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Papa Giovanni XXIII

Epoca:

In sintesi

Giovanni XXIII, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli (Sotto il Monte, 25 novembre 1881 – Città del Vaticano, 3 giugno 1963), fu papa dal 28 ottobre 1958 alla morte. Eletto a quasi settantasette anni come pontefice “di passaggio”, in meno di cinque anni convocò il Concilio Vaticano II, scrisse l’enciclica Pacem in terris e cambiò l’immagine stessa del papato. Gli italiani lo chiamarono “il papa buono”. La Chiesa cattolica lo ha proclamato santo nel 2014.

Un figlio di contadini bergamaschi

Angelo Roncalli nacque in una famiglia di mezzadri a Sotto il Monte, un paese a pochi chilometri da Bergamo, quarto di tredici figli. In casa si viveva in molti, si mangiava polenta e si lavorava la terra di un padrone. Entrò in seminario a undici anni e fu ordinato sacerdote a Roma il 10 agosto 1904. Per quasi dieci anni fece il segretario del vescovo di Bergamo, Giacomo Radini Tedeschi, un prelato attento alle questioni sociali che nel 1909 sostenne uno sciopero di operai tessili a Ranica. Da lui il giovane prete imparò che la Chiesa non poteva ignorare i problemi del lavoro.

Durante la prima guerra mondiale fu richiamato come sergente di sanità e poi cappellano militare negli ospedali di Bergamo. Vide morire molti soldati giovani; anni dopo ricordò quell’esperienza come una scuola di umanità.

Vent’anni da diplomatico: Bulgaria, Turchia, Parigi

Nel 1925 Pio XI lo nominò arcivescovo e lo mandò in Bulgaria come visitatore apostolico, un incarico lontano e poco prestigioso: i cattolici erano pochi, la maggioranza era ortodossa. Ci restò dieci anni. Nel 1935 passò a Istanbul come delegato apostolico per la Turchia e la Grecia. Fu lì che imparò a trattare con cristiani di altre confessioni, con musulmani e con governi laici: un’esperienza che spiega molto della sua apertura successiva.

Durante la seconda guerra mondiale Istanbul era un crocevia di diplomatici, spie e profughi. Secondo numerose testimonianze e studi, Roncalli si adoperò per aiutare ebrei in fuga dall’Europa orientale, favorendo il rilascio di documenti e trasmettendo richieste di aiuto. L’ampiezza del suo ruolo è discussa dagli storici, ma il suo nome è legato a diverse iniziative di soccorso.

Alla fine del 1944 fu mandato come nunzio a Parigi, in una Francia appena liberata: il governo del generale de Gaulle chiedeva la rimozione di numerosi vescovi accusati di collaborazionismo con Vichy. Roncalli trattò con pazienza e la richiesta fu ridotta a pochi casi. Nel 1953 divenne cardinale e patriarca di Venezia, dove sembrava destinato a concludere la carriera.

L’elezione del 1958

Alla morte di Pio XII, nell’ottobre 1958, il conclave durò tre giorni. Il 28 ottobre i cardinali elessero Roncalli, che scelse il nome di Giovanni: un nome che nessun papa usava da secoli. Molti pensavano a un pontificato breve e tranquillo, dopo i diciannove anni di Pio XII.

Lo stile cambiò subito. Il giorno di Natale del 1958 visitò i bambini malati dell’ospedale Bambino Gesù; il giorno dopo andò nel carcere romano di Regina Coeli e disse ai detenuti: “Siete venuti voi da me… e io sono venuto da voi”. Nel 1962, alla vigilia del Concilio, andò in treno a Loreto e ad Assisi: da quasi un secolo un papa non viaggiava così fuori Roma, e la gente si affollava alle stazioni per vederlo passare.

Il Concilio, Cuba e la Pacem in terris

Il 25 gennaio 1959, a tre mesi dall’elezione, annunciò la convocazione di un concilio ecumenico. I preparativi durarono tre anni. L’11 ottobre 1962 aprì il Vaticano II nella basilica di San Pietro e la sera, dalla finestra, pronunciò il discorso improvvisato rimasto famoso come “discorso della luna”, con l’invito a dare ai bambini “la carezza del papa”.

Pochi giorni dopo il mondo rischiò la guerra nucleare con la crisi dei missili di Cuba. Il 25 ottobre 1962 Giovanni XXIII lanciò alla radio un appello ai governanti perché ascoltassero “il grido angoscioso” che saliva da tutta la terra e facessero di tutto per salvare la pace. Il messaggio fu ripreso dalla Pravda, un fatto senza precedenti in piena guerra fredda.

L’11 aprile 1963, già gravemente malato, pubblicò l’enciclica Pacem in terris. Per la prima volta un papa indirizzava un’enciclica non solo ai cattolici ma “a tutti gli uomini di buona volontà”. Il testo parla di diritti umani, di disarmo, dell’ONU, e distingue fra le dottrine filosofiche sbagliate e i movimenti storici che a esse si ispirano, aprendo la porta al dialogo anche con chi non credeva. Due anni prima, nel 1961, l’enciclica Mater et magistra aveva affrontato le questioni sociali ed economiche.

La morte e la memoria

Giovanni XXIII soffriva da tempo di un tumore allo stomaco. Morì la sera del 3 giugno 1963, mentre in piazza San Pietro migliaia di persone pregavano per lui. Il Concilio fu proseguito e concluso dal suo successore, Paolo VI.

Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000 e proclamato santo da papa Francesco il 27 aprile 2014, nella stessa cerimonia di Giovanni Paolo II. Il suo corpo è esposto nella basilica di San Pietro. La Chiesa lo ricorda l’11 ottobre, anniversario dell’apertura del Concilio. A Sotto il Monte, che oggi si chiama Sotto il Monte Giovanni XXIII, la casa natale è meta di pellegrinaggi.

Domande frequenti

Perché Giovanni XXIII è chiamato “il papa buono”? Per i suoi modi semplici e affettuosi, le visite a carcerati e malati, il “discorso della luna”: un’immagine diversa da quella, più distante, dei papi precedenti.

Quanto durò il suo pontificato? Meno di cinque anni, dal 28 ottobre 1958 al 3 giugno 1963.

Fonti per approfondire

La pagina di Giovanni XXIII sul sito della Santa Sede, con discorsi ed encicliche; il testo dell’enciclica Pacem in terris.

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