Riassunto · Prima
Ecco il riassunto sull’Esodo, uno degli episodi centrali della storia ebraica. Secondo la Bibbia, gli Ebrei, ridotti in schiavitù in Egitto, furono liberati sotto la guida di Mosè e, dopo quarant’anni nel deserto, arrivarono alle porte della terra di Canaan. Il racconto si trova nel libro dell’Esodo e nei tre libri successivi. Chi cerca di datarlo pensa di solito al XIII secolo a.C., all’epoca del faraone Ramesse II, ma non ci sono prove dirette.
Il racconto in breve
La schiavitù. Dopo la morte di Giuseppe, un nuovo faraone teme gli Ebrei diventati numerosi: li costringe ai lavori forzati e ordina di uccidere i neonati maschi.
Mosè. Un bambino viene messo in una cesta sul Nilo e salvato dalla figlia del faraone, che lo cresce a corte. Da adulto, Mosè fugge nel deserto, dove Dio gli parla da un roveto ardente e gli ordina di liberare il suo popolo.
Le dieci piaghe. Il faraone rifiuta, e l’Egitto è colpito da dieci flagelli, dall’acqua trasformata in sangue alle cavallette, fino alla morte dei primogeniti. Gli Ebrei si salvano segnando le porte con il sangue di un agnello: è l’origine della Pasqua ebraica, Pesach, “passaggio”.
Il passaggio del mare. Inseguiti dall’esercito egiziano, gli Ebrei attraversano il mare, che si apre davanti a loro e si richiude sugli inseguitori.
Il Sinai. Nel deserto, sul monte Sinai, Mosè riceve da Dio le tavole della Legge con i dieci comandamenti. L’alleanza con Abramo diventa un patto con tutto il popolo.
La terra promessa. Dopo quarant’anni di cammino, Mosè vede Canaan dal monte Nebo e muore. A guidare il popolo sarà Giosuè.
Che cosa dicono gli storici
Nessun documento egiziano parla di una fuga di schiavi ebrei o delle piaghe, e nel Sinai non ci sono tracce di un popolo numeroso accampato per decenni. La cifra biblica di 600.000 uomini, più donne e bambini, è considerata impossibile. Però alcuni dettagli sono plausibili: in Egitto lavoravano davvero gruppi di origine semitica, e la città di Pi-Ramses fu costruita da Ramesse II. La stele del faraone Merenptah, del 1208 a.C. circa, nomina per la prima volta un gruppo chiamato Israele, già presente in Canaan. Molti studiosi pensano che un piccolo gruppo fuggito dall’Egitto abbia portato il ricordo di una liberazione, diventato poi la storia di tutto il popolo.
Perché è importante
L’Esodo è il cuore dell’identità ebraica: viene ricordato ogni anno a Pesach, con il pane azzimo, perché gli Ebrei partirono così in fretta da non poter far lievitare il pane. I dieci comandamenti sono alla base della morale ebraica e cristiana. E l’idea di un Dio che sta dalla parte degli schiavi contro il re più potente ha ispirato nei secoli molti movimenti di liberazione, dagli schiavi afroamericani a Martin Luther King.
Per la spiegazione completa leggi la pagina sull’Esodo. Gli antenati sono nel riassunto sui patriarchi; il seguito nella pagina sul regno di Israele. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.