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New Deal

Epoca:

Il New Deal (“nuovo corso”) è il programma di riforme economiche e sociali con cui il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt affrontò la Grande depressione, dal 1933 alla fine degli anni Trenta. Per la prima volta il governo federale intervenne in modo massiccio nell’economia: salvò le banche, creò milioni di posti di lavoro con opere pubbliche, sostenne i prezzi agricoli e introdusse le pensioni e il sussidio di disoccupazione. Non cancellò la crisi da solo, ma cambiò per sempre il rapporto tra Stato e cittadini negli Stati Uniti.

Il contesto: la Grande depressione

Tutto cominciò con il crollo di Wall Street del 1929, il “giovedì nero” del 24 ottobre. In pochi anni la crisi della borsa diventò crisi delle banche, delle fabbriche, delle campagne. Quando Roosevelt entrò in carica, il 4 marzo 1933, il sistema bancario era al collasso e quasi un lavoratore su quattro era disoccupato: circa 12,8 milioni di persone.

Le immagini di quegli anni sono rimaste famose. Le file davanti alle mense dei poveri. Le baraccopoli fatte di lamiere e cassette, chiamate ironicamente “Hooverville” dal nome del presidente Herbert Hoover, accusato di non fare abbastanza. Le famiglie di contadini delle Grandi Pianure che, rovinate dalla siccità e dalle tempeste di polvere, caricavano tutto su un camion e partivano per la California: è la storia raccontata da John Steinbeck in Furore. Per un quadro più ampio vedi la scheda sulla crisi del 1929.

Chi era Franklin Delano Roosevelt

Franklin Delano Roosevelt, democratico, veniva da una ricca famiglia di New York. Nel 1921 la poliomielite gli aveva tolto l’uso delle gambe, ma non aveva abbandonato la politica: fu governatore dello Stato di New York e poi, nel novembre 1932, vinse nettamente le elezioni presidenziali contro Hoover. Nel discorso di accettazione della candidatura aveva promesso “un New Deal per il popolo americano”. Fu eletto quattro volte, unico caso nella storia degli Stati Uniti.

I primi cento giorni

Roosevelt partì subito. Nel discorso di insediamento pronunciò la frase rimasta celebre: “l’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa”. Due giorni dopo chiuse tutte le banche del Paese con una “vacanza bancaria”, per fermare la corsa agli sportelli; riaprirono solo quelle giudicate solide. Nei primi cento giorni il Congresso approvò un pacchetto di leggi senza precedenti.

Per spiegare le sue scelte Roosevelt parlava agli americani alla radio, in trasmissioni chiamate “chiacchierate al caminetto” (fireside chats). Era un modo nuovo di fare politica, diretto e personale.

Le misure del New Deal

Il New Deal creò così tante nuove agenzie federali, indicate con le iniziali, che i giornali parlarono di “zuppa di lettere”. Ecco le più importanti:

  • AAA (Agricultural Adjustment Administration, 1933): pagava i contadini per ridurre la produzione e far risalire i prezzi agricoli.
  • CCC (Civilian Conservation Corps, 1933): dava lavoro ai giovani disoccupati in progetti di rimboschimento e tutela dell’ambiente.
  • TVA (Tennessee Valley Authority, 1933): costruì dighe e centrali nella valle del Tennessee, portando l’elettricità in zone rurali poverissime.
  • NRA (National Recovery Administration, 1933): fissava con le imprese codici su prezzi, salari e orari.
  • FDIC (1933): garantiva i depositi bancari, per ridare fiducia ai risparmiatori.
  • SEC (1934): controllava la borsa per evitare nuove speculazioni.
  • WPA (Works Progress Administration, 1935): impiegò milioni di persone in strade, ponti, scuole, ma anche artisti, scrittori e fotografi.

Il secondo New Deal e lo Stato sociale

Dal 1935 Roosevelt spinse riforme più profonde, che gli storici chiamano “secondo New Deal”. Il Social Security Act (1935) introdusse per la prima volta negli Stati Uniti pensioni di vecchiaia e un’assicurazione contro la disoccupazione. Il Wagner Act (1935) riconobbe ai lavoratori il diritto di organizzarsi in sindacati e di contrattare collettivamente. Nel 1938 una legge fissò un salario minimo federale e un orario massimo di lavoro.

Dietro queste scelte c’era un’idea che l’economista britannico John Maynard Keynes avrebbe sistemato in teoria nel 1936: in una crisi lo Stato deve spendere, anche a debito, per sostenere la domanda e far ripartire l’economia.

Lo scontro con la Corte Suprema

Non tutti erano d’accordo. Gli imprenditori accusavano Roosevelt di socialismo, una parte della sinistra di non fare abbastanza. La Corte Suprema dichiarò incostituzionali due pilastri del primo New Deal: la legge sulla ripresa industriale (NIRA) nel 1935 e la legge agricola (AAA) nel 1936. Roosevelt, rieletto trionfalmente nel 1936, propose di aumentare il numero dei giudici per avere una Corte più favorevole, ma il piano fu respinto dal Congresso. Le leggi furono comunque riscritte e salvate.

Il New Deal funzionò?

È la domanda più frequente, e la risposta non è un sì o un no. La disoccupazione scese molto dal picco del 1933, la produzione risalì e il sistema bancario si stabilizzò. Ma nel 1937-1938, quando il governo tagliò la spesa, ci fu una nuova recessione. Molti storici ritengono che la piena occupazione sia tornata solo con la mobilitazione per la Seconda guerra mondiale.

Quello che è certo è che il New Deal cambiò gli Stati Uniti: lo Stato federale diventò responsabile del benessere dei cittadini, le pensioni pubbliche e la garanzia dei depositi esistono ancora oggi. E dimostrò che si poteva uscire dalla crisi senza rinunciare alla democrazia, proprio negli anni in cui in Europa trionfavano fascismo e nazismo. Per proseguire, vedi la scheda sugli Stati Uniti nel Novecento.

Date principali

  • 24 ottobre 1929: giovedì nero a Wall Street.
  • Novembre 1932: Roosevelt eletto presidente.
  • 4 marzo 1933: insediamento e inizio dei “cento giorni”.
  • 1935: Social Security Act e Wagner Act.
  • 1935-1936: la Corte Suprema boccia NIRA e AAA.
  • 1937-1938: nuova recessione.

Il New Deal si studia in quinta, subito dopo la crisi del 1929: trovi la posizione nell’indice di storia per la quinta superiore.

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