Cronologie · Cronologia delle religioni
Il Concilio di Trento (1545–1563) fu la risposta della Chiesa cattolica alla Riforma protestante: questa cronologia ne segue le tre fasi, i decreti principali e le conseguenze sulla vita religiosa europea.
Riassunto
Dopo la diffusione delle idee di Lutero e degli altri riformatori, molti chiedevano un concilio, cioè un’assemblea dei vescovi, per risolvere la crisi della Chiesa. Dopo lunghi rinvii dovuti alle guerre tra Francia e Impero e ai timori dei papi, papa Paolo III lo convocò a Trento, città dell’Impero ma vicina all’Italia.
Il Concilio durò, con lunghe interruzioni, quasi vent’anni e si divise in tre fasi. Non riuscì a ricomporre l’unità con i protestanti, ma definì con chiarezza la dottrina cattolica e avviò una profonda riforma del clero. Per il quadro generale leggi la scheda sul Concilio di Trento.
Date principali
- 1540Papa Paolo III approva la Compagnia di Gesù fondata da Ignazio di Loyola.
- 1542Viene riorganizzata l’Inquisizione romana, con il Sant’Uffizio.
- 13 dicembre 1545Apertura del Concilio a Trento.
- 1546Il Concilio stabilisce che la fede si basa sulla Scrittura e sulla Tradizione e riconosce la Vulgata come testo ufficiale della Bibbia.
- 1547Decreto sulla giustificazione: la salvezza viene dalla grazia, ma richiede anche le opere. Il Concilio si sposta a Bologna e poi viene sospeso.
- 1551–1552Seconda fase sotto papa Giulio III, con decreti su eucaristia e penitenza; alcuni protestanti partecipano brevemente.
- 1562–1563Terza fase sotto papa Pio IV: decreti sulla messa, sui sacramenti e sull’obbligo per i vescovi di risiedere nelle loro diocesi.
- 1563Decreto sulla creazione dei seminari per formare il clero; il 4 dicembre il Concilio si chiude.
- 1564Pio IV conferma i decreti; viene pubblicato l’Indice dei libri proibiti.
- 1566Esce il Catechismo romano, destinato ai parroci.
- 1570Papa Pio V pubblica il Messale romano, che uniforma la messa nella Chiesa cattolica.
Cause
Il Concilio nacque dalla necessità di rispondere alla Riforma luterana e alla Riforma calvinista, che avevano diviso la cristianità occidentale. Molti cattolici chiedevano da tempo una riforma della Chiesa, colpita da abusi come la vendita delle cariche e l’assenza dei vescovi dalle diocesi.
L’imperatore Carlo V sperava in un accordo con i protestanti, mentre il papato voleva soprattutto difendere la dottrina e la propria autorità. Questo contrasto spiega i ritardi e le interruzioni del Concilio. Leggi anche la scheda sulla Controriforma.
Conseguenze
Il Concilio riaffermò i sette sacramenti, il valore delle opere, il culto dei santi e l’autorità del papa, segnando una separazione definitiva dai protestanti. Allo stesso tempo migliorò la formazione e la disciplina del clero con i seminari, le visite pastorali e l’obbligo di residenza dei vescovi, come fece a Milano Carlo Borromeo.
Si aprì l’età della Riforma cattolica e della Controriforma: nuovi ordini religiosi come i Gesuiti diffusero l’istruzione e le missioni, mentre l’Inquisizione e l’Indice controllavano idee e libri. Approfondisci nel percorso su Concilio, dottrina e disciplina del clero.
Perché è importante
Il Concilio di Trento è importante perché ha definito il volto della Chiesa cattolica per circa quattro secoli, fino al Concilio Vaticano II (1962–1965). Influenzò anche l’arte, la musica e l’architettura barocca, pensate per educare e commuovere i fedeli, e la vita quotidiana delle parrocchie, con i registri dei battesimi e dei matrimoni.
Le fonti principali sono i decreti conciliari, i diari e le lettere dei partecipanti e le storie del Concilio scritte già nel Seicento, come quella critica di Paolo Sarpi e quella favorevole di Sforza Pallavicino. Per il contesto leggi la cronologia delle guerre di religione.
Collegamenti nell’archivio
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