La battaglia di Sedan si combatté il 1° settembre 1870, durante la guerra franco-prussiana, presso la cittadina di Sedan, nel nord-est della Francia, vicino al confine con il Belgio. Gli eserciti della Prussia e degli altri Stati tedeschi, coordinati dal capo di stato maggiore Helmuth von Moltke, circondarono l’esercito francese, che il giorno dopo si arrese. Tra i prigionieri c’era l’imperatore Napoleone III: la sconfitta provocò la fine del Secondo Impero e la nascita della Terza Repubblica francese.
Battaglia di Sedan: riassunto
Nel luglio 1870 la Francia dichiarò guerra alla Prussia, ma fu subito superata dalla rapidità della mobilitazione tedesca. In agosto una delle due principali armate francesi, quella del maresciallo Bazaine, rimase bloccata nella fortezza di Metz. L’altra, guidata dal maresciallo Mac-Mahon e accompagnata dall’imperatore, cercò di andare a liberarla, ma fu intercettata e costretta a ripiegare su Sedan. Qui i tedeschi la circondarono e la bombardarono dalle alture circostanti. Il 2 settembre Napoleone III firmò la resa con circa 100.000 soldati.
Le cause della guerra franco-prussiana
Dopo la vittoria sull’Austria nel 1866, la Prussia guidata dal cancelliere Otto von Bismarck controllava la Germania del Nord. La Francia temeva la nascita di una grande potenza tedesca ai suoi confini. Nel 1870 la candidatura di un principe della famiglia prussiana degli Hohenzollern al trono di Spagna provocò una grave crisi diplomatica. Anche dopo il ritiro della candidatura, la Francia chiese garanzie per il futuro; Bismarck rese pubblico un resoconto abbreviato e più duro dei colloqui tra il re di Prussia e l’ambasciatore francese, il cosiddetto dispaccio di Ems. L’opinione pubblica francese reagì con indignazione e il 19 luglio 1870 la Francia dichiarò guerra. Gli Stati della Germania meridionale si schierarono con la Prussia.
Verso Sedan: le prime fasi della guerra
I tedeschi mobilitarono rapidamente centinaia di migliaia di uomini grazie a un sistema di riserve ben organizzato e all’uso delle ferrovie. Le armate francesi, meno numerose e mal coordinate, furono sconfitte in Alsazia e in Lorena nelle prime settimane di agosto. Dopo le dure battaglie intorno a Metz, a metà agosto, l’esercito di Bazaine si chiuse nella fortezza. Mac-Mahon, sotto la pressione del governo di Parigi, marciò verso nord-est per soccorrerlo, ma i tedeschi ne seguirono i movimenti e lo raggiunsero sulla Mosa.
I protagonisti: Moltke e Napoleone III
Helmuth von Moltke guidava dal 1857 lo stato maggiore prussiano e aveva preparato con cura piani di mobilitazione e trasporto ferroviario. Napoleone III, nipote di Napoleone Bonaparte, era stato eletto presidente della Repubblica nel 1848 e dal 1852 governava come imperatore. Alla battaglia assistettero dalle alture anche il re di Prussia Guglielmo I e Bismarck.
Lo svolgimento della battaglia di Sedan
All’alba del 1° settembre i combattimenti cominciarono intorno al villaggio di Bazeilles. Mac-Mahon fu ferito nelle prime ore e il comando passò prima al generale Ducrot e poi al generale Wimpffen, che avevano idee opposte su come uscire dalla trappola. Nel frattempo le truppe tedesche completarono l’accerchiamento: l’artiglieria, dotata di moderni cannoni d’acciaio a retrocarica prodotti da Krupp, colpiva i francesi da tutte le alture. La cavalleria francese tentò più volte di sfondare presso Floing, con cariche coraggiose ma inutili. Nel pomeriggio Napoleone III, malato e convinto che ogni resistenza fosse ormai inutile, fece issare la bandiera bianca. Il 2 settembre fu firmata la capitolazione e l’imperatore fu portato prigioniero in Germania; liberato dopo la guerra, morì in esilio in Inghilterra nel 1873.
Le conseguenze della battaglia di Sedan
- la fine del Secondo Impero: il 4 settembre 1870 a Parigi fu proclamata la Terza Repubblica, che continuò la guerra;
- l’assedio di Parigi: la capitale resistette per circa quattro mesi e si arrese alla fine di gennaio 1871;
- la nascita dell’Impero tedesco: il 18 gennaio 1871 il re di Prussia Guglielmo I fu proclamato imperatore nella Galleria degli Specchi di Versailles, completando l’unificazione tedesca;
- il trattato di Francoforte (maggio 1871): la Francia dovette cedere l’Alsazia e parte della Lorena e pagare un’indennità di cinque miliardi di franchi;
- la Comune di Parigi: nella primavera del 1871 la capitale insorse contro il nuovo governo; la Comune di Parigi fu repressa nel sangue a fine maggio;
- la presa di Roma: con il ritiro delle truppe francesi che proteggevano il papa, il 20 settembre 1870 l’esercito italiano entrò a Roma attraverso la breccia di Porta Pia.
Perché la battaglia di Sedan è importante
Sedan cambiò gli equilibri dell’Europa: la Germania unita divenne la principale potenza del continente, mentre in Francia il desiderio di riconquistare le province perdute alimentò il revanscismo fino alla Prima guerra mondiale. La battaglia mostrò inoltre l’importanza della guerra moderna, in cui ferrovie, artiglieria e pianificazione dello stato maggiore contavano più del coraggio dei singoli reparti.
Nota sulle fonti
La voce si basa su fonti diplomatiche e militari della guerra franco-prussiana, sugli archivi tedeschi e francesi e su studi dedicati a Moltke, Napoleone III e alla nascita del Reich. Date, forze e conseguenze territoriali sono state confrontate con manuali di storia europea dell’Ottocento.