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Rivoluzione russa

Epoca:

Quadro storico e date

Con Rivoluzione russa si indica il processo politico e sociale che nel 1917 abbatté l’autocrazia zarista e portò i bolscevichi al potere. Non fu un singolo episodio, ma una sequenza di crisi, insurrezioni e guerre che trasformò l’Impero russo. La partecipazione alla Prima guerra mondiale aggravò problemi già profondi: disuguaglianze agrarie, industrializzazione squilibrata, repressione politica e debolezza delle istituzioni.

Dalla crisi del 1905 alla rivoluzione di febbraio

La rivoluzione del 1905, nata dopo la sconfitta contro il Giappone e la domenica di sangue di San Pietroburgo, costrinse Nicola II a concedere la Duma. Le riforme rimasero limitate e il conflitto sociale non scomparve. Nel 1914 la guerra impose mobilitazione, inflazione e perdite militari enormi; nelle città mancavano pane e combustibile, mentre nelle campagne i contadini chiedevano terra.

Tra il 23 e il 27 febbraio 1917 (8-12 marzo nel calendario gregoriano) scioperi e manifestazioni a Pietrogrado coinvolsero operaie, soldati e lavoratori. L’esercito rifiutò di reprimere la folla e Nicola II abdicò il 2 marzo. Nacque un Governo provvisorio, affiancato dai soviet degli operai e dei soldati: questa “dualità di potere” rese instabile ogni decisione.

Dal governo provvisorio all’ottobre bolscevico

Il governo guidato prima da Georgij L’vov e poi da Aleksandr Kerenskij scelse di continuare la guerra, perdendo consenso. I soviet chiedevano invece “pace, pane e terra”. Al ritorno dall’esilio, Vladimir Lenin propose nelle Tesi di aprile di trasferire tutto il potere ai soviet e di non sostenere il governo.

Il tentativo di colpo di stato del generale Kornilov nell’agosto 1917 convinse molti lavoratori e soldati a organizzarsi contro una possibile dittatura militare. I bolscevichi conquistarono influenza nei soviet di Pietrogrado e Mosca. Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre (6-7 novembre gregoriano) le guardie rosse occuparono i punti strategici della capitale. Il Congresso dei soviet approvò la presa del potere e formò il Consiglio dei commissari del popolo.

I nuovi dirigenti firmarono il decreto sulla pace e quello sulla terra, ma dovettero affrontare le elezioni dell’Assemblea costituente. Quando l’assemblea fu sciolta nel gennaio 1918, la strada verso il partito unico divenne più evidente. Il trattato di Brest-Litovsk del marzo 1918 fece uscire la Russia dalla guerra, cedendo vasti territori agli Imperi centrali.

Guerra civile e nascita dell’URSS

Tra il 1918 e il 1921 l’Armata Rossa combatté contro l’Armata Bianca, sostenuta da forze monarchiche, liberali e interventi stranieri. La guerra, il comunismo di guerra e le requisizioni provocarono carestie e milioni di vittime. La vittoria bolscevica non cancellò le tensioni: la rivolta dei marinai di Kronštadt nel 1921 spinse Lenin ad adottare la Nuova politica economica.

Nel dicembre 1922 nacque l’Unione Sovietica, federazione che concentrò il potere politico nel Partito comunista. La rivoluzione avviò una diversa forma di modernizzazione statale e ispirò movimenti comunisti nel mondo, ma introdusse anche censura, polizia politica e limitazioni del pluralismo.

Conseguenze storiche

  • Potere: la monarchia fu sostituita da uno Stato rivoluzionario centralizzato, poi dominato dal partito.
  • Società: la promessa di terra e uguaglianza mobilitò contadini e operai, mentre guerra e requisizioni produssero enormi costi umani.
  • Internazionale: la nascita dell’URSS modificò gli equilibri europei e alimentò il confronto tra comunismo e capitalismo.
  • Memoria: il 1917 rimase un riferimento per rivoluzioni, partiti e regimi del Novecento.

Nota sulle fonti

Le testimonianze di Lenin, Trotskij e Kerenskij vanno confrontate con i verbali dei soviet, la stampa dell’epoca, i rapporti diplomatici e le statistiche sulla guerra e sulla produzione. Per l’interpretazione sono utili Orlando Figes, A People’s Tragedy, Sheila Fitzpatrick, The Russian Revolution, e Robert Service, The Russian Revolution, 1900-1927. Le date seguono il calendario gregoriano quando indicato; nella Russia zarista era ancora in uso il calendario giuliano.

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