Le guerre anglo-olandesi furono una serie di conflitti, soprattutto navali, tra l’Inghilterra e la Repubblica delle Province Unite. Le prime tre si combatterono nel Seicento, tra il 1652 e il 1674; una quarta scoppiò più di un secolo dopo, nel 1780. Non erano guerre di religione: i due paesi erano entrambi protestanti. Erano guerre per il commercio, per le rotte e per il controllo del mare.
Perché Inghilterra e Olanda si fecero la guerra
A metà del Seicento le Province Unite erano la prima potenza commerciale d’Europa. Le loro navi trasportavano grano dal Baltico, spezie dall’Asia, pesce del Mare del Nord. Dal porto di Amsterdam passava una parte enorme del traffico europeo. Gli inglesi guardavano a questo successo con invidia e preoccupazione.
Nel 1651, poco dopo la rivoluzione inglese, il Parlamento di Cromwell approvò l’Atto di navigazione. Le merci importate in Inghilterra dovevano viaggiare su navi inglesi o su navi del paese da cui provenivano. Era un colpo diretto agli olandesi, che vivevano proprio di trasporto per conto terzi. A questo si aggiungevano le liti sulla pesca, sul saluto alla bandiera nei mari “inglesi” e sulle colonie.
La prima guerra anglo-olandese (1652-1654)
La guerra cominciò nel 1652 con uno scontro tra la flotta inglese di Robert Blake e quella olandese di Maarten Tromp. Si combatté quasi tutta nella Manica e nel Mare del Nord. Le navi inglesi erano più grandi e meglio armate, e alla lunga prevalsero. Nell’agosto 1653, nella battaglia di Scheveningen, Tromp fu ucciso.
La pace di Westminster del 1654 conteneva una clausola segreta voluta da Cromwell. La provincia d’Olanda, guidata da Johan de Witt, si impegnava a escludere dalla carica di statolder la famiglia degli Orange, imparentata con gli Stuart.
La seconda guerra e il raid sul Medway (1665-1667)
Con il ritorno degli Stuart sul trono inglese i rapporti non migliorarono. Nel 1664, prima ancora della dichiarazione di guerra, una flotta inglese si presentò davanti a Nuova Amsterdam, la colonia olandese alla foce del fiume Hudson. Il governatore Peter Stuyvesant si arrese senza combattere. La città prese il nome del fratello del re, il duca di York: New York.
La guerra vera iniziò nel 1665. Gli inglesi vinsero a Lowestoft, gli olandesi vinsero nel 1666 la battaglia dei Quattro giorni, una delle più lunghe della storia navale. Intanto Londra era colpita dalla grande peste del 1665 e poi, nel settembre 1666, dal grande incendio. Il re Carlo II, senza soldi, lasciò in disarmo una parte della flotta.
Gli olandesi ne approfittarono. Nel giugno 1667 l’ammiraglio Michiel de Ruyter risalì il fiume Medway fino alla base navale di Chatham, spezzò la catena che chiudeva il fiume e incendiò diverse navi. Poi rimorchiò in Olanda l’ammiraglia inglese, la Royal Charles. La sua poppa decorata è ancora oggi esposta al Rijksmuseum di Amsterdam.
Con la pace di Breda, nel 1667, ognuno tenne quello che aveva preso. Gli inglesi conservarono New York, gli olandesi il Suriname in Sud America. Allora sembrò uno scambio vantaggioso per l’Olanda, perché il Suriname produceva zucchero.
Il 1672, “anno del disastro”
La terza guerra (1672-1674) fu diversa, perché l’Inghilterra non era sola. Carlo II si era accordato in segreto con Luigi XIV, e nel 1672 la Francia invase le Province Unite per terra mentre gli inglesi le attaccavano per mare. Gli olandesi lo chiamano ancora Rampjaar, l’anno del disastro.
Le armate francesi arrivarono vicinissime ad Amsterdam. Per fermarle gli olandesi aprirono le dighe e allagarono le campagne, creando una barriera d’acqua. Il popolo, furioso, se la prese con i dirigenti della repubblica: Johan de Witt e suo fratello Cornelis furono linciati all’Aia nell’agosto 1672. Il potere passò al giovane Guglielmo III d’Orange.
In mare, invece, de Ruyter tenne testa alle flotte unite di Francia e Inghilterra. Il Parlamento inglese, che diffidava di un’alleanza con un re cattolico, costrinse Carlo II a firmare la pace nel 1674.
La quarta guerra anglo-olandese (1780-1784)
L’ultima guerra fu legata alla guerra d’indipendenza americana. Gli olandesi commerciavano con i ribelli americani e la Gran Bretagna dichiarò loro guerra alla fine del 1780. Questa volta lo scontro fu impari. La marina britannica catturò centinaia di navi mercantili olandesi e colpì le colonie. La pace del 1784 confermò che la Repubblica non era più una grande potenza.
Le conseguenze
Le guerre anglo-olandesi segnano il passaggio del primato marittimo dall’Olanda all’Inghilterra. Non accadde all’improvviso. Per qualche decennio, anzi, le due flotte si equivalsero, e gli olandesi vinsero diverse battaglie.
Ma la storia prese una piega curiosa. Nel 1677 Guglielmo III sposò Maria Stuart, figlia del futuro Giacomo II. Nel 1688, con la Gloriosa rivoluzione, fu proprio lui, lo statolder olandese, a sbarcare in Inghilterra e a diventarne re. Da allora i due paesi furono quasi sempre alleati contro la Francia. E Londra, poco alla volta, prese il posto di Amsterdam come capitale finanziaria d’Europa.
Anche la toponomastica di New York conserva la memoria di quel passato. Harlem e Brooklyn vengono da nomi olandesi, e Wall Street segue il tracciato del muro di legno che proteggeva Nuova Amsterdam.
Fonti e bibliografia per approfondire
- Encyclopaedia Britannica, voce “Anglo-Dutch Wars”
- J. R. Jones, The Anglo-Dutch Wars of the Seventeenth Century, Longman, 1996
- Jonathan I. Israel, The Dutch Republic: Its Rise, Greatness, and Fall 1477-1806, Clarendon Press, 1995