Eventi e Guerre · Trattati e conquiste
La pace di Westfalia è il nome con cui si indicano i trattati firmati nel 1648 nelle città di Münster e Osnabrück, in Westfalia, che misero fine alla guerra dei Trent’anni. Era cominciata nel 1618 a Praga come conflitto religioso fra cattolici e protestanti dentro il Sacro Romano Impero ed era diventata una guerra europea per il predominio, con Svezia, Francia e Spagna in campo. Quando finì, intere regioni della Germania erano spopolate.
Perché due città e cinque anni di trattative
I negoziati cominciarono nel 1643 e durarono quasi cinque anni, mentre si continuava a combattere. Si scelsero due città vicine perché le delegazioni non volevano sedersi allo stesso tavolo: a Münster, cattolica, trattavano l’imperatore e la Francia, con la mediazione del nunzio pontificio Fabio Chigi e dell’ambasciatore veneziano Alvise Contarini; a Osnabrück, protestante, l’imperatore e la Svezia. Arrivarono decine di delegazioni, con segretari, cuochi, servitori. Solo stabilire chi dovesse entrare per primo in una stanza o chi meritasse il titolo di “eccellenza” richiese mesi di discussioni. Era il primo grande congresso di pace dell’Europa moderna.
Che cosa stabilivano i trattati
Il 30 gennaio 1648, a Münster, la Spagna riconobbe l’indipendenza delle Province Unite, cioè dell’Olanda, dopo ottant’anni di guerra. Il 24 ottobre furono firmati i due trattati principali. La Svezia ottenne la Pomerania occidentale e i territori di Brema e Verden, sulla costa del Mare del Nord e del Baltico. La Francia, guidata dalla politica avviata dal cardinale Richelieu e proseguita da Mazzarino, vide confermati i vescovati di Metz, Toul e Verdun e ottenne diritti in Alsazia. Venne riconosciuta anche l’indipendenza della Confederazione svizzera dall’Impero.
Di quel giorno abbiamo un’immagine precisa. Il pittore olandese Gerard ter Borch era a Münster e dipinse il giuramento della pace fra Spagna e Province Unite, il 15 maggio 1648, nella sala del municipio: i delegati olandesi alzano la mano destra, quelli spagnoli giurano sul Vangelo. Il quadro, piccolo e affollatissimo di volti riconoscibili, è oggi alla National Gallery di Londra. La sala, chiamata “Sala della pace”, si può ancora visitare.
Dentro l’Impero, i circa trecento principati tedeschi ottennero il diritto di stringere alleanze con potenze straniere, purché non contro l’imperatore. Il potere imperiale ne uscì molto indebolito: l’Impero restò in piedi fino al 1806, ma come una federazione di stati quasi sovrani.
La questione religiosa
Un secolo prima, la pace di Augusta del 1555 aveva stabilito il principio cuius regio, eius religio: ogni principe sceglieva fra cattolicesimo e luteranesimo, e i sudditi dovevano seguirlo. Westfalia confermò quel sistema ma lo corresse in due punti. Riconobbe anche i calvinisti, esclusi ad Augusta, e fissò un “anno normale”, il 1624: i beni ecclesiastici e la confessione di ogni territorio restavano come erano in quell’anno. In pratica, si smetteva di usare la guerra per cambiare la religione degli altri, conflitto aperto dalla Riforma protestante di Martin Lutero.
Il papa Innocenzo X non accettò queste clausole. Con il breve Zelo domus Dei le dichiarò nulle, ma la protesta non ebbe alcun effetto pratico: era il segno che la politica europea ormai si decideva senza Roma.
Il “sistema westfaliano”: mito o realtà?
Nei manuali si legge spesso che a Westfalia nacque il moderno sistema degli stati sovrani, uguali fra loro e non soggetti a un’autorità superiore. Gli storici oggi sono più prudenti. I trattati non parlano mai di “sovranità” in questo senso, e l’Impero continuò a esistere con i suoi tribunali. L’idea di un “ordine westfaliano” è in gran parte una costruzione successiva, utile ai giuristi dell’Ottocento e del Novecento. Resta vero però che nel 1648 l’Europa accettò di convivere con più confessioni religiose e con un equilibrio fra potenze, lo stesso principio che tornerà, in forme diverse, al congresso di Vienna del 1815.
Un prezzo altissimo
La pace arrivò dopo trent’anni di eserciti mercenari che vivevano saccheggiando le campagne, di epidemie e di carestie. Le stime variano molto, ma molti storici calcolano che i territori tedeschi persero fra un quinto e un terzo della popolazione. Magdeburgo, presa e incendiata nel 1631, passò da circa 25.000 abitanti a poche migliaia. Per questo, alla notizia della pace, in molte città si suonarono le campane e si celebrarono messe e funzioni di ringraziamento, cattoliche e protestanti.
Domande frequenti
Quando fu firmata la pace di Westfalia? I trattati principali il 24 ottobre 1648, a Münster e Osnabrück; la pace fra Spagna e Province Unite il 30 gennaio dello stesso anno.
Chi ci guadagnò di più? Francia e Svezia, che ottennero territori, e i principi tedeschi, che diventarono quasi indipendenti dall’imperatore.
Fonti per approfondire
Testo del trattato di Münster (traduzione inglese, Avalon Project, Yale Law School); voce Peace of Westphalia dell’Encyclopaedia Britannica.