Sparta

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Sparta: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Antica Grecia

Sparta era una polis greca del Peloponneso, nella regione della Laconia, famosa per il suo esercito e per un modo di vivere interamente dedicato alla guerra. Tra il VI e il IV secolo avanti Cristo fu la principale potenza militare della Grecia: guidò i Greci contro i Persiani, sconfisse Atene nella guerra del Peloponneso, e fu a sua volta battuta da Tebe a Leuttra nel 371 a.C. I suoi abitanti si chiamavano Spartani, o Lacedemoni: per questo sui loro scudi c’era una lettera, la lambda, Λ.

Gran parte di ciò che sappiamo di Sparta viene da autori non spartani, soprattutto ateniesi, che la ammiravano o la detestavano. Gli Spartani scrivevano pochissimo. Anche questo, in fondo, è un dato storico.

Una città senza mura

Chi arrivava a Sparta nel V secolo a.C. rimaneva sorpreso. Non c’erano grandi templi di marmo, né un’acropoli monumentale, né mura. Era un insieme di cinque villaggi nella valle del fiume Eurota. Lo storico ateniese Tucidide scrisse che, se un giorno Sparta fosse stata abbandonata, i posteri non avrebbero mai creduto, guardandone le rovine, che fosse stata così potente. Aveva ragione. Le mura, dicevano gli Spartani, erano i loro uomini.

Spartiati, perieci e iloti: una società divisa in tre

Per capire Sparta bisogna partire da qui. Nell’VIII e nel VII secolo a.C. gli Spartani conquistarono la Laconia e poi la vicina e fertile Messenia, dopo lunghe guerre. Le popolazioni vinte furono ridotte alla condizione di iloti: contadini legati alla terra, che la coltivavano e consegnavano una parte del raccolto ai padroni. Non erano schiavi privati, appartenevano in un certo senso allo Stato. Ed erano molto più numerosi dei loro padroni, forse sette volte tanto.

Al vertice c’erano gli spartiati, i cittadini a pieno titolo, forse qualche migliaio. Non lavoravano: erano soldati di professione. In mezzo c’erano i perieci, “quelli che abitano intorno”: liberi, ma senza diritti politici, che si occupavano di artigianato e commercio e combattevano nell’esercito. L’intera vita di Sparta era costruita per mantenere questo equilibrio, e soprattutto per evitare la rivolta degli iloti. Ogni anno, racconta Plutarco, gli efori dichiaravano formalmente guerra agli iloti, così che ucciderne uno non fosse considerato un delitto.

Come era governata: due re, gli efori e la gerusia

La costituzione di Sparta veniva attribuita a un legislatore leggendario, Licurgo, di cui non sappiamo neppure se sia esistito. Era un sistema misto, che i filosofi greci ammiravano proprio per il suo equilibrio.

C’erano due re, di due famiglie diverse, gli Agiadi e gli Euripontidi, che comandavano l’esercito e avevano funzioni religiose. La gerusia era un consiglio di 28 anziani sopra i sessant’anni, più i due re, eletti a vita. L’apella era l’assemblea di tutti gli spartiati sopra i trent’anni, che votava per acclamazione, gridando: vinceva chi gridava più forte. Infine c’erano i cinque efori, magistrati eletti ogni anno, con poteri enormi: controllavano i re, l’educazione, la vita pubblica. Due di loro accompagnavano sempre il re in guerra.

L’agoghè: l’educazione spartana

Un neonato spartano, secondo Plutarco, veniva esaminato dagli anziani. Se era debole o malformato, era abbandonato sul monte Taigeto. Gli archeologi, a dire il vero, non hanno trovato ossa di neonati nella gola indicata dalla tradizione, solo di adulti, e alcuni studiosi pensano che la storia sia esagerata. Ma il messaggio è chiaro: il bambino apparteneva prima alla città che alla famiglia.

A sette anni i maschi lasciavano la famiglia ed entravano nell’agoghè, l’educazione di Stato. Vivevano in gruppi, camminavano scalzi, dormivano su giacigli di canne raccolte da soli, ricevevano un solo mantello all’anno e poco cibo. Erano incoraggiati a rubare, per imparare l’astuzia, ma puniti duramente se venivano scoperti. Famoso il racconto del ragazzo che aveva nascosto sotto il mantello una volpe rubata e si lasciò rodere il ventre piuttosto che confessare. Imparavano a leggere quel tanto che bastava, e a parlare poco: da qui l’aggettivo “laconico”.

A vent’anni diventavano soldati, a trenta cittadini con pieni diritti. Ma continuavano a mangiare ogni sera nei pasti comuni, i sissizi, con il celebre “brodo nero” a base di sangue e aceto, e a dormire in caserma fino ai trent’anni, anche se sposati.

Le donne di Sparta

Qui Sparta sorprende davvero. Le ragazze facevano ginnastica, correvano, lottavano, all’aperto, cosa che scandalizzava gli altri Greci. Lo scopo dichiarato era avere madri forti che generassero figli forti. Le donne spartane potevano possedere terre ed ereditare: secondo Aristotele, nel IV secolo, ne possedevano circa due quinti. Gestivano la casa e le proprietà mentre gli uomini erano in guerra. Una madre, si racconta, consegnava lo scudo al figlio dicendogli: “Torna con questo, o sopra questo”. Cioè vincitore, oppure morto.

L’esercito e le Termopili

La falange spartana era la migliore della Grecia. I suoi soldati, con il mantello rosso, si allenavano tutta la vita e marciavano al suono del flauto, in silenzio. Non fuggivano mai, o almeno così voleva la loro fama.

Il momento più celebre è la battaglia delle Termopili, nel 480 a.C., durante le guerre persiane. Il re Leonida, con trecento spartiati e qualche migliaio di altri Greci, difese per tre giorni uno stretto passaggio contro l’enorme esercito di Serse, finché un traditore non mostrò ai Persiani un sentiero per aggirarli. Leonida e i suoi morirono quasi tutti. Sul luogo fu posta un’iscrizione: “Straniero, annuncia agli Spartani che qui giacciamo, obbedienti alle loro leggi”.

Il declino di Sparta

Dopo aver vinto la guerra del Peloponneso contro Atene nel 404 a.C., Sparta dominò la Grecia per circa trent’anni. Ma il numero dei cittadini continuava a calare: chi non riusciva più a pagare la propria quota per i pasti comuni perdeva i diritti, e le terre si concentravano nelle mani di pochi. Nel 371 a.C. a Leuttra l’esercito spartano fu sconfitto da Tebe, e poco dopo la Messenia fu liberata. Senza iloti, il sistema crollò.

Per il quadro generale vedete la scheda sulla polis. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

Le voci di Wikipedia “Sparta” e “Licurgo”. Tra le fonti antiche, Plutarco, Vita di Licurgo, Senofonte, La costituzione degli Spartani, ed Erodoto, libro VII delle Storie, per le Termopili.

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