Città-stato della Mesopotamia: riassunto breve per la scuola

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Riassunto · Prima

Questo è il riassunto sulle città-stato della Mesopotamia, per ripassare in fretta. Una città-stato è una città indipendente che governa anche le campagne e i villaggi intorno, con un proprio re, un proprio dio protettore e un proprio esercito. In Mesopotamia, la terra tra Tigri ed Eufrate, le prime città-stato nascono tra il 3500 e il 2900 a.C. circa, soprattutto nel sud, abitato dai Sumeri. Le più importanti sono Uruk, Ur, Lagash, Umma, Kish ed Eridu.

Quando e dove

Il periodo di Uruk, tra il 4000 e il 3100 a.C., vede la crescita della prima grande città: Uruk arriva forse a 40.000 abitanti, con mura lunghe circa nove chilometri attribuite al leggendario re Gilgamesh. Nel periodo protodinastico, dal 2900 al 2350 a.C. circa, la Mesopotamia del sud è divisa in una ventina di città-stato rivali, finché Sargon di Akkad, verso il 2334 a.C., le unifica con la forza.

Perché nascono le città

Le cause sono legate all’ambiente. La pianura è fertile ma arida: senza irrigazione non si coltiva. Scavare e mantenere i canali richiede il lavoro di molte persone e un’autorità che lo organizzi. L’agricoltura irrigata produce più del necessario, e il surplus permette di mantenere persone che non coltivano: sacerdoti, scribi, artigiani, soldati. Così i villaggi crescono, si uniscono e diventano città.

Com’era fatta una città-stato

Al centro c’era il recinto sacro con il tempio del dio cittadino, spesso costruito sopra una ziqqurat, una torre a gradoni di mattoni crudi. Il tempio raccoglieva i prodotti, li conservava nei magazzini e li distribuiva come paga. Intorno, il palazzo del re, le case di mattoni, i laboratori degli artigiani, i mercati. Il tutto era circondato da mura. Fuori, i campi, i palmeti, i pascoli e i villaggi dipendenti.

Chi comandava

All’inizio il potere era forse nelle mani dei sacerdoti; poi si affermano capi militari che diventano re, chiamati lugal, “grande uomo”, o ensi, governatore. Il re si presentava come servitore del dio della città: costruiva templi, scavava canali, faceva giustizia, guidava l’esercito. La società era piramidale: re e sacerdoti al vertice, poi funzionari e scribi, mercanti e artigiani, contadini, e in fondo gli schiavi, spesso prigionieri di guerra.

Guerre tra città

Le città-stato combattevano spesso per l’acqua e per i confini dei campi. Il caso più famoso è la guerra tra Lagash e Umma, durata generazioni. La “stele degli avvoltoi”, oggi al Louvre, celebra la vittoria di Eannatum di Lagash, verso il 2450 a.C., con soldati in formazione serrata e avvoltoi che divorano i nemici caduti.

Le conseguenze

Dalle città-stato nascono innovazioni che cambiano la storia: la scrittura cuneiforme, nata per tenere i conti dei templi, le prime leggi, l’organizzazione burocratica, la specializzazione del lavoro. Ma la loro divisione le rende deboli: verso il 2334 a.C. vengono conquistate da Sargon, che crea l’impero degli Accadi. Il modello della città con il suo dio, il suo re e il suo territorio tornerà, in forme diverse, nella polis greca.

Per la spiegazione completa leggi la pagina sulle città-stato della Mesopotamia. Il popolo che le fondò è nel riassunto sui Sumeri. Tutti gli argomenti dell’anno sono nell’indice per la prima.

Una sezione è l’inizio di un percorso.

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