Conflitto patrizi-plebei: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo riassunto sul conflitto tra patrizi e plebei racconta la lunga lotta politica che attraversò Roma nei primi due secoli della repubblica, dal 494 al 287 a.C. circa. I patrizi erano le famiglie aristocratiche, poche e ricche, che possedevano la maggior parte delle terre e tutte le cariche. I plebei erano la maggioranza: contadini, artigiani, commercianti, alcuni anche benestanti, ma senza potere politico.

Date chiave

494 a.C.: prima secessione della plebe sul Monte Sacro; nascono i tribuni della plebe.

451-450 a.C.: leggi delle XII Tavole.

445 a.C.: legge Canuleia, permessi i matrimoni tra patrizi e plebei.

367 a.C.: leggi Licinie Sestie, un console può essere plebeo.

326 a.C.: abolita la schiavitù per debiti.

287 a.C.: legge Ortensia, le decisioni della plebe valgono per tutti.

Le cause

I plebei chiedevano tre cose. Volevano protezione contro i debiti, perché chi non pagava poteva diventare schiavo del creditore. Volevano leggi scritte, dato che le regole erano conosciute e interpretate solo dai sacerdoti patrizi. E volevano una parte delle terre conquistate e l’accesso alle magistrature, visto che combattevano nell’esercito come i patrizi.

Lo strumento della secessione

La loro arma più forte fu lo sciopero. Durante una guerra i plebei abbandonarono Roma e si ritirarono sul Monte Sacro: senza di loro l’esercito non poteva combattere. Secondo la tradizione, il patrizio Menenio Agrippa li convinse a tornare con l’apologo delle membra e dello stomaco, spiegando che ogni parte del corpo ha bisogno delle altre. I patrizi dovettero però concedere i tribuni della plebe, magistrati inviolabili che potevano bloccare con il veto le decisioni contrarie alla plebe.

Le conquiste dei plebei

Poco a poco i plebei ottennero le leggi delle XII Tavole, esposte nel Foro perché tutti potessero conoscerle, il diritto di sposare patrizi, l’accesso al consolato e alle altre cariche, la fine della schiavitù per debiti. Con la legge Ortensia i plebisciti, cioè le delibere delle assemblee della plebe, divennero leggi valide per tutti.

Le conseguenze

Lo scontro finì senza guerra civile, con un compromesso. I plebei più ricchi entrarono nel governo e si unirono ai patrizi formando una nuova classe dirigente, la nobilitas. Roma uscì più unita e più forte, pronta a conquistare l’Italia; ma i plebei poveri restarono esclusi dal potere reale, e il problema delle terre tornerà con i Gracchi.

La spiegazione completa è nella pagina sul conflitto patrizi-plebei. Il quadro delle istituzioni è nel riassunto sulla repubblica romana; la crisi successiva nella pagina sulle riforme dei Gracchi. Tutti gli argomenti sono nell’indice per la prima.

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