Computer

Un percorso tematico per collegare luoghi, società, idee e trasformazioni storiche attraverso le schede dell’archivio.

Scienza, tecnologia e invenzioni

Il computer è una macchina che elabora informazioni seguendo un programma. Detto così sembra semplice, ma per arrivare al portatile che sta in uno zaino ci sono voluti quasi due secoli: ingranaggi, schede perforate, valvole grandi come lampadine, transistor e infine chip di silicio con miliardi di componenti. In mezzo c’è anche un pezzo importante di storia italiana, che molti studenti non conoscono.

Prima dell’elettronica: Babbage e Ada Lovelace

Nel 1837 il matematico inglese Charles Babbage progettò la “macchina analitica”, un calcolatore meccanico a vapore che doveva leggere istruzioni da schede perforate, come quelle dei telai Jacquard. Non fu mai completata: era troppo complessa per le officine dell’epoca. Nel 1843 Ada Lovelace, figlia del poeta Byron, tradusse un articolo sulla macchina scritto dall’ingegnere torinese Luigi Federico Menabrea e lo arricchì di note. In una di esse descrisse una procedura per calcolare i numeri di Bernoulli: per questo è spesso ricordata come la prima programmatrice.

La guerra e i primi calcolatori elettronici

Nel 1936 il giovane matematico Alan Turing descrisse, su carta, una macchina ideale capace di eseguire qualunque calcolo descrivibile con regole precise. Era un esperimento mentale, ma divenne la base teorica dell’informatica. Pochi anni dopo la Seconda guerra mondiale trasformò le idee in macchine. In Germania Konrad Zuse completò nel 1941 lo Z3, un calcolatore programmabile a relè. In Inghilterra, a Bletchley Park, il Colossus (1944) aiutava a decifrare i messaggi cifrati dell’alto comando tedesco.

Negli Stati Uniti l’ENIAC, presentato all’Università della Pennsylvania nel 1946, pesava circa 30 tonnellate e usava circa 18.000 valvole termoioniche. Occupava una stanza intera e per cambiargli programma bisognava spostare cavi e interruttori, un lavoro svolto in gran parte da sei programmatrici le cui storie sono state riscoperte solo di recente.

Transistor e circuiti integrati

Le valvole scaldavano e si bruciavano di continuo. La svolta arrivò nel 1947 nei Bell Labs, con il transistor: più piccolo, più affidabile, quasi senza consumi. Alla fine degli anni Cinquanta si riuscì a mettere più transistor su un’unica piastrina, il circuito integrato. Da allora il numero di componenti su un chip ha continuato a crescere, raddoppiando a intervalli regolari per decenni, come aveva previsto Gordon Moore nel 1965.

L’Italia e l’Olivetti

Ivrea, già famosa per le macchine da scrivere (lo racconta la pagina sulla storia della scrittura), negli anni Cinquanta entra nell’elettronica. Adriano Olivetti affida a un gruppo guidato dall’ingegnere Mario Tchou il progetto dell’Elea 9003, presentato nel 1959: uno dei primi grandi calcolatori interamente a transistor prodotti in serie. Nel 1965 l’Olivetti presenta a New York la Programma 101, progettata da Pier Giorgio Perotto: una calcolatrice programmabile da scrivania, considerata da molti un antenato del personal computer. La NASA ne acquistò alcuni esemplari per i calcoli delle missioni Apollo.

La storia dell’Elea ha anche un finale amaro. Nel 1960 morì Adriano Olivetti e l’anno dopo Mario Tchou perse la vita in un incidente stradale, a 37 anni. Nel 1964 la divisione elettronica fu ceduta all’americana General Electric. Gli storici discutono ancora se l’Italia abbia perso in quegli anni l’occasione di diventare uno dei protagonisti dell’informatica mondiale: la domanda resta aperta, ma i nomi di Tchou e Perotto meritano di essere conosciuti a scuola.

Anche il microprocessore ha un padre italiano: Federico Faggin, nato a Vicenza, guidò alla Intel la progettazione del 4004, uscito nel 1971. Era un intero processore su un solo chip.

Il personal computer entra nelle case

Con il microprocessore il computer diventa abbastanza piccolo ed economico per un tavolo. Nel 1977 esce l’Apple II, nel 1981 il PC dell’IBM, nel 1984 il Macintosh con il mouse e le finestre. Negli anni Ottanta in molte case italiane arriva il Commodore 64, usato soprattutto per i videogiochi. Dagli anni Novanta, con il world wide web inventato da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra, il computer diventa una porta d’accesso a internet. Oggi smartphone e tablet sono computer a tutti gli effetti, e su queste macchine si basano anche i sistemi di intelligenza artificiale.

Che cosa ha cambiato

Il computer ha cambiato il lavoro negli uffici, nelle banche, nelle fabbriche, ma anche la scuola e il tempo libero. Ha reso possibili le previsioni del tempo, la genetica moderna, le missioni spaziali. Ha posto anche domande nuove: chi controlla i dati personali, come difendersi dagli attacchi informatici, che cosa succede ai lavori sostituiti dall’automazione. Come era accaduto con la stampa e con l’elettricità, una tecnologia nata per pochi specialisti è diventata parte della vita di tutti.

Domande frequenti

Qual è stato il primo computer? Dipende da cosa si intende: lo Z3 di Zuse (1941) fu il primo calcolatore programmabile funzionante, l’ENIAC (1946) uno dei primi interamente elettronici.

Che cos’era la Programma 101? Una calcolatrice programmabile da scrivania dell’Olivetti, presentata nel 1965, spesso indicata come antenata del personal computer.

Fonti per approfondire

Voce Computer nell’Enciclopedia dei ragazzi Treccani.

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