Famiglia

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Vita quotidiana

Se chiedo in classe di disegnare una famiglia, quasi tutti disegnano quattro persone: padre, madre, due figli. È un’immagine così normale da sembrare eterna. In realtà la famiglia è una delle istituzioni che sono cambiate di più nella storia, per dimensione, per regole e per il peso che ha avuto nella vita delle persone. Nella Roma antica il padre poteva decidere se tenere o abbandonare un neonato. In una cascina della pianura padana dell’Ottocento sotto lo stesso tetto potevano vivere venti persone. Oggi in Italia una famiglia su tre è composta da una persona sola.

La famiglia romana e il potere del padre

Per i Romani familia non indicava solo i parenti, ma tutto ciò che stava sotto l’autorità del capofamiglia: moglie, figli, nipoti, schiavi, perfino i beni. Il pater familias aveva sui figli la patria potestas, un potere che durava finché lui era vivo, anche se il figlio era un console di quarant’anni. In teoria comprendeva il diritto di vita e di morte; in pratica, già in età repubblicana, era molto limitato dai costumi.

La famiglia era anche un luogo di culto. In ogni casa c’era il larario, un piccolo altare dedicato ai Lari, gli spiriti protettori, e ai Penati, che custodivano la dispensa. Per approfondire il contesto c’è la pagina sull’antica Roma.

Nel Medioevo: lignaggi, casate e famiglie contadine

Tra i nobili medievali ciò che contava era il lignaggio, la linea di discendenza maschile che portava il nome e il patrimonio. Per non frammentare le terre si diffuse il maggiorasco: l’eredità andava al primo figlio maschio, mentre i cadetti diventavano cavalieri, ecclesiastici o soldati di ventura, e le figlie venivano sposate con una dote o mandate in convento.

Le famiglie contadine erano un’altra cosa. Erano prima di tutto un’unità di lavoro: ogni membro, dai sei anni in su, aveva un compito. Nelle campagne dell’Italia centrale, con la mezzadria, il contratto con il padrone si stipulava con l’intera famiglia, guidata dal “capoccia”, e servivano molte braccia per coltivare il podere. Da qui le famiglie numerose e allargate, con fratelli sposati che vivevano insieme ai genitori.

Una sorpresa degli storici

Per molto tempo si è pensato che nel passato tutti vivessero in grandi famiglie patriarcali. Negli anni Sessanta lo storico inglese Peter Laslett e il suo gruppo di Cambridge, studiando i registri parrocchiali, scoprirono che in Inghilterra già dal Cinquecento la maggior parte delle famiglie era nucleare: genitori e figli, al massimo un nonno. Ci si sposava tardi, verso i 25 anni, e si andava a vivere per conto proprio.

L’Europa, in realtà, era divisa. A nord-ovest prevaleva la famiglia nucleare; nel Mediterraneo e in Europa orientale erano più frequenti le famiglie complesse. Non esiste “la” famiglia del passato, ma tante famiglie diverse.

Industria, città e famiglia borghese

Con la classe operaia della rivoluzione industriale la casa smette di essere il luogo del lavoro. Il padre va in fabbrica, spesso anche la madre e i figli, per dodici o quattordici ore al giorno. Le famiglie operaie vivono ammassate in poche stanze.

La borghesia, invece, costruisce un modello che durerà a lungo: il marito lavora fuori e mantiene la famiglia, la moglie governa la casa, i figli diventano il centro degli affetti e degli investimenti, a partire dall’istruzione. È la famiglia dei romanzi dell’Ottocento, e anche quella su cui si basavano i codici civili, con il marito capofamiglia. In Italia questa figura giuridica è rimasta fino alla riforma del 1975, raccontata nella pagina sul matrimonio.

La famiglia italiana dal dopoguerra a oggi

Il boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta cambia la famiglia italiana più di qualsiasi legge. Milioni di persone lasciano le campagne del Sud e del Nord-Est per Torino, Milano, Genova. Le famiglie allargate contadine si sciolgono; nascono le famiglie nucleari dei condomini di periferia, con la televisione in salotto e la Fiat 600 sotto casa. Sono anche gli anni del baby boom: nel 1964 nascono in Italia oltre un milione di bambini.

Poi la tendenza si inverte. Divorzio, lavoro femminile, studio più lungo, case care: le nascite calano anno dopo anno. Secondo l’ISTAT, nel 2024 il numero medio di figli per donna è sceso intorno a 1,18, tra i più bassi al mondo. Le famiglie sono più piccole e più varie: coppie senza figli, famiglie ricomposte dopo una separazione, genitori soli, coppie conviventi, unioni civili. E i giovani italiani lasciano la casa dei genitori in media più tardi di quasi tutti i loro coetanei europei.

Domande frequenti

Che cos’è la famiglia patriarcale? Un modello in cui l’autorità spetta al padre o al membro maschio più anziano, che decide sui beni, sul lavoro e sui matrimoni dei figli.

Le famiglie del passato erano davvero più numerose? Avevano più figli, ma molti morivano piccoli. E le famiglie con più generazioni insieme erano comuni in alcune regioni, non ovunque.

Un tema vicino è quello dell’infanzia nella storia.

Fonti per approfondire

Voce Famiglia nell’Enciclopedia dei ragazzi Treccani.

Torna a Vita quotidiana

Una sezione è l’inizio di un percorso.

Rientra nell’archivio principale o consulta strumenti, cronologie e mappe per ampliare la ricerca.

Esplora le epocheConsulta le risorse