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Piano Marshall

Epoca:

Il Piano Marshall, ufficialmente European Recovery Program, fu il programma con cui gli Stati Uniti finanziarono la ricostruzione economica dell’Europa occidentale dopo la Seconda guerra mondiale. Annunciato nel giugno 1947 dal segretario di Stato George C. Marshall e attivo dal 1948 al 1952, mise a disposizione dei Paesi europei aiuti per circa 13 miliardi di dollari dell’epoca, sotto forma di beni, materie prime, macchinari e prestiti. Fu anche uno strumento politico della Guerra fredda.

Piano Marshall: riassunto

Nel 1947 l’Europa era ancora in gravi difficoltà: molte città e infrastrutture erano distrutte, mancavano cibo e carburante, la produzione industriale era bassa e i Paesi europei non avevano dollari per acquistare dagli Stati Uniti ciò di cui avevano bisogno. L’inverno 1946-1947, particolarmente rigido, aggravò la crisi.

Il 5 giugno 1947, in un discorso all’Università di Harvard, Marshall propose un grande piano di aiuti, a condizione che i Paesi europei si accordassero tra loro su un programma comune. L’offerta fu rivolta a tutta l’Europa, compresa l’Unione Sovietica, ma Mosca la rifiutò e impose ai Paesi dell’Europa orientale di fare lo stesso. Nell’aprile 1948 il Congresso degli Stati Uniti approvò la legge che rendeva operativo il piano.

Le cause

  • Economiche: senza aiuti l’Europa rischiava una lunga stagnazione, che avrebbe danneggiato anche l’economia americana, bisognosa di mercati per le proprie esportazioni.
  • Politiche: in Paesi come l’Italia e la Francia i partiti comunisti erano molto forti; Washington temeva che la miseria favorisse la loro ascesa al governo.
  • Strategiche: dopo la dottrina Truman del marzo 1947, con cui il presidente Harry S. Truman si impegnò a sostenere i Paesi minacciati dall’espansione comunista, il piano divenne la versione economica della politica di “contenimento” dell’URSS.
  • Umanitarie: la crisi alimentare e sociale del dopoguerra rendeva urgente un intervento.

Come funzionava

Il piano non consisteva soprattutto in denaro dato direttamente ai governi. Gli Stati Uniti fornivano merci, come cibo, carburante, macchinari e materie prime; i governi europei le vendevano alle proprie imprese e cittadini, e il ricavato in moneta locale, detto “fondo di contropartita”, veniva usato per investimenti concordati con gli americani, come infrastrutture, industria ed energia.

Per coordinare gli aiuti i Paesi beneficiari crearono nel 1948 l’Organizzazione per la cooperazione economica europea (OECE), da cui nel 1961 sarebbe nata l’OCSE. Il piano incoraggiava inoltre la riduzione degli ostacoli al commercio tra i Paesi europei e la stabilità delle monete. Tra i maggiori beneficiari ci furono il Regno Unito, la Francia, la Germania occidentale e l’Italia.

L’Italia e il Piano Marshall

In Italia gli aiuti arrivarono in un momento politicamente decisivo. Il governo guidato da Alcide De Gasperi aveva escluso nel 1947 comunisti e socialisti dall’esecutivo, e nelle elezioni del 18 aprile 1948 la Democrazia cristiana vinse nettamente contro il Fronte popolare. Durante la campagna elettorale il tema degli aiuti americani fu usato ampiamente dalla propaganda.

I fondi contribuirono alla ricostruzione delle infrastrutture, alla modernizzazione di settori come la siderurgia e l’energia e all’importazione di beni essenziali. Il piano fu uno dei fattori che prepararono la crescita economica degli anni Cinquanta, anche se gli storici discutono quanto pesò rispetto ad altri elementi, come le scelte di politica economica interne.

La risposta sovietica

L’Unione Sovietica di Josif Stalin vide nel piano uno strumento per estendere l’influenza americana in Europa. Nel luglio 1947 il ministro degli Esteri Molotov abbandonò la conferenza di Parigi sugli aiuti, e Polonia e Cecoslovacchia, che avevano mostrato interesse, dovettero rinunciare. Nel settembre 1947 nacque il Cominform, che coordinava i partiti comunisti, e nel gennaio 1949 fu creato il Comecon, l’organizzazione economica dei Paesi del blocco sovietico. La divisione dell’Europa in due sfere diventava così anche economica.

Protagonisti

  • George C. Marshall, segretario di Stato e ideatore del piano; nel 1953 ricevette il premio Nobel per la pace.
  • Harry S. Truman, presidente degli Stati Uniti.
  • Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio italiano.
  • Josif Stalin e Vjačeslav Molotov, che respinsero il piano per l’URSS e i Paesi dell’Est.

Le conseguenze

  • Favorì la ripresa della produzione industriale e agricola dell’Europa occidentale, che alla fine del programma superava i livelli prebellici.
  • Rafforzò i governi democratici e i legami politici ed economici tra Europa occidentale e Stati Uniti, preparando la fondazione della NATO nel 1949.
  • Spinse i Paesi europei a collaborare, anticipando alcune forme di integrazione che avrebbero portato alla nascita delle Comunità europee e poi dell’Unione Europea.
  • Rese più netta la divisione tra Est e Ovest all’inizio della Guerra fredda.

Date principali

  • 12 marzo 1947: dottrina Truman.
  • 5 giugno 1947: discorso di Marshall a Harvard.
  • Luglio 1947: l’URSS abbandona la conferenza di Parigi.
  • Aprile 1948: approvazione della legge americana e nascita dell’OECE.
  • 18 aprile 1948: elezioni politiche in Italia.
  • Gennaio 1949: nasce il Comecon.
  • 1952: conclusione del programma.

Perché è importante

Il Piano Marshall è un esempio di come economia e politica estera possano essere strettamente legate. Per studenti e studiosi è un passaggio chiave per capire la ricostruzione europea, il “miracolo economico” e la nascita dei due blocchi contrapposti.

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