divisione della Germania e le scelte di politica estera dell’Italia repubblicana è indispensabile conoscere quando, perché e da chi nacque il Patto Atlantico.