Riassunto · Prima
Questo riassunto sulla polis greca spiega che cos’era la città-stato dei Greci e come funzionava. La polis nasce nell’età arcaica, tra l’VIII e il VII secolo a.C., quando villaggi vicini si uniscono in una sola comunità. Era piccola: spesso poche migliaia di abitanti. Ma era indipendente, aveva leggi, divinità protettrici, moneta ed esercito propri. Nel mondo greco ce n’erano centinaia.
Date e passaggi chiave
VIII secolo a.C.: sinecismo, cioè l’unione dei villaggi in un’unica città.
VII secolo a.C.: si afferma la falange degli opliti e compaiono le prime leggi scritte.
VI secolo a.C.: lotte tra aristocratici e popolo, tirannidi e riforme.
V secolo a.C.: massimo sviluppo, con Atene democratica e Sparta oligarchica.
Com’era fatta
La polis comprendeva la città e la campagna intorno, la chora, dove vivevano molti contadini. Sull’acropoli, la parte alta e fortificata, sorgevano i templi. L’agorà era la piazza del mercato e delle assemblee, il cuore della vita pubblica, dove si discuteva, si commerciava e si amministrava la giustizia.
Chi era cittadino
Non tutti gli abitanti erano cittadini. Lo erano solo i maschi adulti liberi, figli di cittadini, che potevano votare, ricoprire cariche e combattere per la città. Le donne non avevano diritti politici; gli stranieri residenti, come i meteci ad Atene, lavoravano e pagavano tasse ma non votavano e non potevano possedere terra; gli schiavi non avevano alcun diritto. Essere cittadino significava anche avere doveri: difendere la polis in armi e partecipare ai culti.
Le istituzioni e i conflitti
Quasi ovunque c’erano un’assemblea dei cittadini, un consiglio ristretto e alcuni magistrati. Cambiava però chi aveva davvero il potere. Nelle aristocrazie e nelle oligarchie comandavano pochi ricchi; nelle tirannidi un solo uomo; nella democrazia tutti i cittadini. Il passaggio da una forma all’altra fu spesso violento, perché i contadini indebitati e i nuovi ricchi chiedevano spazio contro le vecchie famiglie nobili.
Le conseguenze
Il forte attaccamento alla propria città rese i Greci liberi e creativi, ma anche sempre divisi: le poleis non riuscirono mai a unirsi in uno Stato unico. Proprio questa debolezza permise poi ai Macedoni di conquistarle. L’idea di cittadini che decidono insieme le leggi è però una delle eredità più importanti per noi.
La spiegazione completa è nella pagina sulla polis greca. I due modelli opposti sono Sparta e Atene; il contesto è nel riassunto sull’età arcaica. Gli altri argomenti sono nell’indice per la prima.