Dèi egizi: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo è il riassunto sugli dèi egizi e sulla religione dell’antico Egitto. Gli Egizi erano politeisti: veneravano centinaia di divinità, spesso rappresentate con corpo umano e testa di animale. Credevano in una vita dopo la morte e dedicavano un’enorme cura alla sepoltura. La religione era legata strettamente alla natura, al Nilo e al potere del faraone, e restò viva per oltre tremila anni.

Gli dèi principali

Ra, il dio sole, rappresentato con testa di falco e il disco solare: ogni giorno attraversava il cielo su una barca e ogni notte il mondo sotterraneo. Amon, il dio nascosto di Tebe, che nel Nuovo Regno si fuse con Ra diventando Amon-Ra, re degli dèi. Osiride, dio dei morti e della rinascita, raffigurato come una mummia con la pelle verde, colore della vegetazione. Iside, sua sposa, dea madre e maga. Horo, loro figlio, con testa di falco, protettore del faraone. Seth, dio del deserto e del caos. Anubi, con testa di sciacallo, protettore dell’imbalsamazione. Thot, con testa di ibis, dio della scrittura e della sapienza. Bastet, dea gatta della casa e della gioia.

Il mito di Osiride

È il mito più importante. Osiride, re buono dell’Egitto, viene ucciso dal fratello geloso Seth, che ne fa a pezzi il corpo e lo sparge per tutto il paese. Iside ritrova i pezzi, ricompone il corpo con l’aiuto di Anubi, creando la prima mummia, e lo riporta in vita quanto basta per concepire un figlio, Horo. Osiride diventa re dell’aldilà; Horo, cresciuto, sconfigge Seth e diventa re della terra. Il mito spiegava la morte e la rinascita della natura con la piena del Nilo, e la legittimità del faraone, considerato un nuovo Horo.

Templi e sacerdoti

Gli dèi abitavano nei templi, dove la loro statua veniva lavata, vestita e nutrita ogni giorno dai sacerdoti. La gente comune non entrava nelle stanze più interne. Durante le grandi feste però la statua usciva in processione su una barca sacra, e il popolo poteva vederla. I templi erano anche centri economici, con terre, magazzini, artigiani: quelli di Amon a Tebe diventarono ricchissimi.

La vita dopo la morte

Per gli Egizi la vita continuava dopo la morte, ma solo se il corpo veniva conservato: per questo nasce la mummificazione, che durava circa settanta giorni. Il defunto doveva poi affrontare il giudizio di Osiride. Il suo cuore veniva pesato su una bilancia contro una piuma, simbolo della maat, la verità e la giustizia. Se il cuore era leggero, il morto entrava nei Campi dei giunchi, un paradiso simile all’Egitto. Se era pesante di colpe, veniva divorato da un mostro, Ammit. Il Libro dei morti, un insieme di formule scritte su papiro, aiutava il defunto a superare le prove.

Le conseguenze

La religione dava forma a tutta la civiltà egizia: l’arte, le piramidi, la scrittura geroglifica, il potere del faraone. Il breve tentativo di Akhenaton di imporre un solo dio, Aton, fallì. Il culto di Iside invece si diffuse in tutto il Mediterraneo in epoca greca e romana, arrivando fino a Pompei. La religione egizia scomparve definitivamente solo con l’affermarsi del cristianesimo, tra IV e VI secolo d.C.

Per la spiegazione completa leggi la pagina sugli dèi egizi. Sul re-dio vedi il riassunto sui faraoni; sulla scrittura sacra, la pagina sui geroglifici. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

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