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L’arrivo dell’uomo sulla Luna avvenne il 20 luglio 1969, con la missione americana Apollo 11. Alle 22:17 ora italiana il modulo lunare Eagle si posò nel Mare della Tranquillità; poche ore dopo, nella notte fra il 20 e il 21, Neil Armstrong scese la scaletta e mise piede sul suolo lunare. In Italia era quasi l’alba del 21. Milioni di persone erano sveglie davanti al televisore, e chi c’era ricorda ancora la diretta della Rai con Tito Stagno in studio e Ruggero Orlando collegato da Houston, che litigarono in onda sul momento esatto dell’allunaggio.
Una gara nata dalla guerra fredda
La corsa allo spazio fu uno dei fronti della guerra fredda fra Stati Uniti e Unione Sovietica. All’inizio i sovietici erano in vantaggio: il 4 ottobre 1957 lanciarono lo Sputnik, il primo satellite artificiale, e il 12 aprile 1961 Jurij Gagarin fu il primo uomo a orbitare intorno alla Terra. Per gli americani fu uno shock, anche militare: un razzo capace di mettere in orbita un satellite poteva portare una bomba atomica.
Il 25 maggio 1961 il presidente John F. Kennedy annunciò al Congresso un obiettivo che sembrava folle: portare un uomo sulla Luna e riportarlo a casa sano e salvo prima della fine del decennio. Il programma Apollo arrivò a coinvolgere circa 400.000 persone fra tecnici, ingegneri e operai, secondo le stime della NASA, e costò circa 25 miliardi di dollari dell’epoca.
Il viaggio dell’Apollo 11
Il razzo Saturn V partì da Cape Kennedy, in Florida, il 16 luglio 1969. Era alto 110 metri, più di un palazzo di trenta piani. A bordo c’erano tre astronauti: il comandante Neil Armstrong, Edwin “Buzz” Aldrin e Michael Collins. Dopo tre giorni di viaggio entrarono in orbita lunare. Collins restò sul modulo di comando Columbia, mentre Armstrong e Aldrin scesero con l’Eagle.
La discesa fu più drammatica di quanto il pubblico sapesse. Il computer di bordo, con una memoria minuscola rispetto a un telefono di oggi, lanciava allarmi di sovraccarico; il punto di atterraggio previsto era pieno di massi, e Armstrong dovette pilotare a mano. Quando l’Eagle toccò il suolo, restava carburante per meno di un minuto di volo. “Houston, qui base Tranquillità. L’Aquila è atterrata”, comunicò Armstrong.
“Un piccolo passo per un uomo”
Scendendo dall’ultimo gradino Armstrong pronunciò la frase più famosa del Novecento: “È un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità”. Lui e Aldrin restarono fuori circa due ore e mezza. Piantarono una bandiera americana, raccolsero circa 21 chili di rocce e polvere, lasciarono strumenti scientifici e una targa: “Qui uomini dal pianeta Terra hanno messo piede per la prima volta sulla Luna. Luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità”. Il 24 luglio i tre astronauti ammararono nell’oceano Pacifico. Per precauzione, nel timore di microbi lunari, furono tenuti in quarantena per ventuno giorni in un container sigillato. Poi partì un giro trionfale in ventiquattro paesi, che toccò anche Roma, dove gli astronauti furono ricevuti in udienza da papa Paolo VI.
Dopo l’Apollo 11
Fra il 1969 e il 1972 altre cinque missioni arrivarono sulla Luna; in tutto dodici uomini hanno camminato sulla sua superficie, tutti americani. L’Apollo 13, nel 1970, dovette rinunciare dopo l’esplosione di un serbatoio e riuscì a tornare a terra per miracolo. Dopo l’Apollo 17 nessuno è più tornato. L’interesse del pubblico era calato, i costi erano enormi, e la gara con i sovietici, che avevano rinunciato ai voli umani lunari, era vinta.
Le rocce lunari hanno permesso agli scienziati di ricostruire l’origine della Luna. Molte tecnologie sviluppate per il programma sono passate nella vita di tutti i giorni. Come la conquista dell’Everest nel 1953, l’allunaggio fu insieme un’impresa di esplorazione e un simbolo politico.
E i dubbi sul “falso allunaggio”?
Ogni tanto qualcuno sostiene che le immagini siano state girate in uno studio. Le prove dicono il contrario: le centinaia di chili di rocce riportate dalle missioni Apollo, studiate da laboratori di tutto il mondo; i riflettori lasciati sulla superficie, che ancora oggi gli osservatori colpiscono con il laser per misurare la distanza Terra-Luna; le foto dei siti di atterraggio scattate dalle sonde moderne. Anche l’Unione Sovietica, che seguiva la missione con i suoi radar e aveva ogni interesse a smascherarla, non mise mai in dubbio l’allunaggio.
Domande frequenti
Chi è stato il primo uomo sulla Luna? Neil Armstrong, il 21 luglio 1969 (ora italiana); dopo di lui scese Buzz Aldrin.
Quanti uomini sono andati sulla Luna? Dodici, con sei missioni Apollo fra il 1969 e il 1972.
Fonti per approfondire
Pagina della NASA sulla missione Apollo 11.