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Michelangelo

Epoca:

Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 – Roma 1564) fu scultore, pittore, architetto e poeta, uno dei più grandi artisti del Rinascimento. Tra le sue opere più famose ci sono la Pietà vaticana, il David di Firenze, gli affreschi della volta della Cappella Sistina e il Giudizio universale, e la cupola della basilica di San Pietro. Lavorò per i Medici e per molti papi, in un’epoca segnata dalle guerre d’Italia, dalla Riforma protestante e dalla Controriforma. Già i contemporanei lo considerarono un genio, chiamandolo “il divino”.

Michelangelo: riassunto della vita

Michelangelo nacque il 6 marzo 1475 a Caprese, in Toscana, ma crebbe a Firenze. A tredici anni entrò nella bottega del pittore Domenico Ghirlandaio e poco dopo frequentò il giardino di San Marco, dove Lorenzo de’ Medici raccoglieva sculture antiche. Lavorò tra Firenze e Roma: a Roma scolpì la Pietà e affrescò la Cappella Sistina, a Firenze realizzò il David e le tombe medicee. Dal 1534 visse stabilmente a Roma, dove negli ultimi decenni si dedicò soprattutto all’architettura. Morì il 18 febbraio 1564, a quasi novant’anni, ed è sepolto nella chiesa di Santa Croce a Firenze.

La formazione a Firenze e i Medici

Nella Firenze di Lorenzo il Magnifico Michelangelo conobbe la cultura umanistica e la filosofia neoplatonica, che vedeva nella bellezza del corpo umano un riflesso di quella divina. Studiò le statue antiche e gli affreschi di Giotto e Masaccio. Dopo la morte di Lorenzo, nel 1492, e la cacciata dei Medici nel 1494, lasciò Firenze per Bologna e poi per Roma.

La Pietà e il David

A Roma, tra il 1498 e il 1499, scolpì la Pietà oggi nella basilica di San Pietro: la Madonna tiene sulle ginocchia il corpo di Cristo morto, con una grazia e una calma che colpirono i contemporanei. È l’unica opera che Michelangelo firmò, incidendo il suo nome sulla fascia che attraversa il petto della Vergine. Tornato a Firenze, tra il 1501 e il 1504 scolpì il David da un enorme blocco di marmo già abbozzato e abbandonato da altri scultori. La statua, alta oltre cinque metri, fu collocata in piazza della Signoria come simbolo della Repubblica fiorentina, pronta a difendersi dai nemici; dal 1873 è conservata nella Galleria dell’Accademia. In quegli anni Michelangelo lavorò anche in competizione con Leonardo da Vinci agli affreschi, mai completati, per il Palazzo della Signoria.

La Cappella Sistina

Nel 1505 papa Giulio II chiamò Michelangelo a Roma per costruire la propria tomba, un progetto grandioso che fu più volte ridotto e si concluse solo nel 1545 nella chiesa di San Pietro in Vincoli, con la celebre statua del Mosè, una delle sculture più famose e studiate di tutto il Rinascimento. Nel 1508 lo stesso papa gli affidò la decorazione della volta della Cappella Sistina. Michelangelo, che si considerava soprattutto scultore, lavorò per quattro anni, quasi da solo, su impalcature sospese: nel 1512 la volta era completata, con le storie della Genesi, tra cui la Creazione di Adamo, e le figure di profeti e sibille.

Più di vent’anni dopo, tra il 1536 e il 1541, papa Paolo III gli fece dipingere sulla parete dell’altare il Giudizio universale, una scena drammatica dominata dalla figura di Cristo giudice, dipinta pochi anni dopo il sacco di Roma del 1527 e in un clima di grave crisi religiosa.

Le opere fiorentine e la difesa della Repubblica

Tra il 1520 e il 1534 Michelangelo lavorò per i Medici nella chiesa di San Lorenzo a Firenze: progettò la Sagrestia Nuova, con le tombe di Lorenzo e Giuliano de’ Medici e le statue del Giorno, della Notte, dell’Aurora e del Crepuscolo, e la Biblioteca Laurenziana. Nel 1529, quando la Repubblica fiorentina si ribellò ai Medici, ne diresse le fortificazioni contro l’assedio dell’esercito imperiale e papale.

Gli ultimi anni a Roma: architettura e poesia

Nel 1546 Michelangelo divenne architetto della nuova basilica di San Pietro e ne progettò la grande cupola, completata dopo la sua morte da Giacomo Della Porta. Ridisegnò anche la piazza del Campidoglio. Negli ultimi anni scrisse numerose poesie, le Rime, e strinse un’intensa amicizia spirituale con la poetessa Vittoria Colonna. Le sue opere tarde, come la Pietà Rondanini, rimasta incompiuta, mostrano una religiosità tormentata.

Michelangelo e la Controriforma

Il clima religioso cambiò profondamente con il Concilio di Trento, convocato per rispondere alla Riforma protestante. I nudi del Giudizio universale furono criticati come indecenti, e dopo la morte dell’artista il pittore Daniele da Volterra fu incaricato di coprirne alcuni con panneggi, guadagnandosi il soprannome di “Braghettone”. Già nel 1550 Giorgio Vasari aveva celebrato Michelangelo nelle Vite come il culmine della storia dell’arte: era l’unico artista vivente incluso nella prima edizione.

Fonti e bibliografia per approfondire

  • Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori (1550 e 1568)
  • Ascanio Condivi, Vita di Michelagnolo Buonarroti (1553)
  • Michelangelo Buonarroti, Rime e Carteggio
  • Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani, voce “Buonarroti, Michelangelo” (vol. 15, 1972)

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