Riassunto · Prima
Questo riassunto su Scipione l’Africano presenta il generale romano che sconfisse Annibale e chiuse la seconda guerra punica. Publio Cornelio Scipione nacque nel 236 a.C. in una delle famiglie patrizie più importanti di Roma. Era giovanissimo quando la guerra cominciò, e la sua carriera fu fuori dalle regole: ottenne comandi importanti molto prima dell’età prevista, grazie al prestigio della famiglia e al favore del popolo.
Date chiave
236 a.C.: nasce a Roma.
218 a.C.: al Ticino, appena diciottenne, salva la vita al padre ferito.
216 a.C.: sopravvive alla disfatta di Canne.
210 a.C.: riceve il comando in Spagna.
209 a.C.: conquista Cartagena, la base cartaginese in Spagna.
204 a.C.: sbarca in Africa.
202 a.C.: vince Annibale a Zama.
183 a.C. circa: muore a Literno, in volontario esilio.
La guerra in Spagna
Il padre e lo zio di Scipione erano morti combattendo in Spagna. Nel 210 a.C., a soli 25 anni, il giovane chiese e ottenne di prendere il loro posto. Con un attacco a sorpresa conquistò Cartagena, ricca di argento e di rifornimenti, e in pochi anni cacciò i Cartaginesi dalla penisola. Così tolse ad Annibale la possibilità di ricevere rinforzi via terra.
L’idea di portare la guerra in Africa
Molti senatori, guidati da Quinto Fabio Massimo, il “Temporeggiatore”, volevano continuare a logorare Annibale in Italia. Scipione invece capì che bisognava colpire Cartagine a casa sua. Partì dalla Sicilia, sbarcò in Africa e si alleò con Massinissa, re dei Numidi, famoso per la sua cavalleria. Cartagine, in pericolo, richiamò Annibale.
Zama
Nel 202 a.C. i due grandi generali si affrontarono a Zama. Scipione aveva studiato la tattica del nemico: fece aprire dei corridoi tra i manipoli per lasciar passare gli elefanti senza danni, e la cavalleria di Massinissa attaccò alle spalle i Cartaginesi. Fu una vittoria completa. Per questo ricevette il soprannome di Africano.
Le conseguenze
Cartagine dovette consegnare la flotta, pagare un enorme tributo e rinunciare a fare guerre senza il permesso di Roma. Scipione divenne l’uomo più famoso della città ed era un grande ammiratore della cultura greca. Proprio il suo potere personale preoccupò gli avversari, come Catone: fu accusato, insieme al fratello, di aver sottratto denaro, e si ritirò sdegnato nella sua villa di Literno, dove morì.
La biografia completa è nella pagina su Scipione l’Africano. Il suo avversario è nel riassunto su Annibale; la guerra intera nel riassunto sulle guerre puniche. Per il contesto vedi la pagina sull’espansione romana; gli altri argomenti sono nell’indice per la prima.