Cronologie · Cronologia dei personaggi
Mohandas Karamchand Gandhi (1869–1948), chiamato Mahatma, “grande anima”, guidò la lotta non violenta per l’indipendenza dell’India: questa cronologia ne ripercorre la vita e le principali campagne.
Riassunto
Gandhi nacque il 2 ottobre 1869 a Porbandar, nell’India occidentale, allora parte dell’Impero britannico. Studiò legge a Londra e lavorò per oltre vent’anni in Sudafrica, dove sperimentò per la prima volta il metodo della resistenza non violenta, chiamato satyagraha, “forza della verità”, contro le discriminazioni subite dagli indiani.
Tornato in India nel 1915, divenne il principale leader del Congresso nazionale indiano e organizzò campagne di massa di disobbedienza civile contro il dominio britannico. Per il contesto consulta la scheda sulla decolonizzazione dell’India.
La marcia del sale fu una delle azioni più efficaci di Gandhi: insieme a decine di seguaci percorse a piedi circa 390 chilometri fino al mare, dove raccolse il sale violando la legge britannica. In tutta l’India migliaia di persone seguirono il suo esempio e furono arrestate, attirando l’attenzione della stampa internazionale.
Gandhi si batté anche per riforme della società indiana: contro la discriminazione degli “intoccabili”, che chiamava harijan, “figli di Dio”, per l’unità tra indù e musulmani e per l’autosufficienza dei villaggi. Trascorse in tutto diversi anni in prigione.
Date principali
- 2 ottobre 1869Nascita a Porbandar.
- 1888–1891Studi di legge a Londra.
- 1893Si trasferisce in Sudafrica, dove subisce episodi di discriminazione razziale.
- 1906In Sudafrica avvia la prima campagna di satyagraha contro una legge discriminatoria.
- 1915Ritorno in India.
- 1917Campagna di Champaran a favore dei contadini costretti a coltivare indaco.
- 1919Massacro di Amritsar: le truppe britanniche sparano sulla folla disarmata.
- 1920–1922Campagna di non cooperazione con le autorità britanniche.
- 1930Marcia del sale verso Dandi contro il monopolio britannico sul sale.
- 1931Partecipa a Londra alla seconda Conferenza della tavola rotonda.
- 1942Movimento “Quit India” (“Lasciate l’India”); Gandhi viene arrestato.
- 15 agosto 1947Indipendenza dell’India e del Pakistan, accompagnata da violenze di massa.
- 30 gennaio 1948Gandhi viene assassinato a Nuova Delhi da un estremista nazionalista indù.
Cause
La lotta di Gandhi nacque dall’esperienza della discriminazione razziale in Sudafrica e dalla condizione dell’India sotto il dominio coloniale, con la sua povertà e la mancanza di autogoverno. Gandhi unì idee della tradizione religiosa indiana, come la non violenza (ahimsa), e letture occidentali, tra cui Tolstoj e Thoreau.
Il suo successo dipese dalla capacità di coinvolgere masse di contadini e cittadini comuni con gesti semplici e simbolici, come la filatura a mano e la marcia del sale. Dopo la Seconda guerra mondiale la Gran Bretagna, indebolita, non poté più mantenere il controllo sull’India. Per il quadro coloniale leggi la cronologia dell’Impero britannico.
Conseguenze
L’India ottenne l’indipendenza nel 1947, ma fu divisa in due Stati, India e Pakistan, a maggioranza rispettivamente indù e musulmana. La spartizione provocò enormi migrazioni e violenze che Gandhi cercò di fermare con digiuni e appelli.
Il metodo della non violenza ha ispirato movimenti in tutto il mondo, dalla lotta per i diritti civili di Martin Luther King negli Stati Uniti all’opposizione all’apartheid in Sudafrica. Il 2 ottobre, anniversario della sua nascita, è dal 2007 la Giornata internazionale della non violenza delle Nazioni Unite.
Perché è importante
Gandhi è uno dei simboli del Novecento e della decolonizzazione, ricordato in India come “padre della nazione”. La sua vita aiuta a capire come un movimento di massa non violento possa sfidare un grande impero, e quali limiti e contraddizioni accompagnarono la nascita dell’India indipendente.
Per proseguire leggi la scheda sulla decolonizzazione in India e quella sul Novecento.
Collegamenti nell’archivio
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