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Pietrogrado

Epoca:

Pietrogrado è il nome che la città di San Pietroburgo, allora capitale dell’Impero russo, portò dal 1914 al 1924. In questi anni fu il centro della Rivoluzione russa: nel febbraio 1917 vi cadde la monarchia degli zar e nell’ottobre dello stesso anno i bolscevichi guidati da Lenin vi presero il potere. Rinominata poi Leningrado, nella Seconda guerra mondiale subì un terribile assedio.

Pietrogrado: riassunto

San Pietroburgo fu fondata nel 1703 da Pietro il Grande alla foce del fiume Neva, sul Mar Baltico, per aprire la Russia all’Europa. Pochi anni dopo divenne la capitale dell’Impero russo, e lo rimase per circa due secoli. All’inizio del Novecento era una grande città di palazzi, ministeri e caserme, ma anche di fabbriche e quartieri operai.

Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il nome fu cambiato in Pietrogrado, per eliminare la parte di origine tedesca (“burg”). Le difficoltà della guerra, la fame e la sfiducia verso lo zar Nicola II portarono la città al centro delle rivoluzioni del 1917.

La rivoluzione di febbraio

Alla fine di febbraio 1917, secondo il calendario giuliano allora in uso in Russia (all’inizio di marzo secondo il nostro calendario), a Pietrogrado scoppiarono scioperi e manifestazioni per la mancanza di pane. Le proteste iniziarono anche con le donne operaie, nella giornata internazionale della donna. Quando i soldati della guarnigione si rifiutarono di sparare sulla folla e passarono dalla parte dei manifestanti, la monarchia crollò: Nicola II abdicò.

Si creò allora un “doppio potere”. Da una parte c’era il Governo provvisorio, formato da esponenti liberali e poi anche socialisti moderati; dall’altra il Soviet di Pietrogrado, il consiglio dei delegati degli operai e dei soldati, che aveva un forte seguito nelle fabbriche e nelle caserme.

Lenin e la rivoluzione d’ottobre

Nell’aprile 1917 Vladimir Lenin, capo dei bolscevichi, tornò dall’esilio arrivando alla stazione di Finlandia di Pietrogrado. Con le “Tesi di aprile” chiese di non sostenere il Governo provvisorio, di dare “tutto il potere ai soviet” e di uscire dalla guerra. Nei mesi successivi la situazione restò molto instabile: a luglio ci furono manifestazioni armate, represse dal governo; ad agosto il generale Kornilov tentò di marciare sulla capitale, e la mobilitazione contro di lui rafforzò i bolscevichi.

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1917 (6-7 novembre secondo il nostro calendario), il Comitato militare rivoluzionario del Soviet, in cui ebbe un ruolo centrale Lev Trockij, occupò i punti strategici della città. Il Palazzo d’Inverno, sede del Governo provvisorio, fu preso e i ministri arrestati. Il congresso dei soviet approvò i primi decreti del nuovo potere, sulla pace e sulla terra. Gli eventi sono raccontati nella pagina sulla Rivoluzione russa.

Dalla capitale a Leningrado

Nel marzo 1918 il governo bolscevico trasferì la capitale a Mosca, considerata più sicura. Pietrogrado, colpita dalla fame e dalla guerra civile russa, perse gran parte della popolazione. Nel 1921 i marinai della vicina base di Kronštadt si ribellarono chiedendo soviet liberi, ma la rivolta fu repressa dall’Armata Rossa. Nel gennaio 1924, dopo la morte di Lenin, la città fu chiamata Leningrado.

L’assedio di Leningrado

Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’invasione tedesca dell’Unione Sovietica, Leningrado fu circondata nel settembre 1941. L’assedio durò circa 872 giorni, fino al gennaio 1944. La popolazione soffrì una fame terribile, soprattutto nel primo inverno; i rifornimenti arrivavano in parte attraverso il lago Ladoga, ghiacciato d’inverno, lungo la cosiddetta “strada della vita”. Le vittime furono moltissime: le stime più diffuse parlano di centinaia di migliaia di morti tra i civili, forse circa un milione.

Nel 1991, con la fine dell’Unione Sovietica, un referendum restituì alla città il nome di San Pietroburgo.

La città dei palazzi e delle fabbriche

Pietrogrado era una città di forti contrasti. Nel centro, lungo la Neva e la prospettiva Nevskij, si trovavano il Palazzo d’Inverno, residenza ufficiale degli zar, i ministeri, le ambasciate e i palazzi dell’aristocrazia. Nei quartieri periferici, come quello di Vyborg, vivevano invece centinaia di migliaia di operai impiegati nelle grandi fabbriche metalmeccaniche, come le officine Putilov, spesso in condizioni di vita molto dure. Durante la guerra la città ospitava anche una numerosa guarnigione di soldati. Proprio l’incontro tra operai e soldati fu decisivo nelle rivoluzioni del 1917.

Date principali

  • 1703: fondazione di San Pietroburgo.
  • 1914: la città diventa Pietrogrado.
  • Febbraio 1917: rivoluzione di febbraio e abdicazione di Nicola II.
  • Aprile 1917: ritorno di Lenin.
  • Ottobre 1917: presa del potere dei bolscevichi.
  • 1918: la capitale passa a Mosca.
  • 1924: la città prende il nome di Leningrado.
  • 1941-1944: assedio di Leningrado.
  • 1991: ritorno al nome San Pietroburgo.

Protagonisti

  • Nicola II, ultimo zar di Russia.
  • Vladimir Lenin, capo dei bolscevichi.
  • Lev Trockij, presidente del Soviet di Pietrogrado nell’autunno 1917.
  • Aleksandr Kerenskij, capo del Governo provvisorio.
  • Gli operai e i soldati della capitale.

Perché è importante

Pietrogrado è il luogo in cui nacque il primo Stato comunista della storia, da cui sarebbe sorta l’Unione Sovietica (vedi la nascita dell’URSS). Studiare la città aiuta a capire come una crisi di guerra possa trasformarsi in rivoluzione e perché il 1917 sia una data chiave del Novecento.

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