Cartagine

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Devi ripassare in fretta? Leggi Cartagine: riassunto breve, con date, cause e conseguenze. Qui sotto trovi invece la spiegazione completa.

Età antica · Fenici

Cartagine fu una città fondata dai Fenici di Tiro, secondo la tradizione nell’814 avanti Cristo, sulla costa dell’attuale Tunisia, vicino a Tunisi. Divenne la più grande potenza commerciale e navale del Mediterraneo occidentale, con colonie in Sicilia, Sardegna, Spagna e Nord Africa, finché fu distrutta dai Romani nel 146 a.C., al termine della terza guerra punica. Il nome, in fenicio Qart-hadasht, significa semplicemente “città nuova”.

Conosciamo Cartagine quasi solo attraverso gli occhi dei suoi nemici, Greci e Romani. È bene ricordarlo leggendo tutto quello che segue.

La leggenda di Didone e della pelle di bue

La storia della fondazione è una delle più belle del mondo antico. Elissa, principessa di Tiro, fugge dalla città dopo che il fratello, il re Pigmalione, le ha ucciso il marito per impadronirsi delle sue ricchezze. Con un gruppo di fedeli arriva sulla costa africana e chiede al re del luogo un po’ di terra. Lui, ironico, le concede quanta ne può coprire una pelle di bue.

Elissa taglia la pelle in strisce sottilissime e circonda con esse un’intera collina. Su quella collina, chiamata Byrsa, che in greco vuol dire proprio “pelle”, sorgerà la cittadella. Virgilio, nell’Eneide, la chiama Didone e racconta il suo amore infelice per Enea: quando l’eroe troiano la abbandona per andare in Italia, lei si uccide maledicendo i suoi discendenti. Un modo poetico per spiegare l’odio tra Roma e Cartagine.

Da colonia di Tiro a capitale di un impero

Per un paio di secoli Cartagine fu una delle tante colonie fenicie, legata alla madrepatria e al dio Melqart di Tiro. Poi, nel VI secolo a.C., Tiro viene indebolita da Babilonesi e Persiani, e le colonie occidentali hanno bisogno di un nuovo protettore. Cartagine prende il suo posto.

Il suo dominio si estende sulla Sicilia occidentale, con Mozia e Palermo; sulla Sardegna, che diventa un granaio e una riserva di metalli; su Ibiza, sulle Baleari, sulla costa meridionale della Spagna con le sue miniere d’argento. Nel 509 a.C., secondo lo storico greco Polibio, Cartagine firma un trattato con la giovane Repubblica romana per dividersi le zone di commercio. In quel momento Roma è una città di provincia, Cartagine una metropoli.

Com’era la città: il porto circolare

Nel suo periodo d’oro Cartagine aveva forse centinaia di migliaia di abitanti, anche se le stime variano molto. Case a più piani, strade lastricate, botteghe, cisterne, mura lunghissime. Il suo vanto erano i porti. Uno, rettangolare, per le navi mercantili. L’altro, circolare, per la flotta da guerra: al centro, su un’isola, c’era la sede dell’ammiraglio, e tutto intorno rimesse coperte che potevano ospitare circa 170-200 navi. Dall’esterno non si vedeva nulla. Le due lagune sono ancora riconoscibili oggi, nel quartiere di Cartagine a Tunisi.

Come era governata: i sufeti e il senato

Cartagine non aveva un re, almeno dopo i primi secoli. Era una repubblica guidata da un’oligarchia di grandi famiglie mercantili. Ogni anno venivano eletti due magistrati supremi, i sufeti, simili ai consoli romani. C’erano un consiglio di anziani, una specie di senato, un tribunale di cento giudici che controllava i generali e un’assemblea del popolo.

Il filosofo greco Aristotele, nella Politica, la loda come una delle costituzioni meglio equilibrate del suo tempo. Detto da un greco, non è poco. Un punto debole però c’era: l’esercito. Cartagine combatteva soprattutto con mercenari, libici, iberici, galli, greci, pagati con le ricchezze del commercio. Funzionavano finché c’erano soldi. Dopo la prima guerra punica, quando la città non riuscì a pagarli, si ribellarono in una guerra feroce.

Esploratori e agricoltori

Oltre che mercanti, i Cartaginesi furono grandi esploratori. Verso il V secolo a.C. Annone guidò una spedizione lungo la costa atlantica dell’Africa, forse fino al golfo di Guinea: la relazione, tradotta in greco, parla di fiumi pieni di coccodrilli e di “uomini selvaggi coperti di peli”, che probabilmente erano scimpanzé o gorilla. Un altro navigatore, Imilcone, raggiunse le coste atlantiche dell’Europa in cerca di stagno.

E furono ottimi agricoltori. Un cartaginese di nome Magone scrisse un trattato di agricoltura in 28 libri, così apprezzato che, dopo la distruzione della città, il senato romano ne ordinò la traduzione in latino. Delle biblioteche cartaginesi è l’unica opera che i Romani vollero salvare.

La religione e il problema del tofet

I Cartaginesi veneravano soprattutto Baal Hammon e la dea Tanit. Fuori dalle mura c’era un’area sacra, il tofet, dove sono state trovate migliaia di urne con le ceneri di bambini piccolissimi e di animali, sotto stele votive. Gli autori greci e romani accusavano i Cartaginesi di sacrificare i propri figli.

È vero? Gli studiosi sono divisi, e non da ieri. Alcuni pensano che il tofet fosse un cimitero per bambini morti prima o subito dopo la nascita, molto frequenti nell’antichità. Altri, basandosi sulle iscrizioni che parlano di offerte agli dèi, ritengono che i sacrifici ci fossero, almeno in certi momenti. Il dibattito è aperto, e va presentato così.

Lo scontro con Roma e la fine

Quando Roma conquista l’Italia meridionale, la Sicilia diventa il punto di attrito. Ne seguono tre guerre puniche, dal 264 al 146 a.C.: la seconda è quella di Annibale, degli elefanti sulle Alpi e della battaglia di Canne. Alla fine della terza, nel 146 a.C., Scipione Emiliano conquista Cartagine dopo tre anni di assedio e combattimenti casa per casa. La città viene distrutta e i superstiti venduti come schiavi.

E il sale sparso sulle rovine? È una leggenda nata molto più tardi: nessun autore antico ne parla. Un secolo dopo, del resto, Giulio Cesare e poi Augusto rifondarono Cartagine come colonia romana, che divenne una delle città più grandi dell’impero. Qui, secoli dopo, sarebbe vissuto Agostino.

Le origini fenicie sono nella scheda sulle città fenicie. Il percorso completo è nell’indice per la prima.

Fonti per approfondire

La voce “Cartagine” di Wikipedia ripercorre la storia della città dalla fondazione alla rifondazione romana. Tra le fonti antiche, Polibio, Storie (libri I e III), e Virgilio, Eneide, libro IV, per la leggenda di Didone.

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