Cronologie · Storia d’Europa
1989, la fine della divisione europea: le date che portarono dalla cortina di ferro alla caduta del Muro di Berlino, alla riunificazione tedesca e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
Riassunto
Dopo la Seconda guerra mondiale l’Europa fu divisa in due blocchi: a ovest i Paesi legati agli Stati Uniti e poi alla NATO, a est gli Stati con regimi comunisti sotto l’influenza dell’Unione Sovietica, riuniti nel Patto di Varsavia. Il confine tra i due mondi fu chiamato “cortina di ferro”, e il suo simbolo più noto fu il Muro di Berlino, costruito nel 1961.
Nei Paesi dell’Est i partiti comunisti governavano senza elezioni libere, controllavano l’economia attraverso la pianificazione statale e limitavano la libertà di espressione e di movimento. Le rivolte di Berlino Est nel 1953, di Budapest nel 1956 e la Primavera di Praga nel 1968 erano state represse.
Nel 1989 una serie di cambiamenti, in gran parte pacifici, fece cadere in pochi mesi i regimi comunisti dell’Europa centro-orientale. Per il quadro generale consulta la scheda sulla guerra fredda.
Date principali
- 1980In Polonia nasce il sindacato indipendente Solidarność, guidato da Lech Wałęsa.
- 1985Michail Gorbaciov diventa segretario generale del Partito comunista dell’Unione Sovietica e avvia le riforme chiamate perestrojka e glasnost’.
- Febbraio–aprile 1989In Polonia la “tavola rotonda” tra governo e opposizione porta a elezioni parzialmente libere.
- Giugno 1989Le elezioni polacche segnano una netta vittoria di Solidarność.
- Estate 1989L’Ungheria apre il confine con l’Austria; migliaia di cittadini della Germania Est fuggono verso Ovest.
- 9 novembre 1989Caduta del Muro di Berlino.
- Novembre–dicembre 1989“Rivoluzione di velluto” in Cecoslovacchia; in dicembre la rivoluzione in Romania porta alla caduta e all’esecuzione di Ceaușescu.
- 3 ottobre 1990Riunificazione della Germania.
- 1991Scioglimento del Patto di Varsavia; in dicembre si dissolve l’Unione Sovietica.
- 1992Firma del trattato di Maastricht, che istituisce l’Unione europea.
Cause
Tra le cause principali vi furono la crisi economica dei Paesi socialisti, incapaci di competere con le economie occidentali, e la crescente insoddisfazione delle popolazioni per la mancanza di libertà. Movimenti come Solidarność mostrarono che era possibile organizzare un’opposizione di massa.
Decisiva fu la scelta di Michail Gorbaciov di non intervenire militarmente per sostenere i governi comunisti alleati, a differenza di quanto l’URSS aveva fatto in Ungheria nel 1956 e in Cecoslovacchia nel 1968. Anche la diffusione delle informazioni tramite televisione e radio occidentali contribuì a rendere visibili le differenze tra i due blocchi.
Conseguenze
La caduta dei regimi comunisti portò alla nascita di democrazie parlamentari e di economie di mercato nell’Europa centro-orientale, con una transizione spesso difficile, segnata da disoccupazione e disuguaglianze. La Germania tornò a essere un unico Stato.
Negli anni successivi molti Paesi dell’ex blocco orientale entrarono nella NATO e nell’Unione europea, in particolare con l’allargamento del 2004. La fine della divisione non fu però ovunque pacifica: la dissoluzione della Jugoslavia portò alle guerre degli anni Novanta.
Anche gli equilibri internazionali cambiarono: con la fine dell’URSS nacquero o tornarono indipendenti numerosi Stati, tra cui le repubbliche baltiche, l’Ucraina e la Bielorussia, e gli Stati Uniti rimasero per un periodo l’unica superpotenza globale. Il tema dei rapporti tra la Russia e i Paesi dell’ex blocco orientale è rimasto centrale fino a oggi.
Perché è importante
Il 1989 è considerato da molti storici la fine della guerra fredda in Europa e l’inizio di una nuova fase della storia del continente. Le scelte di quegli anni spiegano gran parte della geografia politica attuale dell’Europa. Per approfondire leggi la scheda sulla caduta del Muro di Berlino e la cronologia dell’Unione europea dal 1992.
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